mercoledì 29 marzo 2017

a Federico, diamante nascosto


 due righette miserelle su follia e poesia:

follia e poesia finiscono entrambe in ia 
ma nelle  stesse finali  c'è pure melodia
follia e poesia fanno gigante chicchessia
spianano forte la strada della fantasia
    follia e poesia
 sì che sanno tenersi compagnia
    volano alte insieme senza gelosia


Federico Tavan è stato un poeta italiano di lingua friulana, cantore apprezzato della poesia in friulano nella variante di Andreis. (Andreis 1949- Andreis 2013).
A partire dall'età di dodici anni, Federico trascorse lunghi periodi in strutture sanitarie per problemi psichiatrici. 
Sua questa poesia scarna, fotografica, ma affollata di personaggi viventi, con un qualcosa che ricorda quasi Bukowski.
Ho deciso di pubblicarla perché, ripescando Federico proprio oggi, mi è sembrato di rintracciare uno di quei diamanti nascosti di cui parlavo nel post precedente...chissà se sarò riuscita a spiegarmi...

BUM!

 So
 che va in Sicilia
 e nella valigia
 una stecca di cioccolata.
 So
 che l’operaio
 lavora all’Alfa Romeo.
 So
 che ha quarantadue anni
 nella valigia
 l’ultima busta paga.
 So
 che la studentessa
 è molto bella
 e ha diciassette anni.
 So
 che va a vedere Roma,
 nella valigia
 la macchina fotografica.
 So
 che il padre di famiglia
 ha gli occhiali sessantadue anni
 un nipote a Bari
 e nella valigia
 "la cena per i suoi rondinini".
 So
 che stanno aspettando qualcosa
 e ridono
 e il treno ride
 e le valigie ridono
 e la democrazia
 nascosta sotto i binari
 come sempre
 ride.
 BUM!

Federico Tavan


11 commenti:

  1. Devo aver letto qualcosa di lui, ma tanto tempo fa. Io col Friuli ho un rapporto infinito dal 10 gennaio 1960 quando sono sbarcato dal direttissimo Roma-Udine alle nove di mattina, dentro la mia diagonale indossata per la prima volta la sera prima, insieme ad altri sottotenenti come me. C'erano 12 gradi sottozero.
    Tutto potevo pensare in quel momento meno che avrei conosciuto Anna Maria, che sta di là adesso a preparare qualcosa. Domani partiamo per Parigi.
    La poesia che proponi è di quelle che o capisci e la rileggi o la butti nel cesso. Io non do mai nulla per scontato e sono riuscito a trovarci qualcosa di vivo e di istrionico che mi interessa. Un aria da pazzerello che -come si dice a Roma- ridendo e cantando BUM, ti dice la verità.
    Strano, devo aver sicuramente pensato, anche lui in manicomio come Alda Merisi.
    Io mi sono salvato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Posso permettermi, carissimo?
      secondo me ti sei salvato perché in te la follia creativa ha convissuto, abbracciata stretta, con la concretezza del vivere.
      E poi, al riparo ti ha tenuto Anna Maria, questo credo.
      Un abbraccio a tutti e due

      Elimina
    2. "Follia creativa" mi piace molto.
      Concretezza del vivere? Direi l'eterno bambino che abita dentro la mia pelle.
      Anna Maria sopratutto, hai indovinato. Senza di lei non so cosa avrei combinato. È la mia seconda pelle e forse la mia sola anima.
      Grazie Sabi, sei in gambissima.

      Elimina
  2. A volte penso che esista un nesso tra poesia e sofferenza, perché nessuno meglio di un poeta che soffre sa elevare in versi le sue angosce, per la gioia di chi ama la poesia. E non è un caso se il più grande poeta italiano è un certo Leopardi. Io credo che se la natura non si fosse accanita su di lui rendendolo infelice, probabilmente non avrebbe mai potuto deliziarci con i suoi versi dedicati all’amata Silvia. E forse nessuno meglio di chi è stato infelice, o si sente infelice, può darci lezioni di quotidiana felicità con le sue poesie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che la sofferenza, che pure ha un suo ruolo determinante nella creatività, io chiamerei in causa la follia, intesa come "accesso, a suo modo privilegiato, alla realtà immateriale e alla poesia.

      Elimina
  3. Non lo conoscevo "BUM" è straordinaria, asciutto, diretto, emotivamente coinvolgente e fa riflettere non parla di sole , cuore, amore ma di vita reale e denuncia sociale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. diretto e asciutto, sì, questa è la sua bellezza

      Elimina
  4. Molto delicata nella drammaticità degli eventi. Era il periodo della strategia della tensione, esplodevano treni e stazioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e Tavan, da poeta con animo da bambino, ha voluto immaginare la democrazia che se la rideva

      Elimina
  5. E io, friulana, che non lo conoscevo...

    RispondiElimina

Commenti volgari, pretestuosi, completamente fuori tema, o dettati da malumori strettamente personali e/o fantasiosi e, di conseguenza, di nessun interesse né per me, né per gli altri, verranno elegantemente soppressi da me personalmente, con un semplice clic...