martedì 29 dicembre 2015

consumarsi inutile


C'è un tipo di persona che mi è capitato di incontrare spesso, per la quale provo sempre lo stesso sentimento: vorrei afferrarla e scuoterla con violenza, imponendole con la forza l'obbligo di partecipare della realtà di tutti e di sentirsi investita della responsabilità personale.
Parlo di quel genere di persona che vive fuori dal tempo presente, che del suo presente non risponde e non tiene mai conto, evitando di prendere posizione, sia che si tratti di questioni grandi, sia che si tratti di futilità.
Del passato invece parla sempre e si appassiona, un passato finalizzato ad un rivendicare infinito, ripetitivo, estenuante: i torti e le incomprensioni stanno sempre lì, caldi come appena sfornati e appena inflitti, inutile perder tempo a dire che quasi tutti ne avremmo una scorta da elencare, sia di torti, sia di incomprensioni.
Sul futuro questo tipo di persona non sa dire ed evita accuratamente di esprimersi, semplicemente lo ignora come fosse una semplice categoria del pensiero teorico, un'eventualità che riguarda qualche pianeta sconosciuto e lontano; un futuro inesistente, perché senza ragion d'essere, un futuro consumato anzitempo, consumato come il presente a botte di lamentazioni, tanto ripetitive da apparire ormai prive di senso.
Si sa, appartiene alla storia di moltissimi di noi: certi torti e certe incomprensioni antiche hanno prodotto ferite profonde, determinando talvolta delle strutturazioni impreviste della nostra sensibilità. Si sa,  per via di ferite come queste, quasi tutti siamo in credito con la vita per le sue gratuite cattiverie, (e alcuni sono in credito davvero di molto). 
Ma si sa anche che rialzare la testa, prendendo di petto la vita e cercando di trasformare quel che ci ha ferito in esperienza costruttiva, è un compito irrinunciabile e non delegabile ad altri. Anche se è una fatica immane, immane per chiunque. 

6 commenti:

  1. vero verissimo. Buon anno nuovo Sabina, un caro saluto

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  2. condivido.
    c'è chi proprio non riesce non riesce a sollevare lo sguardo dal proprio ombelico che qualcuno un tempo ormai lontano gli ha imbrattato. :)
    massimolegnani

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  3. Vengo da te passando da arnicamontana e condivido molto quello che hai detto. Il passato può diventare una prigione oppure può trasformarsi in esperienza e saggezza. Non so se si scelga di rimanere ancorati al passato, ma quello che è certo che a queste persone anche volendolo non si può dare nè conforto nè aiuto. Grazie
    Emilia

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  4. Sono fuori per alcuni giorni e per questo motivo ho tardato a rispondere ed a ringraziarvi. Vedo che anche per voi risulta noioso, oltreché insopportabile, ascoltare le lamentazioni inutili di quanti esibiscono il loro cosiddetto "destino avverso" quasi come se fosse, potesse essere, un'arma di seduzione.

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    1. Un saluto speciale ad Emilia, che spero mi abbia "riconosciuta" anche se ho cambiato nome...

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    2. A tutti: buonissimo 2016

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