venerdì 7 ottobre 2016

un rifugio



Io, vedi, raccolgo la sfida: la verità è che ci sono momenti nella storia, momenti come quelli che stiamo vivendo, in cui tutto quello che impedisce all’uomo di abbandonarsi alla disperazione, tutto ciò che gli permette di avere una fede e continuare a vivere  ha bisogno di un nascondiglio, di un rifugio. Talvolta questo rifugio è solo una canzone, una poesia, una musica, un libro. Vorrei che il mio libro fosse uno di questi rifugi". 
Roman Gary

L’Arte, così come descritta da Gary, ha anche una funzione consolatoria, di rifugio, di alternativa e di speranza, di proiezione nel futuro, soprattutto nei momenti più difficili, quando il futuro parrebbe non esserci più, non per lo meno nella versione adattabile ed inscrivibile, per forma e per contenuto, agli schemi di quello che già conosciamo, alle linee abituali dell’esperienza.
L'Arte può assumere anche la forma del pensiero, ed il pensiero può farsi arte e consolare, fungere da finestra aperta su di un orizzonte altro, migliore, più grande.
L'Arte, il Pensiero, il Sogno, forme della vita cui prestare maggiore attenzione, restando lo stesso nella sfera della necessaria concretezza. 

6 commenti:

  1. Per me Gary lo è stato, rifugio.
    Mica un desiderio da poco, creare sogni con porte e finestre.

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    1. ...vero, Gioia, è un desiderio "esigente" il mio...

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  2. L'arte, così come un libro, non è indispensabile come l'acqua o l'aria che respiriamo, tuttavia è ciò che dà un senso alla nostra esistenza e ci fa conoscere il nostro passato. Ed è sempre esistita fin dalle epoche più remote tant'è che l'uomo ha sempre sentito il bisogno di tracciare un segno o un simbolo, prima sulla roccia poi sulla carta. E senza l'arte forse l'uomo non avrebbe mai potuto provare emozioni.

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    1. "E senza l'arte forse l'uomo non avrebbe mai potuto provare emozioni"
      Sì, Remigio, è vero, soprattutto se si dà all'Arte un'accezione ampia, esistenziale direi.

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  3. L'arte è l'unica cosa che sfiora l'eterno. Per questo ci consola, perché ci permette di pensare che dureremo più di quanto la vita consente.

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    1. Verissimo, @Euridice, tant'è che l'Arte sopravvive a ciascuno di noi.

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(tranne che in qualche rara occasione, perché occorre lasciare che ogni tanto il Mostro si mostri per quel che è...)