mercoledì 16 marzo 2016

Santa Lucia

Napoli. Ristorante sul mare.



Arriva una coppia di appena trentenni con due figli al seguito.
Lui è bello, slanciato, capelli lunghi, raccolti con elegante indifferenza, jeans e maglietta. E' così pacatamente dolce nella sua forza seduttiva da apparire quasi distaccato, distratto, svogliato.
Lei è molto piccola, rotondamente esagerata, eccessiva nell'ossigenazione della chioma, con un’aria vagamente persa, come indecisa nell'esserci: in un'altra epoca l'avrebbero detta languida.
Indossa un giubbetto striminzitiello, calzerotti e scarpe da tennis, e ognuno di questi pezzi  le squilla addosso con un indicibile color rosa-confetto. Sulle gambotte piene le si appoggia appena-appena una gonna di  jeans corta e a pieghe, che sembra la corolla di un soffione mezzo decapitato. E si apre troppo quella gonna sulla paffuta larghezza del sederotto, con un effetto finale perfido, fumettistico.
Eppure, nonostante l'esagerazione dei colori, dei trucchi, dell' ossigenazione, della vaghezza di pensiero e di contesto, mantiene fermo su di lui uno sguardo colorato di infantile entusiasmo, di languidezza precisamente dedicata. Si sposta e si muove come la bella tra le belle, con quelle pieghe della gonna sempre più stremate dalla tensione e dallo spessore delle natiche.
Quando si gira mostra un seno pieno-pieno, il giusto contrappeso e contrappasso del didietro.
Per certi versi è disperatamente comica.
Penso a com’è piccola e piena rispetto a lui: hanno due figli maschi e lei, per divario d'altezza, potrebbe essergli figlia più che donna, la terza, la femmina tanto attesa.
Ma che sguardi di complicità sensuale gli versa addosso dagli occhioni truccatissimi: pare una colla maliziosa, con cui lo cattura ogni volta che lui la guarda.
Se fosse in America lei sarebbe un’ipernutrita ragazza pon-pon in divisa rosa-porcellino, che sfila in una parata di qualche sperduto Milwaukee, ma è a Napoli, in un giorno di sole, in un ristorante sul mare, a Santa Lucia, e lei è un piccolo gioiello di ingenua e spudorata sensualità, piccola Pomona partenopea che si mostra, incurante dei limiti estetici.
E lui, bello da far invidia a tutte le altre, la ricambia con sguardi impensabili, alla faccia d'ogni striminzita, misera ragione contraria.

6 commenti:

  1. Hai fatto la descrizione precisa di mio figlio e di sua moglie. Hanno un maschio e una femmina. Lui i capelli li ha corti. Lui è alto due metri e due centimetri sul livello del mare senza scarpe. Lei uno e sessanta scarso coi tacchi bassi. Lei non porta MAI tacchi alti. Sguardi sensuali di lei a lui? Saranno pure sensuali, ma spesso sono rabbiosi, troppo spesso. Mia moglie, la madre di lui, dopo ogni visita si chiude in un mutismo disperato. Io non dico nulla. Si sa che i lunghi amano le piccolette.
    Ah, dimenticavo: lui ogni bella ragazza che passa si fa venire il torcicollo. Lei guarda sistematicamente dalla parte opposta. Chissà che vorrà significare.

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  2. Vedi, Vincenzo, le due "foto", la mia e la tua, a parità di realismo, non sono confrontabili, perché la tua racconta una storia più comune, lo dico nel senso di diffusa statisticamente, mentre la mia racconta una situazione inverosimile, creata e mantenuta viva dai due componenti della coppia per mezzo di una sorta di cecità d'amore che, te lo assicuro, era palese, indiscutibile, spiazzante.
    Lei, la tracagnottella-pagnottella, era comica, al limite dell'inguardabile per inappropriatezza del vestire, potrei dire anche "cafunciella" d'aspetto, ma era innamorata e lui non era da meno: era fin troppo evidente.
    Ho descritto una situazione in cui il sentimento del ridicolo (per chi guarda) finisce per rimanere in disparte, a favore della tenerezza per quella coppia così male assortita "esteticamente". Male assortita, sì, ma solo agli occhi degli estranei, cioè degli esclusi dal mistero e dall'incanto incomprensibili agli occhi della nuda ragione.
    Un saluto e grazie,
    Sabina

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  3. "..quelle pieghe della gonna sempre più stremate dalla tensione e dallo spessore delle natiche."
    cito questa ma avrei potuto scegliere altre frasi di questa meticolosa, eppure lieve, descrizione che fai della coppia.
    Mi è molto piaciuta, la descrizione, per come la rendi tridimensionale.
    e usi una severità razionale per gli evidenti limiti estetici della donna, contemporaneamente a una indulgenza quasi affettiva per la coppia nel suo insieme, male assortita eppure bastante a se stessa.
    complimenti
    massimolegnani

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    1. Infatti, Carlo, la severità estetica è solo il primo, superficiale strato di osservazione, subito dopo c'è lo strato dello stupore per quanto amore c'è in questo strambo duetto...ma siamo lì: l'osservatore non può comprendere perché non sa, tutt'al più può sprofondare in uno stupore infantile, senza fondo.
      Grazie per le tue parole.

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  4. Quando si dice l'amore!! Bellissima la descrizione estetica della coppia. Forse solo un grande poeta, con i suoi versi, avrebbe saputo fare meglio nel descrivere l'amore fra quelle due persone così diverse. :-)

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  5. Grazie, Remigio!
    In effetti, nel post volevo sottolineare soprattutto quant'è alto il grado di inconoscibilità delle relazioni e dei sentimenti, che sia amore o altro non fa differenza.

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