venerdì 14 luglio 2017

la lettera V

La Verità ci è dovuta, ma  non riusciamo ad imparare a pretenderla, la Verità.
La Verità ci è dovuta e solo la superficialità può indurci a ritenerla non Necessaria.
E’ di pochi giorni fa la notizia della richiesta di archiviazione per l’uccisione di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, un altro capitolo che si vuole chiudere senza verità e, quindi, facendo a meno anche della giustizia.

Parlando dei misteri-schifezza d’Italia, Michele Serra così scriveva qualche anno nella sua rubrica L’amaca” “…è tutto confuso in un viluppo che sarebbe perfino vitale, perfino espressivo (la decadenza è sempre un kolossal), se non avessimo l’odiosa percezione che tutto questo ha come unico scopo la manomissione della verità".
Troppo spesso la verità in Italia è stata e rimane inconfessabile: "troppo dura perfino per un popolo cinico come il nostro", scrive Serra, che conclude: “non siamo pronti per la democrazia perché non siamo pronti per la verità”.
E’, quest’ultima,  un’affermazione terribile, senza via d’uscita, ma dolorosamente vera: è la fotografia del nostro convivere, all’insegna di uno "svezzamento civile" e di una presa di consapevolezza da parte di ciascuno che non si realizza mai e, anzi, sembra farsi sempre più irraggiungibile: il senso del riscatto e della dignità perennemente mancati.
Ma, nonostante quest’amara coscienza,  sento di volere lo stesso credere che qualunque verità è migliore della mancata verità, perché dopo aver saputo occorre, per forza di cose, decidere che fare.
E da fare, dopo aver saputo, ci sono solo due cose: soccombere o ricominciare.
Io credo, voglio continuare a credere, nella forza determinante che il dramma della mancata verità imprime sulle vite comuni, quando il confine, l’alternativa, è tra  lasciarsi morire o ricostruire.

Inserisco a fine post un video con Erri De Luca, perché in qualche modo c'entra con l'argomento, anche se potrebbe sembrare non strettamente collegato.
Le parole di De Luca  mettono dei punti, riportando al concetto di valore le cose apparentemente  scontate, sistemandole nella giusta luce, ridando loro visibilità.

10 commenti:

  1. Ricordo di aver letto, tempo fa, una illuminante frase di Ennio Flaiano che io conservo. Questa frase riassume molto bene il senso del tuo post. Diceva Flaiano: "Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L'età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni"

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  2. ...e tutto questo è di una tristezza devastante, soprattutto se, con doveroso spirito critico, ci si interroga amaramente sulla reale presenza di un carattere comune negativo, dal quale discende, forse, quest'incapacità ad assumerci, singolarmente, una coscienza civile degna di questo nome.

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  3. la cosa tragica a mio avviso è che si sta proseguendo... il G8, Giulio Regeni, ogni occasione è buona per far capire che c'è un sistema ben organizzato adatto a coprire qualsiasi porcata... un tempo dicevano che era già una vittoria che se ne parlasse, forse... io inizio a pensare che non basta più solo parlarne

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    1. È tutto di un amaro insopportabile e anch'io penso che non basti più parlarne, visto poi che le parole non producono nulla e finiscono "solo" per commemorare

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  4. Siamo alle solite: verità, non verità, mezza verità, mezza bugia, tutte bugie.
    E poi: democrazia sì, democrazia mai.
    Siamo un popolo di imperterriti quasi incivili, per meglio dire in bilico precario tra civilizzazione e inciviltà; siamo un popolo di menefreghisti per quel che concerne il bene o il male comune, solo pensando alla propria panza ed al proprio culo. Egoismo esagerato, insomma, egoità. Importa a codesto popolo l'apprendimento della Verità quella vera? UN coro di sì, va bene...ma che mi viene in saccocia? Tanto si sa che la Verità non ce la diranno mai. E noi popolo di trinariciuti, abbozzeremo e tireremo avanti, aspettando la prossima Ilaria.
    I governanti nostrani non ci aiutano a superare questo torpore mentale, anzi ne approfittano per neglio farsi gli affaracci loro, le loro combine, le loro paraculate.
    Non siamo democratici, non meritiamo la democrazia, noi votiamo sempre contro, non votiamo mai a favore. E allora basta col voto di cui non comprendiamo il valore, basta con questo straccio con sopra stampigliato un consunto "DEMOCRAZIA". Auguriamoci un nuovo ventennio di DITTATURA, onde poter capire cosa significa VERAMENTE la parola LIBERTÀ.

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    1. È verissimo: a chi sta al potere conviene moltissimo la nostra scarsa/nulla coscienza civile

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  5. Tanti sono i fatti avvolti nel mistero. Ha ragione Serra. Conosco bene quella bellissima poesia di De Luca

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    1. I misteri sono troppi e le verità continuano a non arrivare

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  6. Quel pezzo di Erri ce l'ho appeso in classe...un condensato di bellezza.

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