giovedì 31 marzo 2016

ali


Può succedere di riflettere una volta di più sulla gioia di vivere, anche di questi tempi insopportabili per crudeltà gratuita. Succede quando incontri qualcuno che sembra camminare con le scarpe rubate a Mercurio, vale a dire con le classiche ali ai piedi, calzate con abilità e non per sciocca o comoda superficialità
Accade quando incontri certi visi dall'espressione brillante, carica di irresistibile energia, visi che ti guardano con un’espressione vincente ma mai tronfia, soddisfatta ma leggera, come quelle dipinte sui visi dei bambini quando vincono sfidandosi alle corse.
E’ capitato a me durante una fila alla posta: per caso l’impiegata allo sportello ha trovato lo spunto per dirmi la sua soddisfazione per aver sconfitto un male molto importante. 
Una bella signora paciosa con un’aria di franchezza romana e popolare, il caschetto nero sul viso tondo,  illuminato da due finestre di pupille scure scintillanti: un cielo insomma, e fa nulla se le pupille non erano azzurre.
Mi ha accennato al suo male recente, mentre gli occhi le si facevano orizzonte, terso per la felicità di vivere, illuminato di speranza terrestre e concreta, per nulla sporcata né da macchie di retorica né da gocce di scadente melodramma.
Così, mentre mi dava il resto, le ho chiesto la mano e gliel’ho stretta come  per dirle “guarda , siamo su questo palcoscenico di mondo, con tanto dolore intorno, eppure tu sai ancora sorridere, bella come nessun’altra mai”.
Poi, però, dopo averle stretto la mano in un simbolico segno di alleanza, ho faticato tanto ad andare via, a dare le spalle al cielo dei suoi occhi.

8 commenti:

  1. La gioia di vivere di certe persone è davvero contagiosa. E questo è un bene per noi.

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    1. Sì, è un bene ed è anche una lezione...un toccasana vorrei dire

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  2. Fa immensamente piacere leggere che c'è chi si illumina d'immenso per aver debellato il male oscuro di questo secolo e speriamo non del prossimo. Doppio piacere mi fa perché in questi ultimi tempi ho dovuto registrare solamente cocenti sconfitte: due cugine andate via in meno di due mesi; mia cognata, che amavo come una sorella, anche lei messa in ginocchio da una leucemia acuta; un'amica di vecchissima data che non vedo da anni e che forse mai più rivedrò.
    Sempre leucemia acuta, la cosiddetta leucemia fulminante. Brava la tua impiegata, o forse solamente fortunata. Uno su mille ce la fa, cantava Gianni Morandi qualche anno fa.

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    1. Non si può far altro che sperare di farcela, non esiste un'alternativa altrettanto "sana".

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  3. questa leggerezza seria e non tronfia che tu identifichi con le ali di mercurio a me fa pensare al volo delle oche selvatiche che non hanno la grazia superba dei cigni ma si librano nell'aria con gioiosa fatica a dispetto della loro mole che li vorrebbe schiacciare a terra.
    piaciuto.
    ml

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  4. Uhm, mi sa che hai ragione...
    :-)

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(tranne che in qualche rara occasione, perché occorre lasciare che ogni tanto il Mostro si mostri per quel che è...)