lunedì 14 dicembre 2015

un'incazzatura lunga un ergastolo


Leggo, leggo per il piacere di leggere, per la gioia di conoscere, per la curiosità del mondo e dei suoi abitanti che nutro da sempre.Oltre ai libri, leggo i giornali, i blog e tante altre cose dell'universo web e fin qui niente di che. 
Leggendo mi imbatto in molti, spesso praticamente sconosciuti, che scrivono bene, spesso anche benissimo: un piacere leggerli e sapere che ci sono, con il loro italiano curato e largo e nutrito di varietà di vocaboli. Mi imbatto in quelli, sui giornali e sul web, che scrivono bene e potrebbero scrivere benissimo se la condanna all'ergastolo della loro incazzatura temperamentale non li portasse alla rovina. Perché mi capita,  scorrendo scorrendo, e soprattutto giungendo  là dove l'ironia si fa pesante, di avvertire che certa corrosività sarcastica ha qualche grado di acidità di troppo e che l'ironia è solo lo strato più superficiale del derma cerebro-letterario di chi scrive. Scorrendo scorrendo, di sotto alla prima e a questo punto ingannevole impressione, scovi facilmente uno spirito alla Sgarbi-televisiva-maniera, (tanto per indicare un incazzato a prescindere,  che riesce a perdere per strada tutto quel che sa e che saprebbe dire per la smania irrefrenabile di svaporare sempre nel livore verso qualsivoglia interlocutore). E mi capita anche di sbattere contro i pregiudizi più sguaiati e paesani del mondo, piazzati là dove non te l'aspetteresti,  là dove quegli stessi pregiudizi vorrebbero passare per satira mordace, addirittura rivoluzionaria, capace di ribaltare l'ordine dei fattori, anche se, alla resa dei conti,  il prodotto ottenuto invertendo quei fattori  in questo caso cambia, eccome se cambia!  E' come immergersi in un universo rancoroso, vischioso di fluidi urticanti, che ti lascia alla fine un senso di amaro ed allappante, come il più scadente dei frutti.
Mi capita così di provare a pensare, ad immaginare,  il paese che sta dietro a questa miriade di isole incazzate e mi capita di accorgermi che è identico a quello che ci  sta ogni giorno davanti: un paese abitato da una folla di incazzati a prescindere, incapaci ormai di distinguere cosa è nocivo e da combattere e cosa no, pronti a chiudere pregiudizialmente l'interlocutore nel gruppo di quelli che sbagliano e non osano, che pensano male e ancor più male agiscono, se appena appena non si mostra ringhioso e velenoso da subitissimo. Un paese abitato da una folla di parodie umane alla Sgarbi,  sempre in gara tra loro per arrivare ad inveire per primi con tonanti  stronzo! deficiente!  
Stamattina, ad esempio, ho assistito ad  una pantomima del genere Sgarbi&co anche sul bus:  un signore anziano sale  senza aspettare la discesa dei viaggiatori e, per di più, sale dalla porta sbagliata. Protestano vivacemente gli altri, ossia quelli  che devono salire, ma lui non dà alcun segno di reazione, neanche di fronte alle proteste urlate di un altro anziano: sembra sordo o forse è totalmente menefreghista. Scendono tutti quelli che devono, mentre l'anziano incazzato  per il sopruso risale di scatto, urlando contro il suo coetaneo che, nel frattempo, ha oltrepassato la folla di mezzo autobus senza neanche voltarsi. L'urlatore sembra volergli andare dietro, sparato come un dannato, e non so se farà in tempo a riscendere prima che il bus riparta, ma forse non gli interessa più scendere: sta cercando a tutti i costi la rissa tra ultràsettantenniE qui, a questo punto,  tra probabili risse geriatriche e impennate da pennuti 'ncazzosi, come ciliegina sulla torta interviene un altro ex-passeggero del mezzo, che prima di abbandonare la banchina urla per quattro-volte-quattro verso gli  attempati duellanti:
"nun ve menate, dije solo frocio! " " nun ve menate, dije solo cornuto!" " nun ve menate, dije solo frocio!" " nun ve menate!" vale a dire: non usate le mani, ma, piuttosto, sparate i pregiudizi, anche quelli più beceri, colpite senza rimorso con i più luridi luoghi comuni. 
E, alla fine, che dire di questo pastone di incazzatura, menefreghismo, pregiudizio e puzza di fogna? Forse, imitando BerlusK della prim'ora, vorrei dire soltanto: Italia, il paese che non so proprio amare...

5 commenti:

  1. i maleducati, i livorosi e i prevaricatori sono tra noi
    meglio volgere lo sguardo altrove
    che peccato vedere quelle facce a sporcare il tuo blog
    arnicamontana

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  2. è lo stesso... hai messo il nick ;-)
    un caro saluto

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  3. c'è una a di troppo ma fa niente...
    riesci ad immaginare questi figuri dentro il sacro silenzio di una biblioteca? Come se si battibeccasse in chiesa :-/
    Ovunque accada non è un bel vedere

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  4. in certi ambienti l'incazzatura a prescindere (azzeccata la tua definizione dello "Sgarbi-tipo") è un vezzo (insopportabile), come portare la sciarpa sulla giacca o un ciuffo studiatamente ribelle.
    massimolegnani

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  5. @Carlo, l'aspetto peggiore di tutti è che, a fronte di un aumento inarginabile di incazzati generici e mattoidi, vanno scomparendo le motivazioni e il coraggio per le cosiddette incazzature per "sacrosante e condivise ragioni"

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