venerdì 17 febbraio 2017

il Senso della pasticceria al telefono

sottotitolo: apologia del cannolo di ricotta


S- senti questa,  in un bar a Reggio Calabria ho fatto l’esperienza di assaggiare un autentico cannolo di ricotta di marca sudista. L’ho mangiato a pranzo, a digiuno e senza nient’altro appresso per gustarlo meglio. E’ indescrivibile…un delirio dei sensi.
L- dici indescrivibile per la bontà o per i ricordi che t’ha suscitato? Il cannolo come la madeleine di Proust?
S- oh, no! lascia stare Proust! Era indescrivibile per molti motivi, anzi per tutti i motivi del mondo! Era buonissimo sì, una summa nient'affatto teorica del piacere attraverso gusto e olfatto. Ne avevo già mangiati di buoni, anche di buonissimi, ma mai con l'aspetto ed il profumo seducente di questo: la ricotta bianchissima, così liscia da somigliare ad uno strato di lacca bianca, densa e compatta, che si smaterializzava al primo tocco delle labbra. Ti camminava dentro per suo conto, incidendoti subito il gusto sulla lingua, un gusto incisivo, duraturo, decisamente pervasivo. Che esperienza la sensualità in lingua pasticcera, roba da mille e una notte...e, del resto, eravamo alle porte di Arabia-land!.
L- però, l’hai descritto così bene che…perché non lo metti per iscritto?
S- ci penserò su, Sirena!

4 commenti:

  1. A Sabbì...te possino! Me se stanno a contorce le budella. Tu devi sapere che io sono un'innamorato pazzo, uno spasimante del cannolo siciliano, che è proprio come lo descrivi tu: senti l'odore e ti entra il gusto sull lingua; tutte le papille linguali si ergono come tante torri di Pisa e dondolano cercando quel sapore che è unico, alto che le madaleine di Proust, unico e solo eterno cannolo. Non ho mai capito come facciano ad impastare la ricotta così densamente e mollemente insieme, ma qui nun se tratta de capì ma de magnà. E io starebbe a magnà gionate intere, Sabbì sta graziadeddio, che armeno quella te dà la raggione der perché semo nati: semo nati pe magnasse na vasoiata de cannoli co la ricotta.
    E mo che me ce fai penzà è vero l'ho magnati boni accussì a Scilla, quella vorta che stavo da Massimo Macrì, uno de li mejo amichi mia, puro pe li cannoli se capisce.
    Ciao Sabbì. La prossima vorta nun ce mette solo la fotografia de li cannoli tua,metecene puro un paro, incartati e freschi freschi, che me li magno a la salute tua.

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  2. In effetti sei infame, c'ha ragione Vincenzo.. un attentato!!.. e pure prima de pranzo! Mo' me magno de tutto... ma niente cannoli!! manco pasta di mandorle... niente!!! uff!!

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  3. Tornerei in Sicilia solo per...lui... 😊

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  4. vabbé, vi ho un po' torturati con questo post, però questi cannoli in foto sono splendidi, vero?

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(tranne che in qualche rara occasione, perché occorre lasciare che ogni tanto il Mostro si mostri per quel che è...)