venerdì 13 maggio 2016

fisarmoniche


Sono rare le suonatrici di fisarmonica.
Non sono mai troppo giovani, spesso provengono dall'est: lo comprendi dai capelli fini e schiariti oltre il verosimile biondo, dai passi che ripartono giocati sulle punte, intimiditi e cerimoniosi quando si sentono davanti ad un pubblico.
Donne con la fisarmonica sulla linea della metropolitana. Vere e proprie apparizioni. 
Si sistemano scomode nella naturale scomodità del luogo, mettendo il corpo attorno a quello strumento ingombrante, ed è un abbraccio ed una cura per lo strumento e per il suo essere grande e antico.
La fisarmonica regna senza parere in quell'abbraccio, da strumento imponente e complesso qual'è, spesso vestito di colori brillanti, gitani direi, ché anche dei gitani la fisarmonica è storicamente il suono-voce.
Per abbracciarla ci vogliono braccia e spalle grandi e forti, un corpo di taglia maschile diresti, eppure la curva d'abbraccio che il corpo disegna attorno allo strumento è di donna: un abbraccio che sembra voler covare lo strumento e la sua voce.
Donne con la fisarmonica, vanno suonando ad occhi chiusi, un sorriso impercettibile e le labbra che mormorano il magico nulla delle note, seguendo un pensiero musicale, simulando in un bisbiglìo amoroso il nascere del suono.
Donne con la fisarmonica, forti di braccia, appassionate e intente, madri-amanti che fanno nascere dallo strumento parole nuove, parole e note che s'incamminano verso la luce.  
Non esiste strumento più bello.

11 commenti:

  1. L'ultima volta che sono stato a Roma ho preso la metropolitana per recarmi a Ostia dove abita una mia nipote. Ad una stazione è entrata una donna -sicuramente dell'est dell'Europa- e si è messa a suonare la fisarmonica. Suonava una nenia del suo paese, dolcissima. Nessuno ha protestato. Era la prima volta che io assistevo ad un concertino in movimento. La gente ascoltava. Alle fermate chi usciva -e questo mi ha sbalordito- metteva delle monete dentro una scatola di scarpe vuota che non avevo vista, ma che lei teneva in terra, accanto ai piedi.Mi ha sbalordito perché lei non chiedeva niente. Solo poco prima di arrivare alla sua fermata la suonatrice di fisarmonica ha fatto due passi verso il centro del vagone con la sua scatola in mano. Guardava davanti a sé senza dir nulla. Era forse molto timida. La gente si è alzata dal posto per darle il suo obolo. Anche io. Poi è scesa. Questo non è accattonaggio ed io, che l'accattonaggio a stento tollero, l'ho considerato e lo considero edificante.

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  2. Più o meno come la donna che ho incontrato io, un'artista di strada.

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  3. Nonostante l'ingombro e il peso, la fisarmonica è uno strumento femmina per quel suo aprirsi e stringersi ritmicamente, quell'ondeggiare pieno di grazia, per quel suono incessante come gemito di donna.
    Questi tuoi brani che prendono spunto da ciò che ti accade intorno sono i miei preferiti
    massimolegnani

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  4. Amo in modo particolare questo strumento musicale. Credo che sia quello che più di qualsiasi altro possa esprimere - se abbracciato da un abile suonatore/suonatrice - gioia e malinconia, indolenza e dinamismo.

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    1. Riunendo tutti i sentimenti da te elencati in una parola, direi "passione", strumento capace più di altri di esprimere passione.

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  5. La fisarmoica è uno strumento meraviglioso che mi riporta alle locande dei pirati, al cerchio dei carri zingari attorno al falò, ai balcani, dove ogni casa ha le proprie braccia da musica. È un po'lo strumento che riporta alla famiglia, alla casa. Un così dolce strumento non può che venir abbracciato

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    1. Abbracciare, sì, perché è come abbracciare un mondo interiore.
      :-)

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  6. ricordo che la suonava LaTilde, avrò avuto si e no dieci anni, e mi chiedevo come fosse possibile suonare senza guardare i tasti, una specie di magia.
    oggi la associo agli ambulanti, nenie sempre uguali che poco sanno di musica, quasi un fastidio nel caos del traffico

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    1. La musica imposta, quella che riesce a diventare "fastidio" sovrapponendosi al caos e al rumore, è un paradosso: riuscire ad infastidire le persone, sovrapponendo rumore ad altro rumore, è proprio un gioco perverso.
      E quanto più il "rumore" prodotto è distante dalla piacevole ed armoniosa forma del suono, tanto più si assiste ad un paradossale rovesciamento di situazione, in cui si arriva a detestare sia il rumore, sia il rumorista.
      Però, ogni tanto, capitano anche incontri fortunati, per fortuna.
      ;-)

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  7. E' vero per davvero non ci sono donne che suonano la fisarmonica e quelle che riescono a suanarla è una vera rarità.
    Maurizio

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