giovedì 19 novembre 2015

rosso mattone


Vorrei vivere in una città di tetti rossi, tegole di terracotta messi a formare onde, da una casa all'altra: andata e ritorno.
Vorrei svegliarmi vicino ad un terrazzino affacciato su quei tetti, che siano rossi del riverbero del sole o incupiti dal grigio delle nuvole fa lo stesso.
Ricordo che lo desiderai per la prima volta a vent'anni, affacciandomi sui tetti di Perugia e ricordandomi improvvisamente dei tetti in certe estati dell'infanzia, vissute molto più a sud di là.
Ricordo che decisi che quello sarebbe stato prima o poi il mio affacciarmi del mattino: tegole ad onde, mare di vite che si svegliano nel mattino, per sempre. Vivevo in Emilia, allora.
Ricordo anche un sogno bello e intenso: una casa con un letto sfatto, le prime luci del giorno, tante finestre spalancate sui tetti dai coppi color ruggine, il bianco delle lenzuola e della colazione. Quel sogno lo raccontai tante volte e ogni volta ripetevo che avevo sognato un sentimento. Non c'era nessuna trama da raccontare: non riuscii mai a metterne insieme una credibile e nemmeno scombiccherata, neanche mentre riferivo il sogno alla la donna che appuntava i miei discorsi su di un quaderno.
Nel sogno c'era la casa affacciata sui tetti ad onde, c'ero io e c'era la mia vita, c'era un uomo ed il desiderio di condividere anche le cose più difficili che riempiva l'aria. Ed era tutto unito assieme, come in un quadro in movimento dove ogni pezzo, ogni colore è necessario: il bianco delle lenzuola, il rosso ruggine dei coppi, il colore che-non-so del sentimento e così via.
Per questo continuo a dire che avevo sognato un sentimento, forse il sentimento dell'esistenza, dell'esserci per condividere ogni cosa e ogni colore, come la luce d'inizio giorno sui coppi color rosso mattone.

10 commenti:

  1. hai descritto un sogno come dev'essere. mi fanno sorridere quelli che raccontano i propri sogni come fossero stati al cinema, probabilmente hanno rimodellato la trama al risveglio, più o meno consapevolmente. i ricordi dei sogni sono così come dici tu, pochi dettagli, scarsa la trama logica, e forte la sensazione che lasciano che l'essenza era altro, quello che ti fa dire "ho sognato un sentimento" (espressione che trovo perfetta).
    ml

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    1. Grazie, ml, credo tu abbia compreso in profondità il mio sentimento.
      E' vero quello che dici dei sogni raccontati. Al risveglio, in me è rimasto sempre e soprattutto il colore e il sentimento, le fibre che compongono i sogni.

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  2. Nella tua città non ci sono tetti rossi?

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    1. Il mio compagno vive nel centro storico di Roma. Quando sono da lui vedo i tetti di tegole rosse. Ma vedo anche parabole e crepe ed altre brutture. E ci vedo poco di affascinante.

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    2. Mi scuso con te, Euridice, per aver inavvertitamente cancellato la mia risposta al tuo primo commento, anche se credo tu l'abbia letta per tempo, prima cioè che le mie dita triturassero commenti a caso e senza alcuna necessità.
      Del resto, anche dal tuo secondo commento si capisce che hai fatto in tempo a leggere la mia risposta: si deduce da come condividi con me l'estraneità e la contaminazione bastarda del paesaggio dei tetti di Roma.

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  3. ciao, ogni tanto nei blog che richiedono l'approvazione dei commenti mi capita di scrivere e non veder pubblicato il commento... così qua. secondo me blogspot se li mangia :-/
    era per dirti che mi piace l'uso che fai delle parole, mi piace l'espressione della donna che prendeva appunti su di te e l'idea di sognare un sentimento... Ammetto di aver provato questa esperienza, ma non avrei saputo dirla.

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  4. Mi fai ricordare la mia casetta al paese, nel Sud, le cui finestre si affacciano sui tetti dei vicini. Una meraviglia!

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  5. @Remigio,
    da sud a nord, i tetti rossi fanno pensare alla vita che scorre dentro alle case
    :-))

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