domenica 11 febbraio 2018

la CATENA: il delirio in scrittura: 2) "contraddizioni di senso su musica per archi"

ed ecco il testo di Vincenzo Iacoponi per la catena, che, come anticipato nel titolo del post, si chiama:

" contraddizioni di senso su musica per archi"


Stamattina il gorgoglio del platano silente mentiva agli zufolanti dell'opificio analogo sopravvalutati come le scarpe di camoscio fino che portava mia moglia la sera della mangiata globale dai grechi. Ah, quali mutevoli assemblaggi di volenterosi in cerca di serramanici volanti, avviluppati tutti quanti alla passera notturna che cinguetta belando.
Il nostro furore fluorescente mentre che si avvita alle scale ancora non interamente pulite come si converrebbe se fossimo tutti alberelli appena fioriti, mentre invece no.
Capita, accidenti se capita, che certa immaginazione ricorrente si ammorbidisca al pensiero di dover sottostare ad una camicia appena stirata, che poi chi se ne frega se al giorno di poi la si dovesse rimettere ad una cagna incinta prossima al partorimento dei suoi cuccioli. Pensateci bene: sono cuccioli e rimangano cuccioli per sempre.
La madre dei sordomuti non è scritto da nessuna parte che debba essere lei la cieca di Sorrento, magari la maga di Benevento, chi lo sa. Adesso pappati la colazione imbrigliata alle ortiche del palazzo di fronte sempre più verdi e pizzicose di quelle del palazzotto nostro gagliardo e tosto, e salutami con la mano dai tuoi lidi ai miei, senza riflessione congenita.
Come faccio io spolverazzando giulivo il tegame desueto e mal digerito di coccinelle poco lucenti per mancanza di opicina e di profumo di biada.
Ognuno vada per la tua strada ma si prega di non portare cani a spasso spiscianti ad ogni cantone svizzero afflatato e comunque amputato dei suoi pidocchi arguti e silenzianti. Ti saluto fiochevolmente luce lontana e gabbiadosa, pensami questa notte e anche la prossima che io penso a te quando che mi giro a sinistra, chi lo sa perché.


6 commenti:

  1. questa si che è una vera "manifestazione intellettuale" :P

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  2. Ranocchie fosforescenti ce ne fussero, pensa te le notti dell'estate intorno a li fossi angusti e potamosi come se fossimo sempre a Carnasciale coi lumini del cimiterio accartocciati intorno a li arbori malmessi e in circuito chiuso.
    Me paresse proprio buffo assai commentare da solo solatío quello che già scrissi in un momento immanente tranciato da infrarossi e ultravioletti, mentre che pensavo,e pensavo, e pensavo che cosa avevo incominzato a scrivere che me lo scordai.
    Ma poi arivenne e con tinuai.
    Spirazione purissima, disincantata; volontà inespressa acuminata como la scopa de le streghe che non vola, ma potrebbe. Nessuno vole provare però, che tutti penseno de avecce famiglia solo loro, che poi all'altrui che ci cale?
    Scendere da le scale de li nocenza con taminati all origgine da tutta la sbavazza dei diaboli, che da piccoli è più facile incombere e convertire a le passioni focose li fanzulletti ignari e cafoncelli.
    Pensate bene a come vi posturate di fronte a lo monno infame confratelli. Addunate le forze vostre, le debolezze nostre, l'increpanza, la non costanza, li mal de panza che incombeno sovrani, che poi currete a la campagna che li gabinetti per pubblico a questora sempre chiusi se troveno dentro li supermercati. E allora avanti. Consacrati a le bestemmie tutti quanti, in fila marocchina che l'indiani lontani sono e non sapevano contare co la numerazione araba.
    Trovai un cancello aperto e qui mi fermai.
    Me paresse quello di casa mia di quando ero piccolo e indi feso. Manco un prete pe fa du chiacchiere, manco un cerino pe accenne la candela che qualcheduno m'avia regalata a la mattina.
    Niente de gnente. Solo l'ultimo pidocchio superstite, incavolato nero perché mia madre proprio da poco m'avia lavato la capoccia col sale inglese e un altro intruglio che lei diceva fusse na mano santa contra li pidocchi; ma solo la tana gli aveva roncolato e lì rimase fora lu pidocchio meo, che me faceva tanto pena.
    Sabbina, fusse ca fusse che tu capisci tutto e poi me lo spieghi, che io un tantino sdormenzato sto e non credo che mi ci raccapezzo.
    Te saluto e t'abbraccio e te cammino tutt intorno che poi ce famo un aiola de fiori falsi, che so tanto belli a vedesse, nun puzzeno e non li devi nemmeno bagnare e li cani nemmeno ce pisciano.
    Te trovo bene, Sabbì. Sta riparata che fa freddo e cciao, che pe stasera puote bástere.

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    1. Capisco la difficoltà di auto- commentarsi, ma, se ti può consolare, ho conosciuto gente che lo ha fatto e lo fa...In perfetto accordo con il tema di questa catena...o no?
      😄

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  3. Iniziativa interessante, io però scrivo poesie quindi vedrò se mi sentirò in grado di cimentarmi in qualcosa di estraneo alla mia scrittura.

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