giovedì 18 maggio 2017

le bolle di sapone


Chiacchieravano seduti nel cucinotto, mentre lui si godeva la pipa del dopo-pranzo. 
Negli intermezzi di silenzi lievi e pensosi, il sottofondo era quasi sempre quello delle voci dei bambini dell’asilo accanto alla casa e non c’era nulla di meglio delle voci dei bambini a fare da sottofondo: in fin dei conti, anche loro erano due bambini, fratelli d’anima divisi alla nascita, che si erano ritrovati dopo tante tempeste, due bambini mancati si potrebbe dire, perché a suo tempo l’età infantile era loro sfuggita di mano, ma la sua eco affettuosa era rimasta intatta nel profondo, a vegliare la vita e quel che avevano saputo diventare.
Il sottofondo delle voci infantili e  l’infanzia mancante s'erano unite in un'unico tempo e in un'unica stagione, quella presente, che correva, cantava, rideva, litigava, si sbucciava le ginocchia, andava insomma sfrenata sulle gambette esaltate dei piccoli ospiti dell’asilo accanto alla casa.
L’uomo le aveva raccontato di quando lì era ancora campagna, ai primissimi margini della città, e lei, memore di altre campagne, molto più a sud, aveva provato ad immaginare come dovesse essere stato quel luogo: prati e orti, con la pianura che viaggiava liscia- liscia, unendosi al cielo nell'abbraccio di un colore solo, un abbraccio imperlato di nebbia, giù giù fino al vicino appennino.
Ma mentre provava ad immaginare tutto questo, sentiva che non le piaceva troppo quell’idea di campagna e di isolamento, anche se non ne capiva la ragione.
Poi, un giorno, si mise a scrivere e comprese: la campagna senza suoni, nelle imminenze della città, pareva corrispondere simbolicamente alla solitudine di cui lui le aveva tante volte raccontato e che aveva accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di entrambi, con punte di sofferenza e un senso pesante di condizione senza termine.
Sì, era decisamente meglio ora, loro due lì a raccontarsi, con le voci , le corse e i battibecchi infantili di sottofondo: era quasi una forma di risarcimento per il silenzio e per la solitudine di tanti anni prima...mancava solo che iniziassero anche loro due a giocare con le bolle di sapone. 




ciao, arrivederci a tra un po',
S.

4 commenti:

  1. Innanzitutto ti auguro di fare una vacanza bella e radiosa di sole. Magari in un bel posto dove ci sia l'odore salmastro del mare da inspirare voluttuosamente. Se così sarà sappic he ti invidierò: io sono impastato di quell'odore acre. È quel che più mi manca, col mio vento di libeccio sul muso ed il rumore assiduo della risacca.

    Il tuo raccontino mi ha colpito nel cuore, al centro. Qui a Maximiliansau mi trovo come un vecchio gallo solitario dentro un'aia vuota. Non succede mai niente, nemmeno a capodanno. Intere giornate dove l'unico rumore è il treno regionale che ogni mezzora ferma un centinaio di metri da casa mia.
    Per fortuna proprio sotto le finestre della nostra cmera da letto c'è un parco giochi dove ogni mattina alle dieci dieci e mezza arrivano i bimbetti di un asilo d'infanzia che ruzzano rumorosissimi e mi danno il vero senso della vita.
    Per questo non riuscirei mai a vivere in campagna. E nemmeno la montagna, quella con la emme maiuscola mi affascina e mi convince. Anna Maria da ragazza passava minimo un mese all'anno nel Cadore. Lo conosce tutto e quando ce la porto -per una giornata- la vedo rimgiovanire. Quando eravamo ancora fidanzati passai una quindicina di giorni a San Vito di Cadore, sette chilometri da Cortina. Aprivo la finestra, uscivo sulla veranda, allungavo le braccia e mi sembrava di toccarla la montagna, tanto sembrava vicina. Belli i boschi, ma per me troppo silenzio.
    Viva il mare da Livorno a Civitavecchia. Mai stato tanto bene. Viva il Mare nostrum. Viva il casino. Abbasso la monotonia.

    Ciao, buona vacanza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era mare,sì, ma per ora non ti dico dove, perché ne scriverò nel prossimo post.
      A presto, mein Freund

      Elimina
  2. Era da tempo che non leggevo un testo così bello sia concettualmente che sintatticamente. Ottima letteratura complimenti. Io amo il luoghi silenziosi o animati dai rumori dalla natura ma riconosco che il sottofondo dei giochi dei bambini sia un segnale di vita ( solo il sottofondo per carità)

    RispondiElimina
  3. Ti ringrazio molto per le parole di apprezzamento

    RispondiElimina

Commenti volgari, pretestuosi, completamente fuori tema, o dettati da malumori strettamente personali e/o fantasiosi e, di conseguenza, di nessun interesse né per me, né per gli altri, verranno elegantemente decapitati da me personalmente.