mercoledì 27 aprile 2016

L' Egidio


Il signor Egidio Animaletti  aveva passato tutto il pomeriggio a cercare nella casella mail, casella che aveva in comune con l'Amore-suo,  le foto più recenti di lei.  Erano allegate ad una mail, che lei gli aveva inviato ormai da giorni.
L'Egidio si disperava senza riuscire a trovare quelle foto che gli premevano tanto e perciò tempestava l'Amore-suo  di sms:
non le trovo, non le trovo…ci tengo tanto a quelle foto”.
Che strano, pensava Amore-suo, che da un po' di tempo, non casualmente, aveva preso a fare di cognome  Incazzatelli:
“…possibile che non le trova? ma si sarà  accorto che nelle ultime foto ho  sempre la stessa espressione delusa, disincantata, una too spallated face che lèvete?  se ne accorgerà mai? boh, se penso che l’ha notato persino  un amico... oh, un amico di intuito, certo,  intuito non solo verbale e stilistico…Ma che ci farà poi l'Egidio con queste mie facce tutte uguali?
Intanto gli sms continuavano a piovere su Amore-suo Incazzatelli  come una fastidiosa grandinata, proprio mentre stava  tornando a casa, sulla metro stracolma e con la testa piena di cose da sbrigare.
Nonostante le condizioni fossero tra le più sfavorevoli  per una reazione educata, Amore-suo prese a rispondere diligentemente ad Egidio Animaletti, dandogli ripetute  indicazioni per rintracciare le foto, anche se lui-capperi!capperi!- continuava a non trovare nulla.
Intanto Amore-suo, che, bisogna dirlo, aveva preso a fare di cognome Incazzatelli  poco dopo aver conosciuto Egidio Animaletti , tra un sms diligente e compìto e una bestemmiuccia lieve,  così ragionava tra sé e sé:
"...ora che ci penso…  perché mai in questi  ultimi giorni mi diceva “mandale! mandale! mandale!se poi non le ha mai aperteeh sì! già! certo che non le trova! ora ricordo: ho cancellate io stessa le mail con le foto, perché ero  stufa di  vederle lì intonse da giorni, dopo tutto quel “mandale! mandale! mandale! “
Amore-suo ormai lo sapeva come andavano le cose  con  il signor Animaletti, un vero cultore della muffa: uno che ti mette fretta sulle cose  e poi se ne dimentica,  mandando tutto in muffa, appunto.
Presa e catturata da quelle riflessioni,  Amore-suo decise di fare coscienziosamente del male al signor Egidio Animaletti: non gli confessò d’aver  cancellato le mail, lasciandolo solo ai suoi affannosi tentativi di ripescaggio. Si limitò a sospendere senza preavviso  la loro cosiddetta conversazione, facendo mancare ogni possibile aiuto morale e strumentale all’Egidio. Insomma, lo abbandonò alla sua inutile ricerca e gli rispedì le mail con le foto solo dopo tre ore.
Per tutto quel lasso di tempo, tra loro fu silenzio di tomba. Soltanto verso sera Amore-suo chiese notizie delle foto, pensando di trovare l'Egidio rinfrancato.
In verità, il signor Egidio Animaletti era ormai da ore in viaggio verso un altro pianeta, perciò le rispose così:
 “Cosa?.....è scomparsa, cazzo!!!
E Amore-suo  :
Che dici? che significa? cos’è che è scomparso? Di nuovo le foto?
E lui, soave:
“Ho sbagliato destinatario, era per un mio amico che ha perso una gattina”
Dopo  questa spiegazione Amore-suo  non chiese e non seppe più nulla, solo pensò:
"…magari l’Egidio  sarà in strada a cercare… la gattina intendo, non le foto"
Per finire in bellezza la serata e smettere di viaggiare tra pianeti e galassie non comunicanti, Amore–suo, sempre più Incazzatelli di cognome, si guardò un bel film, tanto ormai aveva capito che la fine dei viaggi interplanetari era imminente e che l’onore della chiusura spettava a lei, che non era e non sarebbe stata mai meritevole di attenzione come una gatta.
Mentre se ne andava facendo una placida ragione, Amore-suo si ricordò una frase di Kundera:
"EINMAL IST KEINMAL", ma, aggiunse di suo, tentare con Zweimal  può rivelarsi un disastro, un pozzo nero nel quale annegare se non ci si ferma in tempo.
Perché sì, Amore-suo sapeva bene di doversela prendere soprattutto con sé stessa, visto che il cerca-gatti, il signor Egidio Animaletti, se l’era andato a riesumare dall’armadio dei ricordi giovanili, tentando il classico esperimento di ripescaggio, questo sì, fallito in partenza.
Così, con appropriato sarcasmo di marca buddista, decise che più che un animalista avrebbe dovuto procurarsi un essere umano normo-dotato...di anima.

10 commenti:

  1. Carino il raccontino. Allegorico. Ma a chi è diretta l'allegoria?
    Ho conosciuto sul web persone -genere femminile- che erano capaci di spedirmi magari quattro sms al giorno e guai se non avessi risposto, oppure altre -stesso genere- che mi inviavano una serie di whats app senza fine. Foto assai belle di paesaggi, di cibi, di chiese antiche. Molto bello. Poi all'improvviso...basta una parola...e fine dei whats app, fine degli sms.
    Ci capisco sempre meno del genere umano, forse sarebbe meglio dicessi del genere femminile.

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  2. ...eccolo! ci avrei scommesso che qualcun-O si sarebbe sentito "toccato".
    Mi spiace, @Vincenzo, caschi proprio male, posso sfidare l'intero genere umano, intendo maschile e femminile, bada bene, a sostenere ch'io sia mai stata "appiccicosa&petulante" con qualcuno-a: sono disposta a battermi per questo riconoscimento pure davanti alla Corte dell'Aja! (scherzo, ma non proprio, eh!).
    Sai, sebbene femminucciA, detesto essere incalzante&petulante anzi, potrei dire di esserne fisiologicamente immune dalla nascita. Di più: non sopporto l'incalzare e il "petulantare" altrui, e, se proprio mi imbatto nell'insopportabile genere, finisco con lo sbottare e chiudere la partita con frasi di chiaro senso ultimativo: o te levi de torno,o te levi de torno, tanto per dirla in semi-vernacolo.
    L'allegoria, che non è tale perché qui si parla di un individuo reale (anche se non si chiama Egidio e non fa di cognome Animaletti) dedito allo sport "incalza e fuggi". Uno che ti può tempestare di sms e subito dopo disintegrarsi nell'aere.
    Soprattutto uno che pur di salvare un gatto o qualunque altro animale (compreso un alligatore che poi se lo pappa senza rimorso) ti lascerebbe annegare.
    Però, lo devo dire, mi sono divertita a riscrivere questa storiella a distanza di anni: era contenuta in un vecchio post, ed era stata scritta ancora fresca di vita vissuta, dunque sapeva di inutile amaro.
    Grazie a Dio tutto è lontano e non più proponibile per mille motivi, alcuni anche molto importanti, che la vita mi ha dato.

    p.s.: ci tengo a precisare che, pur avendo avuto a che fare con un animalista ultrà, io non odio gli animali: semplicemente li considero esseri viventi alla pari degli altri "animali umani", meritevoli cioè di rispetto e quant'altro, ma non di più dei bipedi umani e terrestri.
    Con buona pace di tutte le specie viventi.

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    1. Ma che hai capito? È la seconda volta che rispondi fuori tono. Io non intendevo offendere nessuno/a. Sia chiaro. Facevo quelle considerazioni che il tuo racconto mi aveva fatto venire in mente, oppure sei anche tu uno/a di quelli/e che pretendono commenti assolutamenti inerenti il testo?
      Io ti rispondo che il senso della comunicazione nel blog è proprio questo, io interpreto a modo mio e ciascuno lo faccia a modo suo e mi lancio in commenti che, se non siano offensivi, dovrebbero essere accettati in quanto esternazioni di un'altra persona. Altrimenti perché scrivi i tuoi post?
      Anche io ho un blog dove metto, per fare un esempio, le mie poesie. Arrivano commenti anche strani, ma detti in modo educato e, credimi, io non mi sognerei mai di esordire una mia risposta con un "...eccolo! ci avrei scommesso che qualcun-O si sarebbe sentito toccato".
      Errasti, grida Ettore ad Achille quando la sua lancia fallisce il bersaglio. Errasti, ti dico io. Non mi sono sentito affatto "toccato". Lo fossi stato delle due l'una: non avrei commentato un bel nulla, oppure avrei tirato giù uno dei pezzi salaci e crudeli in cui mi sento maestro.
      E per giunta io adoro gli animali, tutti, anche i coccodrilli.

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    2. Tanto per cominciare, il mio commento si riannodava al tuo nello stile, vale a dire adottava la tua stessa filosofia del commento "di genere" e “di ruolo”, vedi il passaggio : “Ci capisco sempre meno del genere umano, forse sarebbe meglio dicessi del genere femminile”. Pertanto, era una risposta che voleva essere almeno scherzosa, se non ironica tout-court, ma capisco che il tono non è sempre così evidente nelle parole scritte, anzi. Inoltre, la tua domanda “Carino il raccontino. Allegorico. Ma a chi è diretta l'allegoria?”, sembrava mirare proprio in quella direzione. Ma sarà stata sicuramente una mia incapacità di lettura e di interpretazione, sai com’è…
      Leggo che hai sentito il bisogno di richiamare anche la mia risposta precedente, quella sul post “le scarpe inadatte”, laddove avevo espresso un mio parere contrario sulla tua interpretazione: beh, delle due l’una: o le tue interpretazioni devono andar ben comunque, o le mie precisazioni su quanto io stessa scrivo sono offensive a prescindere.
      Per non dire di: “sei anche tu uno/a di quelli/e che pretendono commenti assolutamenti inerenti il testo?”…non è, ma se anche fosse? non ho libertà di scegliere qui sul mio blog?
      Bah…permettimi a questo punto di nutrire più di qualche perplessità…
      Sai, modestamente, molto modestamente, credo non ci si possa sentire sempre investiti in prima persona e frontalmente su tutto, come qui: “E per giunta io adoro gli animali, tutti, anche i coccodrilli” in risposta alla mia precisazione, rifluita solo per caso nella risposta al tuo commento: “ci tengo a precisare che, pur avendo avuto a che fare con un animalista ultrà, io non odio gli animali: semplicemente li considero esseri viventi alla pari degli altri "animali umani", meritevoli cioè di rispetto e quant'altro, ma non di più dei bipedi umani e terrestri. Con buona pace di tutte le specie viventi.”
      Vedi, quella precisazione era diretta a qualche animalista di passaggio, di quelli ultrà soprattutto, pronti a vedere l’odio anche dove non c’è mai stato. Certo, sarebbe stato meglio inserirla in coda al post, piuttosto che nella risposta al tuo commento e indurti così a scambiarla per invettiva personale:un gravissimo errore da parte mia.
      La chiudo qui, ché ci sono senz’altro argomenti più meritevoli di discussione, e chiudo promettendo solennemente di non contraddirti mai più.

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    3. Adesso non esagerare: puoi, anzi devi contraddire quando qualcosa non ti garba. La dialettica anima il linguaggio, lmeno io così la penso, ma -come tu stessa ammetti- c'era spazio per un paio di incomprensioni reciproche.
      Purtroppo le parole scritte hanno un valore relativo: manca il tono, che fa la musica, e manca il linguaggio del corpo mentre le si pronuncia. Questo è il grosso manco del web e del linguaggio tra blogger, e non ci si può far nulla. Quando il rapporto si protrae, e quando le persone amano la chiarezza e la semplicità, dopo un po' si instaura un equilibrio, ci si conosce e ci si riconosce attraverso le espressioni ed il modo di accumularle in una risposta, ad esempio. Ma io sto qui da troppo poco tempo per poter dire di conoscerti né tu puoi conoscere me.
      Spero che la cosa sia ricomposta. Da parte mia di sicuro.

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  3. capita di incontrarne Egidi Animaletti, sono personaggi faticosi, e spesso non valgono la fatica che richiedono.

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    1. Verissimo, @Pier, anzi: non ne vale mai la pena.
      Peccato certe cose si capiscano sempre tardi, ma, forse, sono le stupidaggini fisiologiche, inevitabili, della giovinezza.

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  4. mi sono divertita... spassoso da leggere, fastidiosetto da vivere. Tifo per Incazzatelli. Un caro saluto Sabina

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  5. Ciao, carissima, grazie del passaggio.
    Quanto al "fastidio"...che dire? meno male che è tutta roba passata e centrifugata a dovere!
    ;-))

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