venerdì 15 aprile 2016

pane, tango e geografie


Esco per mangiare un panino e so che oggi  lo voglio davvero buono.
Il locale lo conosco già e oggi  è quasi vuoto:  un unico cliente, assorto, con la testa pacatamente immersa nel suo personalissimo pianeta. Della bontà di quel locale mi fido, perciò ci entro senza timori, perché il panino oggi lo voglio veramente buono.
Lì dentro puoi scegliere ogni singola parte del panino, vado perciò con il pane nero tagliato sottile, poi con una fetta sottilissima di toma piemontese color dolce-cremina, ancora sopra una fetta sottile di prosciutto color rosa-bambino,  ( prosciutto che viene da un luogo sconosciuto ai più, Sauris, fra le montagne del tarvisiano, ma che per me è più di un ricordo, è il posto delle fragole, per dirla alla svedese) e,  infine, due fettine sottilissime di melanzane del Salento. Insomma, nel mio panino si sono accomodati nord e sud, est ed ovest, alpeggi e taranta...e dire che c’è chi vorrebbe negare la simbologia del cibo…
Il fine cesellatore di panini esegue  inappuntabile e sacerdotale, appoggia tutto su di un tagliere di legno scuro sul quale si pavoneggia un tovagliolo rosso rubino e, infine, affianca la meravigliosa composizione con un dito di rosso quasi viola, profondo  ed essenziale, con una punta di asprezza che gratta deliziosamente.
Prendo il mio tagliere come una reliquia e vado a sedermi, mentre in sottofondo, in quell’atmosfera già così insolita per la quasi totale assenza di clienti, parte un tango, morbido e straziante che, per certi versi, mi ricorda nelle sue note più corpose il lento accovacciarsi del prosciutto mentre cade dall’affettatrice.
Nel movimento del vassoio il vino si è mosso, registrando lampi di luce più chiara, e sembra quasi voler andare anche lui di tango.
Inizio a mangiare e c’è solo silenzio, masticazione e tango:  godersi il panino in quella pace e al ritmo d'un tango così struggente è un’esperienza fisica totale: in bocca suoni e sapori si attorcigliano e si fidanzano.

Penso che sarà difficile alla fine, quando uscirò, raccontare che ho solo mangiato un panino e che la musica di sottofondo era un tango.

9 commenti:

  1. Sei una raffinata buongustaia. Il Sauris! Che meraviglia! Ho la moglie friulana, della bassa, ma mio suocero è sepolto a San Daniele del Friuli e ogni anno, quando siamo giù, andiamo a San Daniele e comperiamo un prosciutto intero, che facciamo durare a lungo, con l'osso e con lo zampetto come solo il San Daniele. Poi, dallo stesso salumiere compriamo mezzo Sauris senza osso, robetta da due chili e mezzo e con quello siamo a posto per tutto l'inverno. Ci passa divinamente il Refosco, vino pregiato che adoro, altro non so, ma io ci bevo quello su tutte e due i prosciutti. Una guduria. E se ci suoni come sottofondo anche un tango con una fisarmonica io dico come si dice in Friuli "mangià e murì".

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  2. hai mangiato solo un panino, ma con quanto sentimento!
    massimolegnani

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  3. Non ho mai mangiato panini al ritmo di un tango: deve essere un'esperienza molto sensuale :-)

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  4. A Sauris ci arrivo in una mezz'ora :))
    Buongustaia ;)

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  5. ...beata te!!!
    (segue sospirone-one-one)

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