mercoledì 12 ottobre 2016

a volte una scarpa potrebbe far bene alla salute: di chi la scaglia, s'intende...



Mi trovo a fare un pezzo di strada con una collega all’uscita dal lavoro.
Siamo ancora davanti all’ascensore e già mi spruzza e mi affoga con il potente getto della sua pompa di domande:
Che strada fai?
Dove vai?
Come mai da quella parte?
Abiti in quella zona?
Prendi il mio stesso autobus? 
Devi fare spese?
A che negozio vai?
E perché proprio quello?
Lo conosci?
Ci si compra bene?
Questa faticosa intervista si completa tutta davanti all’ascensore, mentre nasce e cresce in me un senso di acuto e crescente malessere e fastidio, simile ad una dermatite pruriginosa,  al solo pensiero di dover fare più di dieci passi con questa donna-canna del gas al seguito.
Così, all’inizio le rispondo, facendo però attenzione a rimanere caparbiamente indietro nella scaletta delle sue domande a raffica e a pompa, giusto per saggiare la qualità del suo cronometro domandesco e la sua resistenza alle buche create dalla mia resistente lentezza; poi  inizio a darle in pasto frasi sempre più brevi, finché arrivo a soddisfare il suo appetito inquisitorio solamente con cenni del capo, per di più minimi e poco convinti.

Abbiamo giusto il tempo di arrivare alla fermata e di salire sull’autobus e la donna- pompa mi rovescia addosso il racconto-agenda di tutti i suoi impegni, completi di orario e di percorsi annessi e connessi, manco le avessi allungato anch’io un question-time chilometrico.
L’ansia sale in me, divisa equamente tra l’aspirazione drammaticamente intensa a vederla scomparire, disintegrata e sbriciolata dalla sua stessa gassosa e venefica effervescenza interrogatoria, e l’inevitabile immedesimazione, che riesco a contrastare solo parzialmente, con la sua fittissima agenda di donna che non perde neanche un minuto e neppure un secondo per fare e, soprattutto, per dire&interrogare.
Però, contemporaneamente, in me va crescendo anche un altro sentimento, descrivibile con un senso di lussuriosa, seducente, carnale aggressività fisica: unico spunto e bersaglio lei, la donna- tossina
So che non posso ricorrere alla sana e salutare arte del “mò te dò ‘na scarpa ‘ntesta si nun la pianti prima dde subbito” e così inizio a ritirarmi e concentrarmi sempre di più in un’espressione facciale priva di frequenza intellettiva, in un grugno che, raccogliendo tutte le espressioni del mio umore del momento, le riduce e le assembla  alla fine in una sola manifestazione emotiva: la concretizzazione fisiognomica lombrosiana del nulla-plastico-assoluto.
Si tratta di un’espressione facciale e, insieme, di una potente pratica zen, da mettere in atto con molto impegno, ma i cui risultati sono pressoché garantiti. Occorrono doti interpretative e di concentrazione affinate, nonché capacità di sdoppiamento, ma con l’esercizio ci si può riuscire… l’importante è che, in situazioni del genere, si riesca a far viaggiare fino a destinazione, fin nel cuore cioè del dirimpettaio-scass'ambrella, quell’inquietante sensazione del:
ma che c’avrà questa? stà a ddormì? sarà scema?” .
"sì, sono scema: per te lo sono".
Insomma, tra infinitesimali e quasi impercettibili cenni di assenso, assolutamente privi di suono d’accompagno, tra espressioni senza né dritto né rovescio, tra posture e sguardi sempre più scollegati dall'immediato contesto, ho pian piano guadagnato il terreno del silenzio tombale.
Purtroppo la pace arriva quand'è tardi, ché la donna-tossina deve scendere per prendere un altro mezzo, che la porterà  alla destinazione prevista dalla sua infaticabile agenda alle 17.30.
Tuttavia, da sguardi carpiti qui e là, so che la sto lasciando andare via portandosi appresso un senso sottile ma persistente di frana, di sbriciolamento, esattamente quel che le volevo collocare a mo’ di tappetino sotto la tanica del suo diserbante e derattizzante Super-io: i miei ingombranti silenzi vocali e facciali hanno prodotto un buon risultato, chissà se se ne avvantaggerà la prossima vittima...


8 commenti:

  1. Mi par di capire che non apprezzi molto l'invadenza della tua collega. Un consiglio: la prossima volta evita di prendere l'ascensore con lei.

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    1. In realtà bisognerebbe evitare di averla conosciuta...ah, se ci fosse la macchina del tempo!

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  2. Molto brava...grande abilità!!!
    ;D
    Io sono ancora moooolto indietro.

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    1. Comunque è faticoso, assaje, assaje!

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  3. pericolose queste persone... solitamente invento una scusa qualsiasi e le sfango. Troppe energie negative concentrate sono nocive

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  4. ne dubito, un'altra caratteristica delle logorroiche a vanvera è quella di dimenticare in scioltezza di lingua le critiche :)
    massimolegnani

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    1. ...già, pure le critiche non espresse a voce!
      Sai, io la chiamo la tecnica della pagina 777 di televideo...

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