mercoledì 5 ottobre 2016

lo schiaffo della monotonia


A volte mi verrebbe di scrivere della monotonia che scorre in tante giornate, ma poi mi fermo per non essere equivocata: potrei essere scambiata con la classica annoiata nullafacente, quella che con un problema grande e concreto non si è mai incontrata, neanche di striscio, e non è così.
A volte mi verrebbe di scrivere della monotonia, ma solo per raccontare il dispiacere che porta, perché, a pensarci bene, la vita monotona, anche se è monotona indipendentemente dalla propria volontà, mi fa lo stesso effetto di uno spreco, come un buttare il pane, gesto sacrilego nella memoria più antica.
A volte mi verrebbe di scriverne per dire che il fastidio della monotonia lo sente anche chi è andato a sbattere contro avversità importanti, anche se la sua è tutt'altra storia rispetto alla noia dell'annoiato a vita, a prescindere.
Perché accade che quand'apprezzi ogni istante e ogni giorno perché te lo sei riconquistato con fatica, il perdere il tempo, lasciandolo scorrere senz'avere la libertà di sottrarsi a questa condizione, ti pesa fino a farti male, come uno schiaffo dato con arroganza e brutalità.

13 commenti:

  1. Non riesco a disgiungere il concetto di monotonia da quello di apatia. Voglio dire è il modo in cui viviamo le azioni che scandiscono la giornata a determinare o meno monotonia, insomma dipende da noi.
    ml

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    1. Sai, Carlo, hai ragione a mettere insieme apatia e monotonia, ma ci sono a volte condizioni di monotonia che non dipendono dalla "volontà" del singolo (ho virgolettato la parola volontà perché mi sembra un termine troppo approssimativo, in questo caso poi anche mal attribuito/bile).
      Ti faccio un esempio frequente: un lavoro monotono, senza stimoli degni di questo nome, che però sei costretto a fare per campare, ecco un esempio di monotonia subìta e sofferta.
      O no?
      :-)

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  2. Oddio...come lo capisco. Tutto conquistato, ogni minuto. Tutto da gustare.
    Ma corre, troppo in fretta.

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    1. Corre troppo in fretta o scorre in maniera poco fruttuosa, almeno per chi si trova in parte strozzato in questo nodo difficile e opprimente.
      Più hai coscienza del valore del tempo, che poi è il valore della vita, più soffri nell'impiegarla male, tuo malgrado.
      Ho fatto l'esempio del lavoro in risposta al primo commento, ma se ne potrebbero fare altri.
      Ciao, Gioia.

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  3. monotonia, sembra qualcosa di rimediabile, forse meglio della routine. La noia dell'annoiato è peggio, la noia ha subito il gusto snob di chi non è più capace di godersi la vita

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    1. Diciamo, @Pier che forse io intendevo routine, anche se, adoperando il termine monotonia ho, forse, reso meno chiaro il concetto di fondo.

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  4. Il grande Pessoa scriveva: “Il saggio è colui che riesce a rendere monotona l’esistenza, poiché allora ogni piccolo incidente possiede il privilegio di stupirlo”.

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    1. ...sempre grande Pessoa, ma io intendevo rimanere nel quotidiano spicciolo e poi, forse, non possiedo quel tipo di saggezza.
      Ciao, @Remigio

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    2. ...ma Pessoa faceva riferimento proprio al "quotidiano spicciolo". Ne parlerò' in un mio prossimo post. Ciao

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  5. La monotonia a volte ci vuole, fa parte del nostro mondo, ma spetta a noi non farla diventare depressione, mai farsi abbattere ;)

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    1. @Pietro, quella è la noia, ma è ben altra cosa e, a volte, può rivelarsi piena di risorse insospettabili, creative anche.

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  6. La monotonia dei giorni, confesso, mi dà angoscia. Ne avverto tutto il peso e l'inconsistenza.

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    1. ...e io ne avverto il senso di spreco del tempo ed è da lì che nasce il malessere.
      Bentornata, cara Euridice

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