martedì 3 maggio 2016

uguale tra uguali

Alex Drastico

Ogni giorno abbiamo a disposizione esempi di volgarità fin troppo brillante, che volteggia, empia&tronfia di sé, nelle varie manifestazioni pubbliche e di spettacolo di questi nostri volgarissimi tempi. La volgarità pare aver definitivamente conquistato il podio supremo tra "le qualità": suo è il primo posto in palcoscenico.
E' la volgarità usata come lasciapassare universale dei poverissimi di spirito, non importa se volgari di mestiere, per vocazione o ancora semplici tirocinanti. 
La volgarità moderna si traveste e si camuffa subdolamente  nei modi e nei metodi, tanto da passare per una sorta di "livella" popolare e populista, che ci dovrebbe far sentire tutti uguali, moderni e pragmatici, (anche smart,volendo, per dirla all'ultima moda).
Peccato che modernità stia per superficialità e pragmatismo per certo  modo grezzo e miope di concepire ed esternare giudizi, soprattutto se non richiesti.
E poi c'è il dessert dei dessert della volgarità, ed è il cianciare, ovunque e soprattutto a sproposito, su fatti privati e storiacce di famiglia, dentro a salotti televisivi e non più o meno buoni o più o meno rammendati, stendendo e svilendo senza pietà i cadaveri degli innocenti e i più intimi drammi personali.
Ma l'aspetto ch'io trovo più disgustoso ( e stava per sfuggirmi volgare) in questo cianciare sguaiato è quell'idea per cui stendere i panni e le confidenze private davanti ad una telecamera o giù di lì equivale ad una manifestazione di spontaneità, di sincerità, certifica un modo di essere alla mano, alla portata del pubblico, uguale tra uguali, ma sarebbe meglio scrivere mediocre tra mediocri.
Per deduzione diretta se ne ricava che chi mette in mutande la propria "privatezza" in pubblico è più affidabile degli altri, senz'altro più di certi solitari e sdegnosi individui, ancora tenacemente attaccati alla riservatezza dei sentimenti ( e son parole grosse, eh!).
Il potere livellante  della volgarità è in grado si annientare qualunque cosa, di deprezzare e sfaldare definitivamente ogni residuale istinto di riservatezza, che poi sarebbe come dire cedere incondizionatamente la proprietà irrinunciabile del proprio mondo interiore.
Il risultato peggiore di questa trendy-tendenza  è che ci stanno pian piano abituando ad un concetto volgare di democrazia o, meglio, di volgarità della democrazia, come se la democrazia del popolo, termine quest'ultimo ultra-violato nel linguaggio attuale, perennemente in bocca ai modernisti della politica, dovesse significare necessariamente volgarità di pensiero, di modo e di linguaggio: tanto più il livello della comunicazione è basso tanto più è democratico.
Insomma, basso e volgare è meglio, tanto prima o poi non se ne accorgerà più nessuno in questo vasto, smisurato, gabinetto pubblico.


16 commenti:

  1. Cominciamo col dire che la volgarità fa sempre male, da qualunque parte arrivi, dal basso o dall'alto. L'uso incondizionato del vaffa e della parola che indica "volgarmente" il sesso maschile ha tolto a queste espressioni la naturalezza del "quanno ce vo ce vo" e la loro efficacia dirompente, come tutte le cose svalutate.
    Ciò posto mi chiedo se io capisca l'italiano oppure no. Dopo tanti anni di soggiorno in Germania potrebbe essere successo. Il fatto è che non riesco a capire il senso del post. Stai facendo una disquisizione sull'uso volutamente becero di certe parole e frasi -volgari- non solo nella vita quotidiana ma anche in TV o in Teatro, oppure vuoi mettere in mostra il livello ahimé di estrema "bassura"in cui si è caduti un po' tutti per via della povertà dello spirito?
    Non capisco poi cosa c'entri con la volgarità il suo dessert, come lo hai chiamato, cioè il cianciare nei salotti privati sugli stracci dei propri privati drammi personali. Confesso che non mi è mai capitato. Vero è che non frequento, anzi aborro, certi salotti dove i cosiddetti piagnoni per vocazione alzano alti lai sulle proprie vere o per tali propinate sventure.
    Poi fai una succulenta allusione -e qui ti seguo vivaddio- sull'abbassamento della democrazia e della politica di cui però ben pochi di noi deambulanti in questo "vasto e smisurato gabinetto pubblico" saremmo in grado di accorgersi.
    E ciò lasci intendere sia dovuto in gran parte all'aggressione sempre più pervicace della volgarità.
    Ci sarebbe da discutere ma mi trovo d'accordo.
    Può darsi che però sia andato in confusione io. A volte anche il cervello incespica non soltanto le gambe. Se così fosse chiedo scusa.

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    1. Scrivere un post per spiegare un altro post?
      Non credo d'esserne capace, sono troppo conscia della mia limitatezza.
      Troppe domande mi fai e per molte non riesco a seguire il tuo ragionamento.
      Però, se guardi bene, l'etichetta che ho inaugurato con questo post si intitola "sproloqui", non a caso.

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    2. No, non ho avuto la sensazione di un post scritto per spiegarne un altro, quale poi? Ma alludevo al tuo peraltro piacevole zigzagare da un palo all'altro come chi, appena toccatone uno mentre l'interlocutore sta raggiungendoti, schizza da un'altra parte rendendosi imprendibile.
      Sproloquiamo tutti, chi più chi meno. Se noi blogger sproloquianti fondassimo un partito o un movimento vinceremmo ogni elezione, e non soltanto in Italia.

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    3. Ce la metto tutta per spiegarmi:
      le tue domande richiederebbero un nuovo post per spiegare questo qui sopra. E io non ne sono capace, sia per quanto ho scritto prima (cioè coscienza sempre della mia irrimediabile limitatezza), sia perché molte domande non le capisco, (e sarà sempre per via della mia limitatezza).
      Comunque sono d'accordo, come avevo promesso solennemente a suo tempo, e a prescindere, detto alla maniera del Principe De Curtis.

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    4. E io insisto a risponderti come avevo fatto appunto quella volta di contraddirmi pure quando non sei d'accordo, ché tanto io non me la prendo (anche se a te sembra) e perché dibattere è bello, assentire e tacere quando non si concorda, no.
      Tschüss
      Il Principe De Curtis diceva pure questa: siamo uomini o caporali?

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    5. E anche:
      "Signori si nasce e io lo nacqui!"
      "Gli avvocati difendono i ladri. Sa com'è... tra colleghi"
      “Come è gentile per essere una parente: sembra un'estranea!”
      “Qualche volta sono stato usato, ma non si vede”
      “Modestamente, la circolazione io ce l'ho nel sangue.”
      “Coraggio ce l'ho. È la paura che mi frega”
      “Due secondini fanno un quartino, quattro secondini fanno un mezzo litro”
      “L'unica cura per l'acne giovanile è la vecchiaia”

      La prossima volta passo a Marchesi.

      L'altra ancora volo altissimo e passo a Flaiano, ok?

      Grüß Gott

      :-)

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    6. Da Totò a Marchesi? Beh, preferirei Flaiano, che diamine.
      Sul Principe Antonio De Curtis sei preparatissima. Perché non provi a Rischiatutto?
      Noch Mal tschüss.
      Preferisco la doppia esse alla esse scharf. :-))

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    7. A ciascuno il suo (gradimento/parere/preferenza), tanto per dirla come titolava Leonardo Sciascia, filmava Elio Petri e recitava Gian Maria Volontè.
      Marchesi è tutt'altro che disprezzabile, anche se Flaiano sta in cima alla vetta.
      Come vedi non sono d'accordo su nulla e, mancando all'originaria promessa, dimostro di saper anche spergiurare.
      E non sono d'accordo neanche sulla esse scharf, tanto che stavolta chiudo con:
      Grüß dich!

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    8. Te l'ho detto: mi piace la gente che non è d'accordo e te lo dice tra i denti. E mi piace chi promette e non mantiene (in casi come questo, se capiss).
      Per quanto riguarda la ß quando ero costretto a usarla digrignavo i denti, ma altro non passava il convento. Poi una decina di anni fa il solito ministro dell'educazione cretino, ce ne sono anche qui mica solo da noi, decise di annullare questa consonante e di passare alla doppia esse con incredibili casini di scrittura, pensa zum beispiel a "Strassstau" con tre esse di seguito, et similia. Allora io ho continuato ad usare la esse scharf. Ma da quando un ministro meno scemo ha detto che va bene tutto, allora uso la doppia esse, ma non è detto.
      Sono un tantino controcorrente. Lo avevi capito?
      Ciao

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    9. Sempre zum Beispiel, pensa che Ich preferisco den Umlaut, piuttosto che la versione grafica con la doppia vocale, senza essere per questo né contro-correntista, né correntista, nemmeno alla Postamt!
      E mo' stop! sta Deutsche-Saft mi costa troppo!

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    10. Ma se non hai la tastiera tedesca come la mia come fa con l'Umlaut?
      Questo capita a chi, come me, deve mandare documenti in Italia, per esempio all'INPS e quando mando l'indirizzo non posso scrivere Römerstraße ma Roemerstrasse ed il paese non posso Wörth ma scrivo Woerth.
      Che ci vuoi fare?
      Hai ragione, stop. Però sei bravina. Hai scritto giusto zum Beispiel e non con la b minuscola che a me era sfuggita.
      Complimenti.

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  2. Condivido le tue parole. In questa nostra società volgarità e indecenze arrivano da tutte le parti, soprattutto da quelle persone che si credono classe dirigente del Paese. A volte ci si domanda come mai siano scomparse quelle elementari regole del vivere civile e come mai non ci sia più il rispetto per l’altro, il rispetto per la persona umana. Una volgarità che si manifesta nelle parole e nei comportamenti, sia in pubblico che in privato.
    Mi permetto, però, di dissentire solo su una cosa: quella foto di Antonio Albanese. Dispiace che un bravo attore comico come lui – per carità, discutibile quando si cala nei panni di alcuni suoi personaggi – possa apparire come l’icona assoluta della trivialità e della maleducazione imperante. C’è di peggio. Credimi!

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    1. ...ma no, Remigio! la scelta è caduta su Albanese per la sua grandezza nel descrivere la volgarità e la mediocrità.
      Albanese non è assolutamente l'icona della trivialità e della maleducazione, ne è solo un abilissimo, insuperabile interprete.
      Anzi, ti dirò di più, credo che per un attore valga soprattutto il principio di contrapposizione: più certi aspetti "caratteriali" sono distanti da chi li rappresenta in finzione, maggiore è l'abilità dell'attore di rango nel rappresentarli; è un'abilità che scaturisce da uno spirito e da una capacità di lettura da "anatomopatologo".
      Ciao.

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    2. Chiarito l'equivoco. Ciao

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  3. chissà perchè dal titolo mi aspettavo un livellamento in alto (le eccezioni positive che elevano la media) invece trovo un appiattimento in basso, che non posso che condividere: c'è uno sventolio di panni sporchi come fossero bandiere di sano vivere, e più son sporchi e più la gente si esalta.
    massimolegnani

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  4. Urca, Carlo, il titolo era volutamente ingannevole...mi hai scoperto!!!
    Rido.

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