lunedì 1 febbraio 2016

l'Arte della complicità

Pensare per immagini, condensare in un fotogramma mentale un concetto o un sentimento, travasare una storia in un fotogramma e viceversa, mantenendo lo stesso risultato emozionale.
Così ho pensato guardando le foto di Vivian Maier.
Guardate questa:


due bambine quasi coetanee si stanno confidando il mondo.
Probabilmente la pensano allo stesso modo di quel che accade agli altri, agli adulti: li giudicano e ne ridono. Dal loro personalissimo punto d’osservazione privilegiato si sentono pianeta a parte e fanno sponda, mentre programmano un’altra, sferzante, eccentrica sfida.
Il braccio di una sulla spalla dell’altra, la confidenza della biondina e l’aria di chi la sa lunga e sempre in anticipo dell’altra.
E' l'immagine-simbolo di un’alleanza che gli adulti non sanno più neanche immaginare .

6 commenti:

  1. gli adulti faticano ad esprimerla quella complicità che forse non è innocente ma è sicuramente fanciullesca.
    massimolegnani

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  2. Mi fa pensare a certi racconti di Agota Kristof che, come qualcuno ha già notato, delle verità dei bambini ne sapeva parecchio.

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  3. @Carlo,
    forse mi soffermerei un attimo in più sul concetto di innocenza: l'innocenza dell'infanzia spesso non è altro che una forma di istintività senza scudo, è un dire ed un fare senza tenere in conto le apparenze e, di conseguenza, il giudizio-approvazione degli altri. Tra "persone ancora piccole" , naturalmente dotate di istintività e coraggio, non si pone il problema di essere complici, semplicemente lo si è quando serve. Detta così, lo comprendo, la mia potrebbe sembrare una definizione riduttiva della complicità, anche se, in realtà non vuole esserlo affatto. La complicità tra "persone ancora piccole" può essere solo istintiva, così come i moti dell'animo, i sentimenti, sia che riguardino altre "persone ancora piccole", sia che riguardino gli adulti.
    E' esattamente questa la differenza tra noi (adulti) e loro (i bambini), ed è questa una delle basi (forti) della loro innocenza.

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    1. vedevamo da due angolature diverse, ma sono d'accordo con la tua spiegazione.
      io alludevo a un'altra innocenza,quella dei canoni cattolici e del giudizio borghese e sono ben contento (e credo tu con me) che in questo senso i bimbi non siano innocenti :)
      ml

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  4. Agota Kristof?
    Penso tu abbia ragione, @Euridice, e, del resto, se andrai a vedere altre foto della Maier ci troverai altri punti di contatto con la Kristof.
    Ecco, ora che ci penso, forse la Kristof era una delle rare persone capaci di dire, raccontare, mostrare la realtà in tutta la sua crudezza. In qualche maniera ritrovo in lei qualcosa che somiglia all'innocenza/istintività di cui ho parlato nella risposta precedente. Facci caso, quante volte capita di veder additatato come cinismo un parlare o raccontare crudo e istintivo?
    E' incredibile, ma l'infanzia, stagione della fantasia, è anche l'età della realtà esibita senza passaggi mediati.

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  5. ...capperoni se sono contenta!!!
    ;-))

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