martedì 19 aprile 2016

bambini senza vecchiaia


Pochi sanno essere sfatti come un letto sfatto, e contemporaneamente innocenti come  i bambini nati ieri.
Sono persone rarissime e spesso coltivano la tendenza ad attraversare la vita con il rosso. 
Altrettanto spesso questi pochissimi e rarissimi sono intrinsecamente poeti e riescono a strapparti sorrisi senza motivo, come riesce solo ai bambini, appunto: ti viene da sorridere anche solo a guardarli vivere.
Tempo fa ho incontrato una persona così, enigma tra gli enigmi, bambino senza possibilità di invecchiare mai.
E' stata una fortuna leggere le sue parole scritte prime che le distruggesse.

dedicato a A.

10 commenti:

  1. temo di non riuscire ad apprezzare persone così, e probabilmente mi perdo qualche cosa, ma devo dire che già al tempo in cui snocciolavo Pascoli, la poetica del fanciullino mi era insopportabile

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    1. @Pier,
      probabilmente la mia descrizione pecca di eccessiva sinteticità.
      La persona di cui parlo nel post è lontanissima dall'idea espressa con la poetica del fanciullino, che, tra parentesi, anch'io non ho mai sopportato.
      Qui si parla di una persona totalmente immersa nella dimensione adulta della vita, intesa fino ad un livello quasi disperato. L'innocenza cui alludo rappresenta un miracolo proprio perché emerge in un quadro così "difficile" ed emerge in termini di evidente capacità poetica.
      Questo è il miracolo: essere contemporaneamente disperati da adulti e innocenti come bambini.

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    2. quindi se ho ben capito un adulto senza le disillusioni tossiche, capace di sorprendersi a sorridere al tramonto sul mare .. così mi piace.

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    3. Un'umanità integra, innocente senza essere mai stata "cieca".

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  2. Adulti che mantengono la saggezza dei bambini? Sono rari.

    Solitamente gli uomini vecchi tendono a divenire cattivi, vendicativi, arroganti e spocchiosi. Forse perché sono stanchi, forse perché sanno che dovranno a breve rinunciare alla vita. Ed è una rinuncia inevitabile a cui non vogliono sottostare.

    Certi uomini, invece, della morte se ne fregano. E' per questo che sanno mantenersi bambini.

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    1. Lo so che sono rari, anzi, non a caso io ho usato il termine rarissimi, superlativo assoluto.
      In effetti è la capacità di vivere "a dispetto della morte" quella che può darti la forza sbaragliante dell'innocenza. Poi, su questo terreno, può nascere anche la poesia se ce ne sono i presupposti creativi.

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  3. Ad un certo momento ho pensato che stessi parlando di me, poi ho capito che mi stavo illudendo, in senso positivo naturalmente. Io sono rimasto bambino dentro. Niente a vedere con quella stucchevole storia pascoliana del "fanciullino", per carità. Ho visto nascere e crescere intorno a me una tribù di individui col mio stesso DNH ma diversissimi da me: loro crescevano e io rimanevo lì, e adesso non sono affatto stanco e attaccato alla vita, che rispetterò finchè ci sarà, ma non maledirò quando mi mollerà. Paura di morire? Quale idiozia, sarebbe come dire temere che domattina sorga il sole dopo una nottata buia. Hanno paura della morte coloro i quali non sono stati capaci di realizzarsi; hanno paura della morte coloro i quali credono in qualcosa dopo la morte. Io no. Che paura dovrei avere?

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    1. @ Vincenzo,
      il concetto che ho cercato di esprimere è quello di un'innocenza che si mantiene salda a prescindere da cosa e da come ti capita di vivere, (nel bene e, soprattutto, nel male).
      Le persone così sono sempre capaci di ascoltare e comprendere, anche ciò che non gli appartiene, sono cioè capaci di esprimere "vicinanza" o, per dirla meglio e seguendo l'originario significato della parola, di esprimere "compassione", là dove questo vocabolo si spoglia d'ogni forma di pietismo e si fa "partecipazione".
      A gente così manca completamente il germe dell'arroganza, quello che va infettando sempre più persone.
      Non avere paura della morte è già un segno di innocenza, perché chi è o si comporta da arrogante vive e si comporta come se fosse immortale.

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  4. spesso coltivano la tendenza ad attraversare la vita con il rosso.
    mi piace questa definizione, e aggiungerei che non lo fanno per spavalderia ma perchè, presi dalla leggerezza, il rosso proprio non lo vedono :)
    massimolegnani

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    1. ...proprio quello intendevo, Carlo!!!
      Non è spavalderia, ma leggerezza priva della benché minima ombra di superficialità.

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