venerdì 16 dicembre 2016

l'Igiene della casa e i suoi immortali Eroi


"C’era una volta Ajax Lanciere Bianco...", potrei iniziare  così la mia favoletta svampitella sulla pubblicità applicata all'igiene della casa e sui suoi cambiamenti attraverso i decenni.
Lo confesso, da sempre mi piace guardare la pubblicità per coglierne gli aspetti meno evidenti, i particolari nascosti; ultimamente, poi, c'è la possibilità di rivedere documenti televisivi di tipo pubblicitario anche molto vecchi: si trovano facilmente su youtube e/o su siti specializzati nel modernariato televisivo e ci si può fare l'idea di come sia cambiato l'approccio al tema della pulizia domestica.
Per esempio, fino agli anni '80 non era raro trovare in questo genere di pubblicità personaggi dotati di poteri speciali, capaci di liberare le casalinghe dalla fatica, lanciandole verso una libertà che sembrava, nel messaggio subliminale, destinata ad associarsi al godimento dei migliori piaceri della vita.

Sì, "C’era una volta Ajax Lanciere Bianco", proprio così potrebbe intitolarsi questo mio improvvisato excursus dal tono dichiaratamente ridanciano. 
E' il Gran Lanciere ad aprire le pagine della Storia recente con stretta nel pugno la lancia luminosa, simbolo di intervento fattivo e simil-fallico, in un tripudio di bianco e nero slavatissimo, prossimo all'effetto candeggina-che-ti-scolora-di-sicuro.
Che cosa buffa, però: proprio in quei decenni lontani, dove i ruoli maschili e femminili erano bloccati su copioni scritti con inchiostro indelebile, impacchettati e lucchettati da Nostra Madre Chiesa, si ricorreva scandalosamente alla simbologia fallica della lancia e all'intervento del Maschio (notoriamente mai-casalingo) per dirimere faccende di macchie, muffe e pavimenti depressi.
Con il Lanciere l'allusione erotica era in agguato, perché il Nostro, che  ti salvava con mosse rapide e guizzanti, rimanendo nel contempo igienizzante e maschio, scattante e risolutivo, altro non era che una rielaborazione del Principe Azzurro di più romantica memoria. Certo, qui l'azzurro aveva ceduto il passo al bianco accecante: c'era una lancia ben visibile e il Salvatore-che-mi-piace-a-tutte-le-ore rimaneva a volto e corpo coperto dalla fulgida armatura maledettamente bianca anche mentre si catapultava verso la donzella di turno, reclusa nella torre d’avorio della casalinghitudine, irresoluta ed esitante nel concedersi all’Igienizzatore, personaggio decisivo nel settore Pulizia della casa & Appagamento della casalinga.
Cataclop! Cataclop! così risuonavano gli zoccoli del cavallo del Giusto&Fiero ed a quel suono la donzella iniziava a covare in cuor suo la certezza d'esser risolta da lì a poco, vuoi in senso igienico, vuoi in senso erotico.
Ma quelli del Gran Lanciere furono tempi brevi, subito ascritti ad altra era geologica, ché dal Lanciere si passò al Tornado, altra parola chiave, simbolo dei tempi che si andavano facendo veloci-velocissimi, decretando la fine dell'agognata fase di “narrazione erotica preliminare” e l'inizio del tempo ingrato del "vado, colpisco e torno!".
Ci furono femmine perdutamente romantiche che, prese dal tormento e da un'incipiente depressione, fuggirono  dall’igienico e troppo istantaneo erotismo del Tornado-mordi-e-fuggi, cercando conforto e, soprattutto, speranza di piaceri molli e prolungati presso Capitan Findus.
Questi aveva dalla sua pure quella punta di affettività-genitorial-avvolgente  e felpa-protettiva che, come voi ben sapete, sta per certe femmine sognanti come l’oliva all’aperitivo. Fu il fascino della divisa che, si sa, aggiunge Ruolo al Ruolo, Protezione a Prestanza, Coraggio ad Eroismo?…chissà… Tuttavia,  anche Capitan Findus durò poco: troppi bambini intorno, da farlo sembrare quasi ‘na ticchia troppo nonno, o, in una migliore ipotesi, marito-padre  senza più velleità alcuna, né di seduzione né d’intento copulatorio. Er Capitano valeva poco o nulla contro i nemici dell'igiene: questi ultimi, infatti, di quel friggitore indomito di pesce in forma di bastoncini, viaggiatore per gran parte del suo tempo su navi ove l’igiene sicuramente latitava alla grande, se la ridevano co-a-panza-'n-mano, come dicheno a Roma, (e qui mi raccomando di leggere la erre di Roma con intonazione moscia, indolente e debosciata).
Così accadde che Grasso, Incrostazioni e varie Amenità in Sozzura, nemici personali e diretti, nonché avversari politici della casalinghitudine femminile tradizionale, prosperavano splendidi, aggrediti quotidianamente, ma invano, a colpi di olio di gomito e litri di sudore da frotte di donne senza più speranza, proprio quanto di meno sexy possa esistere.
Fu così che, mentre la memoria dell’eroico Lanciere Bianco, così elegante, coraggioso e raffinato nella sua missione erotico-igienizzante, si perdeva tra le foto ingiallite e consunte dei trapassati a migliore o peggior vita, le varie Forme di Sozzura annidate nelle case si trasformarono in sempre più agguerriti e ormai indomabili Tigri Puzzone. Una volta trasformato in desaparecido  l’eroico Gran Lanciere, unico vero "Ufficiale e Gentiluomo" dell'igiene domestica, un buio oltretombale scese sull’erotismo applicato alla pulizia della casa e di tutte le sue superfici lavabili.
Dal Lanciere al Tornado, passando per Capitan Findus, sembrava proprio essere sceso l'inverno nel cuore più tenero della casalinghitudine, finché,sotto l'urto dell'onda iper-tamarra degli anni '80, apparve una nuova specie di Risolutore: il Gran Mastro Lindo.
Disperate e depresse, le pulitrici ultrà si ritrovarono senz'accorgersene nei strafottenti anni ottanta, interpretati dal più tamarro degli eroi,  calvo e corredato di tatuaggio e piercing: Mastro Lindo! uno con braccia e gambe simili a corde di salsiccia per via dei muscoli esagerati, un grezzone che sembrava appena sceso da una Harley Davidson taroccata, anziché, come infido cercava di millantare, da una magica lampada Aladino-style. 
Nella figura di Mastro-balla-Lindo tutto parlava di igiene approssimativa, a cominciare dal colorito giallognolo, che lo faceva somigliare più che altro ad un’iperbole stilizzata in forma para-umanoide del più repellente dei foruncoloni. Certo, Super Mastro offriva muscoli a chilate, ma quelli erano i tempi del culturismo come filosofia di vita. Caratteristica precipua del Sor Lindo era quella di levar presto il disturbo: una volta espletata la missione rientrava dentro la lampada, giusto in tempo per farti dimenticare con che razza di tamarro te n’eri andata a pulire, diciamo così.
Insomma, se  con Ajax Lanciere Bianco ti sentivi la Principessa Leila, con  Mastro Lindo ti sentivi sì o no la Shakira dei poveri.
Ultimamente, la pubblicità sull' igiene della casa si avvale soprattutto di personaggi prototipo dell'anti-eroe, l’umano che più umano non si può. Si pensi, per esempio a quel maritino occhio-azzurrato, che qualche anno fa discettava  di pastiglie per lavastoviglie e incrostazioni post-prandiali, degne di pietanze da orchi dediti alla perversione più incanaglita in tema di tri-pli-gliceridi e tri-pli-lipidi. Ad una mia amica, illuministicamente scettica, che, in vena di paradossi, chiedeva ma come si fa a sposare uno così? ribattevo che a me  l’apprendista-lavastoviglista -occhio-azzurrato stava simpatico assaije assaije: il signor Splendido-Splendente, come cantava estraendo le stoviglie e puntandole contro la luce ad ammirarne l’incantevole luccichìo manco fossero pietre preziose, aveva qualcosa del cabarettista a tempo perso che mi piaceva assaije assaije ( e so' due, anzi quattro assaije
fino a qui).
Per completare l'effetto, sempre lui, il cabarettista a tempo perso, ci versava  sopra pure due strofe cantate con vaga- ma neanche tanto- accentazione sfottente di marca partenopea: era come dire "eccovi servito un saltimbanco dell’ovvietà e della necessità, un giuggiolone che sprizza e sparge allegria persa e gratuita". Volendo riassumere i fili della mia impropria analisi para-sociologica, potrei affermare che l'Ometto occhio-azzurrato-mai-più-principe era uno che faceva lo scemo sapendo di farlo, calcandoci pure sopra la mano e il sorrisetto vacuo,  per dirla con lucida e igienica franchezza.
Insomma, che vi piaccia o no, il messaggio che mi vien da tirar fuori da questo excursus potrebbe essere esplicitato così: hai visto, donna ingrata e bastarda, rivendicatrice compulsiva  di diritti e piaceri? te lo sei voluto! altro che super-eroe! mo' beccati questo stornellista, che quella volta ogni tanto in cui carica la lavastoviglie ci canta pure sopra un motivetto balordo, strizzando l'occhietto azzurro (ultimo, minuscolo residuato del fu-Principe) per far capire che lui, lui sì, sa cos'è l'autoironia...
E ora criticatemi pure: sì, l'ho detto, ho bestemmiato anch'io, citando l'autoironia: parola tanto abusata che, a breve, si rischia di vederla in sacchetti da un chilo nei negozi dei cinesi...versione taroccata, eh!
 


8 commenti:

  1. Che ti devo dire? Io vado matto per i rotoloni Regina e la pubblicità di quella Principessa rinchiusa nella torre che invia un messaggio non scritto, ma ideale all'amato principe, che accorra. Ma lui -il cialtrone- afferra il rotolone, lo accarezza con la guancia e se ne va al cesso. MERAVIGLIOSO!
    Ma qui la principessa si incavola: scende dalla torre e attraversando mari e monti spalanca il portone del castello del principe con una gran zampata e mentre lui si aspetta un bacino gli strappa dalle maniil rotolone e se ne ritorna a casa.
    Morale della favola: se non puoi fare la cacca io magari ti aiuto ma tu ridammi il mio rotolone altrimenti devo stringere pazzamente per non riempirmi le brache.
    Insomma quello che conta è...farsi una bella cagata in solitaria.
    Ciao.

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    1. comprendo, mein Freund, uh! se comprendo...
      :))

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  2. Detesto la pubblicità, in qualsiasi contesto essa si manifesti: in televisione, per strada, sui mezzi pubblici, nella cassetta delle lettere, in rete...Se potessi, l'abolirei. In televisione la evito, come la peste. E se mi capita di guardarla, è solo per sapere quali prodotti non devo comprare.

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    1. Esagerato! io la guardo per puro interesse sociologico e per riderci sopra!
      Se me ne capita una di quelle fastidiose al limite della demenza non ho tentennamenti: le sparo al cuore...con il telecomando!
      :))

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  3. Ragazzi...che disamina... :)) Sociologicamnete molto, molto interessante.
    In realtà ci sono anche delle buone pubblicità. Intendo ben fatte, efficaci, ben costruite. Non sai quante volte scopro pezzi o gruppi che fanno da colonna sonora a buoni spot.

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    1. Ma sì, Gioia, bisogna sentirsi capaci di prendere quel che c'è di buono e di non tenere conto del resto.
      ;-)

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  4. ricordo l'uomo in ammollo, quasi simpatico. a me colpiscono le pubblicità delle auto, talmente poco credibili che non dovrebbero venderne una

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    1. Vero, l'uomo in ammollo è stato l'antesignano dell'eroe/non eroe del quotidiano. Condivido!

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