giovedì 26 maggio 2016

di anima e carta

Sin dal principio, appena si erano conosciuti, lei gli aveva passato alcuni libri che aveva amato particolarmente.
Quasi  sempre si era trattato della sua copia personale: le piaceva che fosse proprio quella copia, già maneggiata e amata dalle sue dita, a viaggiare tra loro.
Poi, gli aveva regalato anche i suoi vecchi fogli a quadretti, quelli dove si era raccontata, scritti a mano, molti anche ingialliti: glieli aveva affidati da conservare qualunque cosa accadesse, a lei e a loro, anche l’imprevedibile.


In un anno, da che si conoscevano, lo  aveva colmato di carte, di parole, di racconti, versandoci dentro tutta la vita possibile che aveva avuto prima di lui: come per una scommessa impossibile per recuperare gli anni perduti. Fu forse per questo, per la sensazione di essersi reciprocamente percorsi nelle loro vite passate attraverso i racconti fitti fitti e, straordinariamente, anche attraverso le esperienze che avevano mutuato dai libri letti e amati, che lui, una sera, le scrisse così: 

sai, ieri immaginavo di comprare una copia di tutti i libri che io e te abbiamo più amato, i più importanti nella nostra vita, di strapparne tutte le pagine più rilevanti, di appallottolarle e ammonticchiarle sul nostro letto fino a riempirlo completamente, poi di sdraiarmi tra le palline di carta con te, sprofondandoci dentro fino ad esserne ricoperto interamente e fare l'amore con te senza fine: sepolti, covati e cullati da loro, i nostri libri, nel nostro letto fatto 
di anima e carta

10 commenti:

  1. Questo Lui era certamente un poeta. La realtà però è ben diversa, come sempre: la carta col sudaticcio diventa molle e gracile, si appiccica dappertutto, meglio non pensare dove se la sarebbe ritrovata in frammentini rugosi da raschiare via con le unghie. Brrrr! Mi vengono i brividi. Accidenti quanto sono iperrealista, eppure mai ho dipinto un quadro iperrealista, che sembrano ingrandimenti fotografici. Nel caso di cui parli mi viene in mente un ingrandimento fotografico o microscopico di due coscienze affini e parallele. Come si erano incontrati? Mi piacerebbe das erfahren. E poi, wer war der als erste das Buch sandte (imf da senden), und warum? War Sie, nehme ich an. Sono sempre le donne che hanno l'iniziativa. Und was war die Bedeutung? Lo voleva frastornare di immagini e di parole immaginifiche? Anche D'Annunzio a proposito inviava libri alle donne che voleva conquistare. Dopo conquistate la letteratura tace se continuasse o meno.
    Beh, siamo usciti dal seminato.
    Post diverso dai soliti. Ogni tanto conviene variare.

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  2. Certamente un poeta, ma non solo, non per "mestiere".
    La realtà è diversa,ovvio, come la poesia del resto, anzi
    le metafore che si sceglie di adottare.
    Coscienze affini e parallele? Molto affini e molto parallele, e che la geometria mi perdoni per quest'affermazione...
    Come si erano incontrati?
    Sarebbe troppo lungo e costerebbe troppa "esposizione" raccontarlo. Ti devi accontentare, Vincenzì...
    Il primo libro? X, Y, chissà, non è così importante, fidati...
    :-)
    Frastornare di immagini e parole immaginifiche?
    O mio Dio!!! Ma quando mai!!!
    C'era piuttosto la volontà, il desiderio, l'illusione, di recuperare tutto il tempo, la storia, le emozioni perdute nel passato non vissuto in comune.
    Questo è un esempio piuttosto raro, me ne rendo conto, di due affinità esistenziali che scoprono, incontrandosi, d'aver maturato "anche" percorsi intellettuali affini. Difficile dire se l'affinità sia motivata prevalentemente dall'esperienza, dall'affettività o dal percorso intellettuale, difficile soprattutto se si tende, come nel mio caso, ad avere una visione complessiva delle persone, a considerare i diversi elementi dell'esperienza tutti congiuntamente partecipanti al processo di maturazione della personalità.
    Io credo esista una coerenza di fondo di ogni percorso umano, intesa non come "cieca volontà di coerenza", (ché, anzi, quella spesso viene commercializzata per darsi una patente di autorità ad ogni costo), ma come coerenza sentimentale, esperenziale, ecc...
    Quanto a D'annunzio, ti prego, lascialo in frezeer, di lui si parla sempre in termini di alcova e alcove, nun s'aregge proprio...
    p.s.: ma chè, me stai a diventà curioso?
    ;-P

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    1. p.s. sempre stato. Altrimenti che artista sarei?
      :-P

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    2. ...nel mio p.s., prima di curioso mancava "troppo"...
      :-PP

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  3. Se te l'ha scritto Lui, Lui che si sveglia al mattino con te, io mi inchino riverente.

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    1. Ti rispondo con un sorriso, intimidito...

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  4. Bello bello questo brano tra libri e amore.
    Costruirsi un passato insieme quando ancora non sì conoscevano è una tenera ambizione, più impegnativa che costruire insieme il futuro
    massimolegnani

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  5. Dare a qualcuno da laggere qualcosa di proprio o che si ami è come far leggere direttamente qualcosa di sé all'altra persona. Una trasposizione fisica di qualche emozione che abbiamo provato o proviamo ma non sappiamo esprimere.

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    1. Può essere anche più di un'emozione, ad esempio un percorso di vita, una fase importante della propria evoluzione, intesa in senso ampio, non strettamente intellettuale.
      Ciao, Nocchiero!

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