lunedì 2 gennaio 2017

il confine è destinato a restare trasparente


L'amicizia intensa fra uomo e donna cela sempre qualcosa di silente...
Così scrive Gioia in un commento al mio penultimo post, affermazione che sento possibile e vera, ma non condivisibile  in modo assoluto.
Sarà che il numero di amicizie maschili profonde nella mia vita supera abbastanza il numero di amicizie femminili, ma  non mi sento di chiudere in una definizione troppo marcata questo tipo di amicizie e men che mai di sprofondarle nella scatola degli innamoramenti mai ammessi e/o dichiarati, anche se sono pienamente consapevole che sono state, almeno nel mio caso, quasi sempre empatie amorose di fatto.
Potrei mettermi qui a discettare delle differenze e delle incomunicabilità tra i due generi, delle ragioni e delle cattive abitudini dell‘una e dell‘altra parte, ma non mi va: cadrei in affermazioni generiche, di quelle che si possono leggere ovunque, potrei peccare cioè di banalizzazione, un peccato gravissimo per il mio modo di sentire.
Allora, saltando a piè pari tutte le affermazioni già affermate e le conclusioni già concluse, vorrei provare con voi a guardare con occhi aperti  ma non disincantati - non nel senso cinico dell’aggettivo- al mondo dei sentimenti e provare a riconsiderare tutte le “emozioni affettive” come volti di un unico sentimento, quello della vita.
Stabilire se un’amicizia celi un amore o no non ha poi così tanta importanza: “la composizione” dell’interesse verso una persona non può essere ricondotta mai ad una formula certa, perché in essa giocano ruoli determinanti  le singole storie personali, comprese quelle parti di cui siamo poco o per nulla consapevoli. 
Qualcuno a questo punto se la caverebbe parlando di oroscopi, io no, proprio no.
Credo troppo nella complessità e provo un sentimento di eterno stupore di fronte ad essa, uno stupore infinito, che poi è il senso dell‘esistere in quanto individui capaci di Pensiero e di Sentimento.
Credo che il pensiero sia esso stesso un sentimento e che il sentimento, inteso come interesse/passione sia uno strumento di conoscenza. Il resto, tutto il resto è il ritmo dei giorni, fatto di cose che accadono e di altre che non accadranno mai, di ricordi che a volte si tramuteranno in nostalgie. Ho volutamente scritto nostalgie e non rimpianti, perché le nostalgie ci possono anche far male, sì, ma mai ci sembreranno estranee, lontane dalla nostra sfera più intima, perché la nostalgia è un sentimento vivente, un cuore che batte, un’emozione che può essere condivisa nel ricordo e nel racconto. 
La nostalgia è cosa morbida, come la malinconia, e persino quando il suo retrogusto finale è amaro non riesce a farsi odiare: perché ci appartiene nel profondo.
Non so se sono riuscita a spiegarmi, ma è proprio questo percorso di pensiero ad impedirmi di cercare di stabilire o svelare i confini delle amicizie: le cose in amicizia e in amore vanno, indifferentemente, nel verso che sul momento ci appare più opportuno, senza  che questo influisca in alcun modo o misura sul valore e dell'amicizia, e dell'amore. 
E , in ogni caso,due persone che si confidano sicuramente già si amano. 

p.s.: sarò riuscita a spiegarmi?...boh...

26 commenti:

  1. il poeta e scrittore argentino Borges scriveva che l’amicizia tra un uomo e una donna è sempre un poco erotica, anche se inconsciamente, mentre Nietzsche affermava che “un uomo può stringere legami di amicizia con una donna, ma per mantenerla è necessario il concorso di una leggera avversione fisica”. Borges, dunque, concede qualche spiraglio a tale sentimento, anche se velato da una inconscia attrazione fisica che può facilmente sconfinare e andare oltre, mentre il filosofo tedesco dice, in pratica, che un uomo può avere una donna per amico solo se questa donna è brutta. Comunque, lasciando da parte ciò che pensano i filosofi del passato, ritengo che l’amicizia tra un uomo e una donna sia sempre un sentimento contrastante e non facile, un po’ ambiguo, fatto di seduzione e complicità, con quel senso di inaspettato che lo rende più avvincente, interessante e stimolante.....insomma una sorta di amicizia “amorosa” che se corre su binari regolari, senza eccessivi coinvolgimenti fisici, può durare a lungo.

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  2. Sì...è una giusta prospettiva la tua.
    Sarà che ognuno di noi pianta i suoi paletti (che poi sposta, o dovrebbe spostare mano a mano che le esperienze si accumulano) in base ad un vissuto. E sarà che nel mio vissuto le amicizie maschili hanno sempre poi palesato un interesse "altro" e sono quindi miseramente svanite. Se non peggio.
    Mi sono chiesta spesso se ho avuto un peso in questo, se a quel tempo fossi io ad essere inconsapevolmente seduttiva. Può essere, ero poco in equilibrio.
    Ma nella sostanza ho smesso di credere che sia possibile.
    Magari li sposto poi, 'sti paletti. :)

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    1. io di paletti me n'intendo, modestamente.
      non c'è combinazione che tenga Gio', fidati ;)

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  3. Scusate se m'intrometto (nun ho resistito...).
    L'amicizia tra uomini e donne non esiste.

    Poi leggo tutto il resto del post. Promesso.

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  4. Io parto da un altro punto di osservazione, il mio che sono uomo. Cosa cerca un uomo in una donna, almeno all'inizio? Sempre. Cerca protezione, anche se nemmeno lui lo sa. Le madri di maschi adorano i loro cuccioli, molto più di quanto le madri di femmine adorino le loro cucciole. L'ho visto con mia madre, con mia zia Gina, con mia moglie. È la natura. E il cucciolo che sta al sicuro appena mette il nasino fuori dal nido cerca istintivamente quella protezione, quindi un'amicizia nella ragazza cui si appressa. Ma dentro c'è molto di più. C'è la sudditanza dell'amore, che all'inizio non è carnale ma quasi efebico, poi diventa desiderio. Poi arriverà l'affetto tanto grande quanto grande è stato il desiderio e la voglia di proteggere a propria volta.
    È un dato di fatto che noi maschietti siamo amici, amanti, confidenti -nel senso soprattutto che diamo la nostra totale confidenza- fratelli e figli della nostra donna, che per noi diventa madre appena si accorge di amarci.
    Mia madre diceva di avere tre figli maschi, ed il primo era papà. Mia moglie ha cinque figli, e quello che le dà più preoccupazioni è il primo, cioè io.
    Non è vero quel che insinua vipero: l'amicizia esiste, solo che non è fine a se stessa.
    L'ho accennata anche nell'ultimo mio commento all'ultimo tuo post: la mia amicizia per Rosalba: era un po' tutto insieme. Noi maschietti facciamo spesso confusione non siamo forse troppo semplici, ma troppo complicati.

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    1. Credo che Vipero intendesse questo... :)

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  5. "l'amicizia esiste, solo che non è fine a se stessa.".
    (questa non è amicizia, è conoscenza ;).

    hai presente l'amicizia tra noi maschietti? sai perché funziona così bene? perché non ci sono sensi da placare.
    Tra di noi è come se fosse sempre appena dopo l'orgasmo.
    E bada bene, nemmeno l'amicizia tra donne funziona altrettanto bene, checché ne possano dire loro.
    Mancano di una peculiarità, tutta maschile: il cameratismo.

    Mi sa che la padrona del blog mi bannerà presto, sono un coacervo di banalità e generalizzazioni, in questo caso.
    Ma ho dannatamente ragione.

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    1. Pensare di avere ragione è già un avere torto a prescindere.

      "L'amicizia esiste (tra uomo e donna sottinteso), solo non è fine a se stessa".
      Questa non è amicizia, è conoscenza. Lapidario. Altrettanto mi: non hai capito un fico secco di quel che asserivo io.

      Tra uomini non ci sono "sensi da appagare" ma sentimenti ben profondi. I miei quattro amici dei miei venti anni, ancora vivi e vegeti sono SEMPRE amici miei e ci si capisce con un occhiata.
      Dopo l'orgasmo c'è il riposo e una sigaretta, non l'amicizia.
      Alle donne non manca solo il cameratismo ma c'è in più la competizione.

      Se bannasse te dovrebbe bannare il mondo intero, per le stesse ragioni che tu adduci.

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    2. Diciamo le stesse cose, ma per te l'amicizia tra uomini e donne esiste, mentre per me no.

      Non mi prenderai d'aceto per questo, eh?
      Che figura ci faccio senno'? Appena arrivato e già una zuffa...

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    3. Bello è quando ognuno dice quello che pensa o in cui crede senza offendere l'interlocutore. Niente zuffa quindi, significherebbe inoltre non solo essere incivili, ma mettere in difficoltà la padrona di casa, che come sembra aspetta che la polemica si taccia.
      Però non diciamo le stesse cose -mica mi stai dando del cretino, no?- io sostengo infatti che l'amicizia tra uomo e donna possa esistere -all'inizio a volte è più facile, ma anche alla fine qualche volta, se il rapporto è stato un dare e avere senza prevaricazione -caso rarissimo, ma possibile- ma come ho detto, qualche volta si incomincia con una simpatia o empatia, ci si frequenta, ci si incomincia a piacere -magari non proprio del tutto consapevolmente. A quel punto basta un'occasione e l'amicizia va oltre.
      Io sono rimasto amico con le mie ex con cui la parte amorosa era arrivata come conseguenza di un lungo contatto amichevole, mentre non ho più avuto contatti con quel paio di raazze con l quali c'era stato il cosiddetto innamoramento a prima occhiata, le coup de foudre.
      Anzi con una addirettura ci siamo piantati vicendevolmente con estremo astio.

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  6. Nei vostri commenti ho letto una prevalenza di pre-giudizi e qui non a caso scrivo la parola separando le due parti con un trattino.
    Questo è la mia personale sensazione di lettura ed è esattamente quella che ho cercato di rovesciare nel mio post, troppo corto per essere esaustivo, anzi, direi di più: forse proprio la brevità del testo a fronte della complessità del tema può aver comunicato un senso di vaghezza o, peggio di inconcludenza, ma, credetemi, non era quel che volevo e me ne scuso.
    Ho scritto pre-giudizio per intendere il giudizio/opinione che si forma a prescindere dall'esperienza personale diretta e che spesso condiziona l'esperienza stessa. Tutti siamo portatori di pre-giudizio: provengono
    dalla nostra cultura di riferimento che non è facile rileggere con sufficiente senso critico, se non altro perché nella cultura di riferimento noi siamo immersi...però credo che potremmo sforzarci un po' di più.
    Non entro nel particolare dei singoli interventi e mi limito a ribadire quanto scritto nel post.
    E men che mai entrerò nel particolare là dove si accenna a "sensi da placare", "orgasmi" e persone pratiche di "paletti", questi ultimi forse vagamente simbolici...( ho scritto persone, o forse dovevo scrivere maschi in virtù dei paletti? ahahahahahah!)
    Comunque, io non banno nessuno, manco le vipere, almeno finché non diventano moleste, ma non mi pare questo sia il caso...certo, diciamo che leggere l'affermazione "ho dannatamente ragione" mi riempie di pregiudizio(e stavolta senza trattino, eh!)o, forse, mi fa passare la voglia di rispondere oltre:
    https://www.youtube.com/watch?v=5oAfKuO9ucA

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  7. Urka Sabì, ti scusi tu? No no per carità.
    Mi scuso io.
    Dovevo abbondare di faccine, forse.
    O abbandonare subito ;)

    Pazienza, conosco i miei limiti e a sto giro non funziona.

    Solo una precisazione: i paletti erano proprio paletti. Recinzioni dietro le quali tentiamo di proteggerci.

    Ciao.

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    1. Benissimo per i paletti che rimangono paletti: è stata la deriva presa dal discorso ad indurmi nell'equivoco.
      Per le faccine però lasciamo perdere: se mi vedi come una tipa da faccine non so proprio che farci.
      Senza rancore, sul serio,
      Sabina

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    2. Ma no...dai...che Vipero é uno che finge di essere superficiale e Sabina una che pare "de fero" e invece abbonda di borsette blu cobalto. Secondo me andreste d'accordissimo.
      Azzeriamo. Riproviamoci col prossimo post...

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  8. per esperienza personale tutte le volte che ho avuto una affinità elettiva con una donna c'è sempre andato di mezzo altro, e quando questo altro non poteva essere, l'amicizia è finita, e sono rimasto lì, come un babbeo a chiedermi perchè se si riesce a stabilire un legame sia poi così indispensabile 'sporcarlo' con il sesso o comunque metterci di mezzo altre faccende. con gli uomini non mi accade, perchè? semplicemente perchè le amicizie maschili sono stupide e superficiali, recite da maschi alfa in cerca di consensi...

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    1. Pier, non ci conosciamo minimamente e non ne sento il bisogno visto che tu definisci le amicizie tra uomini "stupide e superficiali". Per cui le conoscenze saranno men che meno, cioè ancora più stupide e superficiali.
      Sono assolutamente convinto che l'amicizia tra due uomini possa essere stupida e superficiale quando siano stupidi entrambi.
      Le amicizie vere sono quelle che durano una vita, dove ci si intende a scambio di sguardi, dove si hanno minimi comune multipli uguali. Quattro amici in assoluto avevo a venti anni e quattro -gli stessi- ho adesso e non siamo né stupidi né superficiali, né tantomeno "maschi alfa in cerca di consensi".
      Mi spiace ma de amicitia sono particolarmente sensibile e reattivo.

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  9. Questo commento "aperto" è quello che più si avvicina a quanto ho cercato di esprimere nel post.
    Se dovessi riassumere sinteticamente la mia opinione, potrei scrivere che tutto quanto ruota attorno a questo tema non è riassumibile per categorie prestabilite e che gli atteggiamenti strettamente affermativi negano, di fatto, la complessità di tutte le relazioni umane, proprio tutte, una diversa dall'altra. Amicizia e amore sono aspetti affettività che combaciano più di quanto siamo disposti ad ammettere. È per questo che il confine tra i due è destinato a rimanere trasparente, ad essere talvolta oltrepassato oppure no.

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  10. Sento di dover aggiungere una precisazione a seguito dell'ultimo commento di Vincenzo.
    Infatti, nonostante io abbia condiviso la lettura piú aperta e non draconiana di altre data da Pier sul tema, sento di condividere anche il rifiuto della generalizzazione in negativo delle amicizie tra uomini sollevato da Vincenzo.
    E' vero, le amicizie stupide e superficiali attecchiscono solo tra individui stupidi e superficiali e questo vale per gli uomini come per le donne, ché in fatto di stupidità il problema della parità tra i sessi non è mai esistito...o no?
    Infine, permettetemi di dirlo: aver acceso una discussione così mi fa piacere, perché discutere partendo da opinioni diverse è il sale della comunicazione...pure se si sfiora la zuffa...e, aggiungo io, il pan bagnato, tanto pe' buttalla in caciara!

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  11. pienamente d'accordo con Gioia, "L'amicizia intensa fra uomo e donna cela sempre qualcosa di silente...", il che non significa che nascosto ci sia amore, sarebbe riduttivo, ma che c'è un'alchimia che serpeggia, un'attrattiva sessuale (nel senso di legata all'essere di sessi diversi), una percezione inespressa di altro che il più delle volte resta tale, non per timidezza ma perchè va bene così, è solo zucchero aggiunto al caffè, non il caffè in sè.
    massimolegnani

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    1. A te la palma d'oro,@Carlo,per aver parlato di Realtà senza ambizione di Verità. Perché la Realtà, anche con la maiuscola, é sempre degna di attenzione e di rispetto, mentre la Verità con la maiuscola desta sempre pensieri inquietanti.

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    2. Infatti io ho sempre parlato intendendo la Realtà e non la Verità: la prima è dote di tutti, anche degli stupidi che però non la riconoscono, la seconda non ce l'ha nessuno, ovvero ognuno ne ha una parte ma non ci si deve indignare a spartirsi la Verità, né dare la palma di Unica alla propria sminuendo a Non-Verità quella degli altri.
      E questo è -o dovrebbe essre- il senso della Vita.

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  12. Non c'entra niente, ma adesso me ne accorgo, guarda te come sono poco pignolo io: il tuo blog è artepsychesabina.blogspot.de
    ma allora tu vivi in Germania? K come Köln, Koburg, Kaiserslautern?

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    1. Ma no!è ".it"!
      La K è un doppio riferimento letterario: lo scrittore Milan Kundera e i racconti de "Trilogia della città di K" di Ágota Kristóf.
      Ma sarebbe troppo lungo spiegare come e perché ho intrecciato questi due riferimenti. Comunque la "mia K" è nata così.
      Se poi in Deutschland fanno apparire il ".de" per il mio blog, beh...che dire...l'idea mi piace assaje!

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    2. A me appare in alto sulla barra ed è un "de", che ho anche io. Considerata la tua conoscenza dell'allemano mi è sembrato, come dire, logico e mi sono sentito nu poche scemo a non avere fatto questa crasi aritmetica (2+2=4).
      Le prime tre città col K teutoni che mi sono venute dinta a capa furono appunto Köln, Kassel e Kaiserslautern, ma poi ha grippato e scritto Koburg, che invece -vedi caso- si scrive all'italiana e cioè Coburg.
      Marò, mi hai mandato in tilt....

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    3. ...dai, mi fai sentire in colpa!

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