giovedì 12 luglio 2018

ho capito

Stelle

"Sai, vado comprendendo sempre di più cosa ho cercato camminando così a lungo, a dispetto delle stagioni che scorrevano inutilmente e degli umori insopportabili, così faticosamente  altalenanti.
Ho capito che andavo alla ricerca di un pezzo della tua storia di prima, quella che non ho conosciuto e sulla quale vorrei spalmare oggi tutto l'amore lasciato a dormire per tanta parte della mia vita, un amore fatto di appartenenza empatica, adulta e senza sbavature, un porsi per come si è e, contemporaneamente, un  lasciarsi scivolare nel grembo dell'altro: essere e saper essere.
Perché questo è l'amore quando è "pieno", e forse l'ho sempre saputo, anzi: toglierei decisamente il "forse". 
L'ho immaginato e intuito così da sempre , nei minimi particolari, ma non l'avevo mai potuto toccare con le mani, mai prima di adesso"

foto di S.Smirnov

mi hai risposto:
"Sì, noi sappiamo cos'è l'amore. Sappiamo che ci appartiene e non ci appartiene. 
Che anche quando l'abbiamo in mano ha una sua autonomia. 
Non ne siamo mai proprietari, così come non siamo proprietari dell'altro, del sole che nasce e tramonta, delle nuvole che percorrono il cielo. Non siamo nemmeno padroni di noi stessi.
Amiamo. Solo questo possiamo fare. Possiamo amare noi stessi e se siamo in due possiamo amare un altro ed esserne amati. 
Possiamo poi amare il mondo e tutto ciò che contiene, tranne incazzarci per quanto proprio non ci piace e non ci piacerà mai. 
Ma non importa. Perché l'amore è il fondamento su cui tutto si può costruire"

4 commenti:

  1. "Non siamo nemmeno padroni di noi stessi"..é assolutamente vero. Capirlo, dopo un iniziale smarrimento, porta ad una certa leggerezza nello stare al mondo.

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  2. vero, e non è da intendersi come de-responsabilizzazione, bensì come grado alto di consapevolezza

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  3. Non ho capito se "non siamo padroni nemmeno di noi stessi" significhi lasciarso afferrare dal vento e atterrare dovunque ci molli dopo averci sballonzolato un po', oppure rimanere incollati al nostro suolo e permettere al vento di sollevarci gonne, chi ne ha, strappare via per sempre il cappello nuovo e scompigliarci i capelli.

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    1. La mia risposta precedente è perfetta anche per la tua domanda.
      Non è deresponsabilazzione quella di cui si parla, piuttosto una coscienza del fatto che nessuno è onnipotente e nessuno può dominare dispoticamente nè le cose, né le persone, né gli avvenimenti.
      Sappiamo che molti si credono sempre in credito con tutti, sempre dalla parte della ragione e via discorrendo, ma quelli è meglio lasciarli alle loro farneticazioni e agli specialisti del settore...non credi?

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