mercoledì 12 luglio 2017

mi perdoni, Signor Miguel de Cervantes Saavedra

Mi perdoni, Signor Miguel de Cervantes Saavedra, e, in particolare porti le mie scuse al Cavalier Don Chisciotte della Mancia, che ho usato indegnamente per rappresentare un tipo d'essere umano perso dietro ad un immaginario sognante, ma tutt'altro che nobile come il suo.
Sono venuti almeno in due a scriverlo nei commenti del post precedente, a dirmi che avevo fatto male, ch'ero stata scorretta, utilizzando il Cavaliere come paradigma della personalità visionaria, quando si sa,  e lo dico con grande rimorso, che c'è visionario e visionario, che c'è nobiltà sognante e visionarietà perversamente opportunistica.
Chiedo scusa dunque, e ringrazio coloro che nei commenti mi hanno fatto rilevare la mia interpretazione scorretta.
Hieronymus Bosch 
Le scuse, dunque, erano riservate a Cervantes, ma c'è dell'altro...
Distanziando di una riga e di una foto la prima parte del post dalla seconda, (tanto per ristabilire una necessaria distanza di rispetto tra gli argomenti), volevo segnalare a chi capita da queste parti, che sono comparsi su alcuni blog, compreso questo mio, commenti clonati, maldestre operazioni di copia-incolla-e scappa, ad opera di artisti della contraffazione militante.
Si tratta del parto di menti davvero tanto "fantasiose", tanto da immaginare influenze negative di provenienza marziana per spiegare le ostilità che vanno ripetutamente incontrando nelle relazioni con il resto del mondo, pur di regalarsi l'ennesima patente di innocenza.
Sono menti con una lunga esperienza alle spalle in tema di clonazione e rimaneggiamento di testi altrui, come testimoniano diverse pagine disperse nel  web e vecchie di anni: dunque una professione questa, o, detto più appropriatamente, una perversione da disperati perditempo.
Questa dei testi rubati, lo so per certo, è una storia vecchia di almeno dieci anni e, come ho detto, le tracce dei misfatti sono ancora presenti nel web.
E' capitato anche a me, e davvero per un puro caso, di ritrovare stralci di miei testi inseriti in post di cui ignoravo l'esistenza, inseriti e spacciati come propri da Personalità alquanto Estrose (e le maiuscole mi perdonino per l'oltraggio: è solo per spirito di satira).
Nulla di grave, intendiamoci, ci son ben altre cose davvero importanti nella vita ed è proprio con le sue lezioni importanti che la vita, solo lei, potrebbe tentare un parziale recupero alla realtà di questi pianeti mentali dispersi, ammesso che ne valga la pena.
Per il resto, per tutto il resto, ci vorrebbero operatori sanitari specializzati.
Dedico questo post a tutti quelli che si sono visti/vedranno piovere in casa robaccia falsa, come nessuno, neanche al più scalcinato mercato della contraffazione oserebbe proporre.
Un saluto a tutti,
Sabina

8 commenti:

  1. Io penso che Internet con la possibilità che offre di anonimato sia stato l'arrivo del Paradiso per i mascalzoni, per i vigliacchi, per
    i deficienti, per gli impotenti cui non si drizza nemmeno se si autopenetrano l'ano con un cetriolo bitorzoluto.
    Ne conoscevo anche prima dell'avvento della scatoletta magica che hanno tutti oggi, anche i mocciosi. Allora usavano normalmente il telefono e le lettere anonime. Squilli imperiosi nella notte coll'apparecchio telefonico sempre in un'altra stanza e le tue scarpe lasciate immancabilmente là dove mettevi un piede al buio e giù una scivolata per inzuccare lo spigolo dell'armadio o il pomello della poltrona buona mai tanto maledetta. Arrivare doloranti e col fiatone ad afferrare il telefono che avrebbe squillato anche per due ore di seguito -e questo te lo doveva già far capire che trattavasi di un bidone, mentre invece tu avevi una figlia incinta a mille chilometri e per questo avresti sopportato tutto (ed il figlio di una cagna lo sapeva sicuramente)- arrivavi quindi e sentivi solo fiatate come di chi rende l'animaccia sua a Belzebù, e la scarica di bestemmie tue erano la gioia della bestia da rogo che dormiva di giorno per romperti i coglioni di notte. Oddio ce l'ho fatta a scriverla tutta di seguito senza buttare fuori il fiato e ritirare la lingua dalla stretta degli incisivi, mamma mia come sono stato bravo....
    Pausa di recupero.
    No, Sabì io non ti ho rimproverata per aver usato impunemente don Chiscotte, ma per aver dato troppo onore al gaglioffo che non meritava tanta attenzione. Ma quando uno è stato ben educato non riuscirà mai ad essere cafone mentre uno ignorante come una capra farà quella che è la sua parte naturale.
    Usiamo un'espressione felicissima che il nostro non sia in grado di intendere (leggi sopra)...già gongolo Sabì...
    Massì grande Sabi; defechiamolo seduti in cerchio sul bordo di un cagatore gigantesco e speriamo che tra noi ci sia qualcuno sofferente di coliche diarroiche. Seppelliamo il gaglioffo inoperoso sotto una coltre di merda freschissima al grido di..."non trattenerti ancor, lascia libero il tuo culo...volevo dire il tuo cuore, amico della natura e degli uccelli"...soprattutto quelli che volan bassi....

    PS: chiarisco per quelli che si avvicinassero solo adesso al blog, che il linguaggio è volutamente volgare per venir meglio compreso dall'idiota a cui la nostra gentilissima ospite si rivolgeva col presente pezzullo.
    Chiarisco per Sabina K. che mai come stavolta mi sono rallegrato di aver raccolto idee nel porcile municipale del mio Comune.
    Kurz bis zu nächte Mal, maine Freundin.
    Tschüß

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    1. Mi fai ridere, Vincenzo, anche se, secondo me, ti profondi nell'opera con un eccesso di energia degna di miglior causa e di miglior obiettivo. Ovvio che la critica, assolutamente serena e garbata, tocca anche me, ci mancherebbe!
      Bis zu nächte Mal, mein lieber Vinzent!

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  2. Sono dei malati quelli che copiano e prendono stralci di cose altrui, malati ed incapaci di esprimere con parole loro un loro pensiero.

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    1. Beh, in verità, in molti casi io continuo a chiedermi quale sia il confine tra disconnessione dalla realtà e paraculismo acuto, cioè in che percentuali le due opzioni convivono.
      Me lo chiedo quando vedo questi singolari personaggi lanciarsi in comizi e tuonare peggio di Savonarola, attribuendo agli altri i propri peggiori comportamenti.
      E' folclore?
      E' soap opera dal vivo?
      Boh...
      Te ne racconto una: tempo fa, in alcuni post, inserii una dedica strettamente personale, indicando l'iniziale della persona cui volevo regalare quel pensiero. Non ci crederai, ma, dopo poco, comparve una personcina estrosetta, a me totalmente sconosciuta, che cominciò ad attribuirsi le dediche sentendosi ora adulata, ora "danneggiata" dall'uso dell'iniziale del suo nome, comportandosi, insomma,come se avesse la proprietà esclusiva di quella lettera dell'alfabeto! Come se io sparassi palle di cannone ogni volta che vedo una S puntata, mi ci vedi?
      Allora, pensai: azz!!! e ci fu un momento in cui stavo per dire all'amico mio, portatore sano di quella lettera dell'alfabeto, se, per cortesia, annava all'anagrafe a cambià st'iniziale maledetta!
      Come vedi, il cabarettismo compulsivo trova sempre nuovi spunti...

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  3. Mi piacerebbe, per pura ipotesi perché non capiterà mai, vedere questi tipi colti in flagranza. Chissà che reazione avrebbero e che giustificazioni porterebbero. Oppure mi sa che comincerebbero a piagnucolare.

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  4. E' accaduto: di solito si proclamano innocenti, infangati da accuse indecenti, si nominano vittime assolute ed universali e infine scompaiono...hai mai sentito parlare di sale sulla coda?
    ;-)

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(tranne che in qualche rara occasione, perché occorre lasciare che ogni tanto Quel Mostro si mostri pubblicamente per quel .......che è)