giovedì 5 maggio 2016

piccolo manifesto contro la presunzione

titolo completo: piccolo manifesto contro la presunzione, partendo da molto lontano e prendendo per testimone niente meno che Thomas Mann 


Thomas Mann, parlando agli studenti di Princeton nel 1939, alla vigilia della seconda guerra, così li indirizzava nella lettura de "La montagna incantata" e nell’interpretazione del personaggio principale, Hans Castorp:
«Il Graal che egli, anche se non lo trova, intuisce nel suo sogno quasi mortale, prima di essere trascinato dalla sua altezza nella catastrofe europea, è l'idea dell'uomo, la concezione di un'umanità futura, passata attraverso la più profonda conoscenza della malattia e della morte.
Il Graal è un mistero, ma tale è anche l'umanità: poiché l'uomo stesso è un mistero, e ogni umanità è fondata sul rispetto del mistero umano... fate il favore di leggere il libro sotto questo angolo visuale: troverete allora che cosa sia il Graal, il sapere, l'iniziazione, quel 'supremo' che non solo l'ingenuo protagonista, ma anche il libro stesso va cercando

Il libro "La montagna incantata" è stata definito il libro più grandioso che sia stato scritto nella prima metà del '900.
La trama,  in breve: Hans Castorp, solido e rispettabile borghese, arriva nel sanatorio di Davos per far visita al cugino, Joachim Ziemssen, malato di tisi. Lì finirà per ammalarsi a sua volta, rimanendo ricoverato per sette anni, durante i quali sarà letteralmente travolto da quell'universo chiuso, ma paradossalmente completo sotto il profilo dell'esperienza esistenziale.
Incontro dopo incontro, Hans verrà a contatto con tutti gli aspetti dell'esperienza umana ed intellettuale più rappresentativi del suo secolo.

Davos: Berghotel Sanatorium Schatzalp 
L'ambiente del sanatorio lo accoglierà prima e lo invischierà poi in una sorta di rappresentazione virtuale e reale insieme della vita e della conoscenza, facendolo passare, in rapida successione, attraverso la malattia, l'amore, la gioia di vivere, il pessimismo, ecc., fino a condurlo ad una crescita intellettuale articolata, a dispetto dell’ambiente isolato e della sua inesauribile routine del quotidiano, (elementi che, peraltro, sembrerebbero correre in direzione opposta a quella dello sviluppo dell'esperienza ed alla crescita).
Dal sanatorio Hans uscirà votato alla vita, per poi perdere tutto, paradosso dei paradossi, nell'inutile strage della guerra.
Su "La montagna incantata" sono state scritte migliaia di pagine, ma a me piace soffermarmi su quanto detto da Mann a Princeton, in particolare:

Il Graal è l'idea dell'uomo, la concezione di un'umanità futura, passata attraverso la più profonda conoscenza della malattia e della morte”...” Il Graal è un mistero, ma tale è anche l'umanità: poiché l'uomo stesso è un mistero, e ogni umanità è fondata sul rispetto del mistero umano...

Per ragioni molto personali, che non starò a dire qui, sento di condividere profondamente questo passaggio di Mann, sia quando lo scrittore indica nell’esperienza più estrema la via per la più profonda conoscenza, sia quando riconosce la sovranità assoluta del mistero umano, un concetto, quest’ultimo, che fa piazza pulita di ogni arroganza, di ogni superbia  e di ogni tracotanza, verbale e non, di ogni sapere esibito con presunzione d'assoluto: perché la certezza di ogni verità è racchiusa in un prisma imperfetto e brilla d’ogni luce che le si appoggia addosso. 
Facciamocene una ragione.

14 commenti:

  1. il passaggio da Mann mi parla moltissimo e le tue conclusioni quasi mi esaltano, non solo mi trovo d'accordo ma è come se qulcuno avesse una volta tanto parlato in mia difesa. Per questo, oltre che per la bellezza del post, ti ringrazio proprio di cuore

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  2. Ciao, carissima,
    sono molto contenta per le tue parole: per quello che sono riuscita a comunicarti.
    La difesa del mistero dell'umano e, quindi, della necessità di porsi in posizione di "osservatore" piuttosto che di giudice, coincide con la difesa di tutti quelli che, benché minoranza (vistosa) dell'umanità, non pranzano ogni giorno a pane e arroganzella, (salume, quest'ultimo, di poco prezzo e di enorme successo commerciale...ridi, eh!)
    Un abbraccio.

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  3. oh, mia cara, parli del libro che ho letto, leggo e rileggerò per sempre.

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    1. @Jonuzzen, e mica passavo ad avvertirti sennò!
      :-))

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    1. Che dici, meglio con la rosetta o con la ciriola (che non si trova più)?

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  5. Di Thomas Mann ho letto I Buddenbruk e Doctor Faust. Se penso che quel meraviglioso racconto della famiglia amburghese Mann lo iniziò a 19 anni e lo finì a 20 mi vengono i brividi. Nessuno dei peccati squisitamente di gioventù trovai in quel testo. Senza parlare del mistero di Doctor Faust, che poi è il mistero antichissimo fatto poesia da Goethe. Andrebbe letto in lingua originaria, anche se a me è venuto il mal di testa dopo una manciata di pagine, perché il "signor tedesco" di Mann è di una estrema complicatezza, tanto è arduo il suo modo di pensare, così arduo il suo modo di espressione letteraria.
    Insomma una fatica, ma una fatica meravigliosa.
    La montagna incantata non l'ho ancora letto e sto pensando in quale lingua attaccarlo, magari entrambi i testi, in originale e nella traduzione.
    Un fantastico libro è Morte a Venezia. Opera di poesia.
    Insomma, avrai capito l'enorme rispetto e considerazione che io abbia per Thomas Mann. Uno scrittore enorme, che nemmeno i nazisti ebbero il coraggio di contrastare. Lo ignorarono da perfetti ignoranti quali erano. Da perfetti imbecilli.

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  6. ...pensa, anche stavolta ti dò ragione! (hihihihihihihi!)
    Ho letto quasi tutto Mann e non troverei mai parole sufficienti a descriverne la grandezza.
    I Buddenbrook sono riuscita a leggerlo in viaggio, in metro!
    Questo per dirti come mi ha catturato quel libro e quanto riuscisse ad estraniarmi in quell'ambientino "di emme" della metropolitana, tirandomi dentro il gioco dei suoi meravigliosi personaggi, ognuno emblema e sintesi di un particolare percorso esistenziale, tutti insieme specchio della loro epoca/ambiente e delle sue contraddizioni.
    Stavolta chiudo così, nach tiroler Art: Pfirti!

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    1. ...stiamo battendo un record dopo l'altro! (ahahahahahah).
      Leggere I Buddenbrook in metrò (wo genau, Mailand? Rom?) la considero un exploit straordinario. Tanto di cappello. Io nemmeno Topolino potrei leggere in quel gran casino. E vedo che lo hai assorbito veramente.
      Non conosco il tirolese (nemmeno l'Altoatesino, uhuhuh). Mi spieghi che vuol dire Pfirti.

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  7. Pfirti è il ciao alto-atesino e, credo,anche austriaco.
    Se lo scambiano nei paeselli, al solito modo un po' cantato, tipico di certo salutare di quelle parti e anche dell'Austria, posti dove pare che se non "ti cantano il saluto" non sono soddisfatti.
    Una volta, anni fa, ho assistito ad una partenza in Austria. Beh, sembrava una famosa scena di Stanlio ed Ollio (arivedorci! addio!).
    I padroni di casa erano strada, in piedi davanti alla casa, quelli che partivano sedevano già in macchina, ma tutti si sono salutati per cinque minuti, una cosa ridicola, secondo me.
    Non si sono scambiati il benché minimo gesto, rimanendo distanti per tutto il tempo (senza abbracci e senza baci, per carità!)ma cantavano sti saluti, eccome se cantavano!...la dico tutta? sembra il formalismo fatto canzone quel modo di salutare, quell'insistere cento volte con: Wiedersehen! gute Fahrt! fino allo sfinimento ed alla comica finale.
    p.s.: ecco qui il link di Stanlio ed Ollio in partenza...beh, loro sono simpatici e basta!
    https://www.youtube.com/watch?v=oakmPgqS3po


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    1. Concordo: i commiati tedeschi fanno venire gli sfinimenti. Ma non solo quelli. Basta assistere alla pantomima dell'adattamento del vestiario alla stagione, visibile soprattutto adesso e ad inizio dell'autunno. Zum Beispiel adesso, dopo parecchio freddo e pioggia è arrivata un'ondata di caldo e te li trovi (soprattutto le dame) mezzi nudi e con i sandali. Poi torna un po' di freddo e si rivestono come per il Polo Nord. Lo stesso avviene a metà ottobre. Un metti e leva che deve funzionare, visto che noi ci prendiamo il raffreddore e loro no.
      Altra cosa che ci divide la quantità di cibo che ingeriscono insieme alla birra. Oggi la signora del piano di sotto hat grilliert: 4 enormi bistecche, 6 salsiccioni da minimo 400 grammi l'uno e una quantità innumerevole di spiedini misti. Da bere una confezione da sei di birra.Indovina quanti erano a papparsi tutto sto ben di Dio?
      Una donna sui 40 anni, un uomo magro un po' più anziano e un ragazzo di 14 anni. Te capiss?

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    2. E come nei fumetti, il mio commento è "BURP!"

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  8. "ogni umanità è fondata sul rispetto del mistero umano"
    quante volte, invece, anzichè restare affascinati, rispettosi, dalla complessità del fenomeno umano che ci troviamo di fronte esprimiamo giudizi presuntuosi e pretestuosi che liquidano l'altro senza averlo nemmeno provato a capire.
    massimolegnani

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  9. Verissimo, Carlo: purtroppo la maggioranza delle persone è talmente imbevuta di presunzione da esprimerla anche nei minimi gesti, nelle risposte a domande banali. E sai qual'è, a parer mio, la peggiore manifestazione di presunzione e arroganza? quella dei tipi che "si pretendono innocenti" avanzando la teoria del "ma questo è il mio carattere!"
    E lì, lo confesso, mi scappa un gran Vaffa senza wafer, che a volte pronuncio e a volte interpreto silenziosamente: o fissando il soggettone con aria ironica o semplicemente voltandogli le spalle. Quanno ce vò, ce vò!

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