lunedì 10 luglio 2017

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A proposito di certe personalità fuori misura...
Comincio con il dire che io non esprimo gratuitamente pareri sugli altri, neanche su quelli che sbandierano giudizi su idee, scrittura e convinzioni altrui, anche se ho quasi sempre una mia opinione su ciò che sento/vedo/leggo/conosco in prima persona.
Il senso del limite, della misura e della relatività del (mio) giudizio- tutte cose assolutamente distanti e diverse dalle più comuni e squallide forme di ipocrisia, bassezze dalle quali mi è stato insegnato ad astenermi fin da bambina- mi impediscono di tuonare a destra e a manca da cattedre improbabili o semplicemente auto-attribuite...insomma, io con la dimensione della cattedra, quella con i gradini alti-altissimi per intenderci, quella che diventa abito, costume, dimensione di vita e persino carattere, non voglio avere nulla a che fare.
Per altro verso, non butterei mai lì a caso una parola di lode non avvertita profondamente e sinceramente (e anche questo è un retaggio ineliminabile di un'educazione materna che, certe volte, mi diverto a definire calvinista, ma ciò, lasciatemelo dire, è folclore familiare...).



Pure mi capita di frequente di incrociare personaggi tanto effervescenti quanto inattendibili per eccesso di caratterialità, (leggi iperEGO), tanto pieni di loro stessi da somigliare a certe bibite gassate, tenute a lungo nella bottiglia a testa in giù, che quando le stappi ti lanciano addosso spruzzi giganteschi...(e sono spruzzi per lo più di bile mal gestita dall'apposito organo).
Sono personaggi che entrano a gamba tesa, che sentenziano e condannano, sulle persone così come sulla scrittura, sulle idee espresse e su tutto quanto c'è al mondo da poter giudicare.
Personaggi che lasciano il tempo che trovano, certo, anche perché non c'è da curarsene più di tanto: meglio lasciarli alla loro infaticabile ed infinita ristrutturazione della realtà a proprio uso e consumo, secondo la convenienza del momento; del resto, non sapremo mai se questi giustizieri del tutto siano dominati più dalla disonestà intellettuale o da un puro disorientamento e/o  mancata connessione con la realtà reale e, detto tra noi, non è affatto importante saperlo.  
E' pratica frequente del giustiziere di turno di addebitare ad altri le modalità relazionali negative che gli sono proprie e/o  le motivazioni ostili che stanno dietro al suo approccio comunicativo.
Il/la don Chisciotte delle cause inesistenti non sentirà mai il bisogno di ripassare le tabelline dell'autocritica perché è nato/a bravo/a, giusto/a e dotato/a intellettualmente come nessun altro mai. Di conseguenza, il/la don Chisciotte se ne andrà dritto per la sua strada, affogando nella sua stessa bile e cadendo sempre nello stesso tipo di burrone-disgrazia-contrarietà con gli altri.
Ovviamente, il signor diamante raro non si chiederà perché mai ciò gli accada ripetutamente, perché mai si ritrovi sempre aggrovigliato in situazioni avverse perfettamente identiche da una volta all'altra.
E no! il diamante raro, chiamato a rispondere sull'argomento, ci dirà che ha dalla sua tanta sfortuna quanta incompresa sensibilità e che per via di queste sue rare e preziose doti viene aggredito a morsi feroci  dal mondo cattivo, abitato da una folla di bestie sanguinarie, mosse da sentimenti odiosi e da una quintalata, ma  anche due,  di invidia.
 disegno del fumettista Gipi apparsa su Repubblica
E se proveremo a ribattere qualcosa al don Chisciotte o, semplicemente, a dirgli che non ce ne frega niente di ascoltare la solita litania, inviperito/a ci  dirà che lo/a stiamo insultando, che stiamo ferendo gratuitamente la sua inarrivabile nobiltà d'animo.
Infine, se continueremo a non regalare spazio e, soprattutto, palcoscenico, al dramma esistenziale di proporzioni oceaniche del don Chisciotte di turno, potremo anche aspettarci qualche vigliaccata, di quelle veramente basse...ma sarà solo una conferma, un modo per sapere con definitiva certezza chi ci sta davanti.  
Tutto ciò accade e continuerà ad accadere, mentre la vita scorre e c'è chi fa veramente fatica a tirare i giorni uno dopo l'altro e, talvolta, si misura con tragedie vere, di certo non frutto di umoralità fuori controllo.
Pensiamoci, questo vorrei dire a tutti, pensiamo più spesso a quanti si misurano con il dolore vero, con l'impotenza di fronte alla tragedia, facciamola ogni tanto questa riflessione: è la più sana e ci farà sentire vivi per davvero.
Buon inizio di settimana a tutti.


12 commenti:

  1. Sei troppo buona, Sabina, troppo generosa. Chiamare questa genia il/la don Chisciotte, significa dare loro una sottile buccia di parvenza umanoide. Non sono così generoso io: questi sono vermi, di quelli brutti brutti e pelosi che escono dallo sterco delle vacche lasciato prosciugare al sole. Santoni che non richiesti concionano su cose di cui non capiscono nulla, benedicono solamente se stessi ed il proprio decantato talento, spruzzando veleno su tutto quello che gli altri sommessamente dicono o fanno. Si autoproclamano filosofi, saggisti, critici letterari e d'arte, sproloquiano su tutto quello che gli capita sotto le grinfie, illudendosi di provocare sofferenza in chi li legge. Uomini e donne frustrate, disadattate su questo pianeta che non è sufficientemente merdoso come a loro piacerebbe.
    Incontrati nella vita quando internet ancora non esisteva ne avevo alcuni di costoro, ma il giro era ovviamente limitato ad una cerchia rionale, al massimo cittadina. Oggi con internet ci si allarga e ci si immerge nella merda di mezzo mondo e si è in grado di capire quanto imponente sia la massa di questi vermi.
    Ed appena -come hai benissimo detto tu- si cerca non dico di contrastarli, ma almeno di tamponare in qualche modo il loro fiele, costruendo degli argini, allora immediatamente passano agli insulti più violenti e gratuiti.
    Sabina, non ti curar di lor ma guarda e passa.

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  2. Sono d'accordo con te, carissimo, ma preferisco continuare così, senza sporcarmi le mani, per così dire.
    In effetti mi è dispiaciuto per don Chisciotte e spero che Cervantes mi perdoni...
    Come ho detto in un altro post, a questi personaggi bisogna regalare solo l'oblio, fargli mancare il pane, l'acqua e la luce ed eventualmente denunciarli quando esagerano.

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  3. Non erano questi qui i geni incompresi?

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    1. Scusami, Alberto, ma non ho capito il tuo commento: se ripassi, me lo chiarisci, per cortesia?
      Ti ringrazio, un saluto.

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    2. Quelli che credono di essere chissà chi e proprio non digeriscono se nessuno li considera.

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    3. ...e, aggiungo io, vedono in tutto ciò un complotto di forze avverse e soprattutto occulte!
      Grazie per avermi chiarito la tua idea!
      Sai, @Alberto, io vedrei una buona risposta/monito alle loro recriminazioni infinite nella frase: "fatti una domanda e datti una risposta", una cosa da far stampare su di una piastrellina, con bei caratteri in grassetto, come ce n'erano in certe case di campagna. Lì erano riportati i proverbi più comuni, qui potrebbero esserci i consigli per vivere.

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  4. mi stupisce l'attribuzione di donchisciotteschi a questi individui. Mi sembra un ribaltamento di ruoli, che a mio parere i don Chisciotte, nobili e perdenti, siamo noi che ancora fremiamo a certi comportamenti come potessimo correggerli.
    massimolegnani

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    1. Hai ragione, @Carlo, nell'attribuirmi la stessa critica mossa da Vincenzo, vale a dire sull'opportunità di conferire il titolo di don Chisciotte a questi epigoni dello psicodramma per autocombustione.
      Forse, ho davvero mancato di rispetto a Cervantes e al suo eroe, anche se, ad onor del vero, qui ho citato don Chisciotte solo in riferimento al suo lato visionario, un aspetto che, nei nostri mancati ed incompresi eroi, assume una tonalità fortemente deviante, anzi psichiatrica.
      Vabbé, perdonatemi, sono stata scorretta nei confronti dello scrittore e del suo eroe...lo so...
      Hai detto ben tu: "a mio parere i don Chisciotte, nobili e perdenti, siamo noi che ancora fremiamo a certi comportamenti come potessimo correggerli" e, aggiungo io, come se la nostra "consapevolezza" potesse far aprire gli occhi a qualcuno, spesso già abbondamente perso di suo alla ragione.
      Un salutone.

      p.s.: forse la tua è la stessa critica contenuta nel commento di Alberto, del cui significato non sono certa: spero ripassi e legga la mia risposta.

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  5. Mi capita raramente di aver a che fare con individui di tale fatta, nel blog e nella vita. Ma quando capita, li subodoro immediatamente. Ho deciso, anche se va contro il mio modo di stare al mondo, che non regalo neppure un minuto del mio tempo al confutare o al recriminare. Non vale la pena, io ho poco tempo e ci si ammorba inconsapevolmente.
    Sto decisamente meglio :))

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    1. Anche a me capita raramente, perché quelli che sfuggono al controllo preventivo sono ormai rarissimi...pure capitano.
      Però tu hai perfettamente ragione nel dire che bisognerebbe ignorarli da subito: è come levargli l'aria e il risultato è immediato.
      Ho peccato ancora una volta di impulsività, lo ammetto e me ne dolgo.
      La prossima volta gli staccherò l'ossigeno della visibilità subito, appena ne sentirò "l'odore", che poi è tanto facile: la traccia che lasciano è sempre la stessa.
      Prendo nota e lo scrivo cento volte sul quaderno, carissima maestra, perché lo so: me lo merito tutto quest'ammonimento!
      Un abbraccio, Bionda!

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    2. Che alunnetta diligente!!! Mi sa che farai la capoclasse...
      Abbraccio a te bimba

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  6. Però vorrei essere più pronta, vorrei riuscire subito a staccare la linea.
    Mi impegnerò a migliorare...

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