sabato 6 maggio 2017

la modesta visione a lenti rotte


A tanti, abbagliati dalle loro private, capricciose ed assolute ragioni, capita di equivocare i discorsi degli altri, girandone il verso, rovesciandone le motivazioni e guidandone il senso solo nella direzione più soddisfacente per la loro vanitosa ottusità.
Talvolta si è tentati di liquidare questi artisti della manipolazione con l'idea del "troppo scemi per capire ciò che va oltre un centimetro più in là del loro naso"...talvolta, forse,  si potrebbe...
Peccato però che in questi artisti della falsità il modo intellettuale deviante si accompagni   spesso con l'arroganza: e lì, davvero,  io non riesco a trovare attenuanti che reggano, perché a quel punto la manipolazione mi appare esercizio puro e ossessivo della malafede: premeditata, perseguita e agìta.
A quelli così conciati accade poi d'essere accompagnati fin nella maturità più piena da un'inalterata forma di cecità e sordità alle ragioni dei propri simili, ai mondi altri dal proprio. Di giorno in giorno, non fanno altro che fagocitare tutto quel che gli si mette davanti agli occhi, senza essere mai sfiorati dal pensiero della solitudine brutale cui si stanno auto-condannando.
Con costoro la vita fallisce totalmente nel suo percorso  di evoluzione e a tutti gli altri umani non resta che implorare il cielo e il senso critico per mantenersi sani e salvarsi da certe visioni a lenti rotte...oltre che dalla noia che i discorsi di questi obesi-nell'ego producono in chi ascolta.

6 commenti:

  1. Dai, ammettilo Sabì, se non fosse esistito internet non avresti mai avuto l'opportunità di conoscere così tanti soggetti se non in una clinica psichiatrica, ma lì dentro -e lo dico per esperienza personale avendoci passato del tempo per studio- si corre il rischio di esserne contagiati senza nemmeno rendersene conto; mentre invece qui in rete c'è un continuo scambio di informazioni esilaranti, cui si può rapidamente porre rimedio, per esempio spegnendo il proprio PC. Ma resta l'amaro in bocca per essere stati, molto spesso artatamente, equivocati e sbeffeggiati e allora -almeno a me succede- si riaccende il mostro e si cerca lo scontro. Ma a lungo andare, dato che questi soggetti caricaturali sono taaaaaanti ma proprio taaaaaaaaaaanti, si corre il rischio di rovinarsi la digestione e di fare delle proprie visite su internet una caccia spietata ai deficienti saputoni, arroganti e somari per dar loro il colpo del KO. Ma loro sfuggono, si ritraggono sempre in tempo e il cazzottone nemmeno li sfiora.
    Ho trovato persone meravigliose sul web, ma anche pusillanimi e millantatori; ho avuto la fortuna di farmi alcuni amici e amiche che altrimenti mai avrei potuto conoscere, ma ho dovuto pagare questi colpi di culo ogni volta che ho cozzato contro la stupidità boriosa di gente assolutamente inutile allo sviluppo della nostra specie, gente che lanciava pigne e noci di cocco dalle cime degli alberi dove era rimasta accoccolata.

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  2. Il male non è l'equivocare, fraintendere le parole degli altri, il male è fare di questo fraintendimento una base solida come roccia per controbattere e attaccare.
    D'altronde questi tipi non hanno ricevuto il dono del dubbio è sono perciò condannati a essere spesso in torto nel modo più sgradevole, quello irreversibile.
    massimolegnani

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  3. internet è come il mondo reale e quindi anche qui trovi personaggi di quel genere, anzi forse in rete di più perché protetti spesso da un vile anonimato.

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  4. Rispondo a tutti e tre perché mi sono accorta che almeno due di voi, Vincenzo e Daniele, ma forse anche Carlo, hanno ritenuto che io mi sia riferita solo ad incontri spiacevoli su internet.
    Beh, di sicuro c'è anche questo, ma non solo, perché i comportamenti descritti nel post li ho "incrociati" tanto spesso nella vita reale, quanto in quella virtuale.

    In più, rispondendo nell'ordine dei singoli commenti:

    -a Vincenzo, che scrive: "...resta l'amaro in bocca per essere stati, molto spesso artatamente, equivocati e sbeffeggiati e allora -almeno a me succede- si riaccende il mostro e si cerca lo scontro..." rispondo che sarebbe meglio ignorare, al limite sbeffeggiare il cretino/a di turno, facendolo/a cadere nell'equivoco di sentire approvata e condivisa la sua opinione. Poi, un minuto dopo, magari ti riveli per essere quello/a che li ha semplicemente e serenamente presi per i fondelli e, subito dopo, ti eclissi, smettendo di rispondere.
    Infine, nei casi più difficili (e Dio sa quanti me ne sono capitati!) ti metti d'accetta e gli oscuri brutalmente i commenti...

    -a Carlo rispondo dicendo che condivido pienamente "il male non è l'equivocare, fraintendere le parole degli altri, il male è fare di questo fraintendimento una base solida come roccia per controbattere e attaccare", ma che nei casi da me descritti, c'era la malafede a far da padrona, oltre alla presunzione...praticamente un disastro queste due messe insieme!

    -a Daniele, che cita il "vile anonimato" del web, rispondo che sì, che sta proprio lì il nocciolo del male, anzi della malafede consapevole e recidivante.
    Grazie a tutti per i vostri contributi, a presto,
    Sabina

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  5. l’umanità ... la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà (Sciascia).
    Diceva bene sciascia, l'umanità e composta da un vario campionario.Quelli che s'incontrano strada facendo si cerca di evitarli, anche per evitare dialoghi e discussioni con coloro che sono convinti di essere fonti di sapere.
    Con gli internauti, non ti nascondo che a volte mi piace sfotterli, ma non so se lo capiscono.
    Cristiana

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  6. Per quanto mi riguarda, ho imparato ad apprezzare gli idioti anche quando non capiscono: l'effetto può essere esilarante...

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