martedì 9 ottobre 2018

fanciullini

Il/La fanciullino/a pesta i piedi per aver ragione anche quando non ha più l'età scolare.
Passa attraverso le stagioni e gli amori senza farsi mai carico di nessuna pena che non sia la sua: guai a toccargliela quella pena, a provare a toglierle la polvere e a guardare sotto!
La pena del/la fanciullino/a è come un'immagine sacra: puoi solo rimirarla, tacendo o annuendo.
Il/La fanciullino/a percorre l'esistenza disperato/a, perché non può, non riesce a staccarsi dalla sua pena: qualcuno gliel'ha messa al posto dei polmoni e senza di lei rischierebbe di soffocare.  

6 commenti:

  1. Giusto che tu definisca il tuo soggetto il fanciullino, la fanciullina. Perché non provi a declinarli a mo' dei maschi? E cioè: lo stronzetto, la troietta. Ecco il tuo ragionamento dal mio punto di vista scorre meglio. Il fanciullino -lo stronzetto- evita di interessarsi dei problemi degli altri avendo solo tempo per i suoi piagnistei; e la fanciulletta, la troietta -senti come suona meglio e rende immediatamente l'idea?- invece pure. Mugula se nessuno bada a lei e quando qualcuno finalmente osa infilarsi nei suoi labirinti ulula tutti i suoi migliori lamenti perché nessuno la capisce, nessuno la tiene nella dovuta considerazione.
    È il loro modo di mettersi in prim piano, proprio di fronte a tutti, sul proscenio.
    Cosa fare? Stronzeggiarli entrambi, prendendoli per il sederino. Devi limare ed affondare lentamente perché non sono in grado di accorgersene subito, intenti come sono
    a guardare se la loro inquadratura li prende per il vero giusto e per il lato migliore.

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    1. ...diciamo che ho scelto di prenderli per i fondelli: li ho vestiti di poesia, li ho chiamati fanciullini e ho dato/immaginato per loro polmoni diversi da quelli di tutti gli altri...
      Su come affrontarli ho un'idea diversa: stronzeggiarli presume un ruolo attivo, a prima vista "dedicato", ignorarli è decisamente meglio, perché gli toglie l'aria e non arrivano a farsene una ragione. Preferisco una silenziosa perfidia: l'ho detto...

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  2. Quando "pestano i piedi" effettivamente mi infastidiscono e molto. Probabilmente per questo motivo raramente contraddico i fanciulli/e.
    Come per le loro "pene"....hai detto bene, si ascolta e si annuisce.
    Questi sono i casi in cui amo la mia falsità...

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    1. caro Pfoom...non è necessariamente "falsità", piuttosto un messaggio silenzioso: "nun me te filo", recitato con faccetta compunta, una sorta di pagina 777 di televideo...

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  3. Due stili diversi: da un lato la tua delicata ma al contempo affilata ironia ("diciamo che ho scelto di prenderli per i fondelli: li ho vestiti di poesia, li ho chiamati fanciullini…") e dall'altro la ferocia verbale nonché immediatezza e schiettezza letterario di Vincenzo Iacoponi. Due stili diversi, dicevo, per inquadrare la stessa tipologia di soggetti.

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