martedì 16 agosto 2016

lo sguardo: Gustav Mahler

Ci sono volti che travalicano il tempo e le epoche storiche, soprattutto il loro, diventando fisionomie universali dell'essere e dell'esistere.
Il volto di Mahler è uno di quelli, basta guardarne la foto: la consapevolezza tinta di tragico pessimismo che dà il la alla fisionomia, l'amaro che trabocca dalla piega della bocca e dallo sguardo sfumato dalle lenti, e non solo da loro.
La perplessità che accompagna la constatazione dei limiti ed il dolore silenzioso ma totalmente assorbente che ne discende.
Un esempio di volto moderno, più moderno del suo tempo storico di riferimento, più moderno di certe maschere insulse di oggi.
Una fisionomia così, intensamente plasmata dalla cognizione esistenziale, riesce a raccontare e riassumere in una foto il sentimento di un uomo e l'intera sua vicenda, personale e storica.
Guardando questo volto, e anche senza conoscere la storia personale di Mahler, si intuiscono i riverberi di un mondo al confine tra due secoli pesanti, la sua crisi e la sua ormai prossima dissoluzione nella guerra che sarebbe venuta di lì a poco. 

6 commenti:

  1. Sento tantissimo la musica sinfonica. Sei sono le sinfonie che ascolterei senza finirle mai, ma ricominciando sempre da capo: la terza, la quinta e la nona di Beethoven; la settima di Mahler, la Sinfonia del nuovo mondo di Dvorak e la Patetica di Schjaikowskj. Sento non nel senso di ascolto, ma proprio di sensazione che mi danno. Gustav Mahler la prima volta non lo apprezzi immediatamente e profondamente, devi ricominciare da capo e da capo e da capo senza stancarti, perché ogni volta ti introduce una nuova sensazione nel cuore e nelle vene. Questo hanno solamente i grandi autori: conquistano terreno dentro di te pian piano e non ne perdono mai.
    Il suo volto riflette le sue luci e le sue ombre di uomo del suo tempo.

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    1. ...e, soprattutto, è un volto di una modernità assoluta.
      Tschüss,
      S.

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  2. molto intensa questa analisi. I volti dei grandi ci dicono tante cose. A me è sempre piaciuto tanto il viso di Hesse. Jonuzza

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    1. Grazie, Jonuzza, magari il prossimo "Volto" sarà Hesse!

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  3. In tanti anni è la solo seconda volta che sento nominare questo pilastro dell'arte.
    Qui nelle mie terre, se la memoria mi è amica, ne hanno fatto un film nel 2011 per ricordarne la vita ed il lavoro.

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  4. Non mi sorprende, le "tue terre" sanno custodire i tesori nel tempo...

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