mercoledì 3 febbraio 2016

sognare non intossica


Ho sempre dato ascolto e un  grande valore ai sogni, valore di insegnamento anche. E ho sempre pensato che non c’è bisogno di perdere di vista la realtà per saper amare e rispettare i sogni: basta far convivere realtà e "aspirazione ad essere".
Tra l’amore e il rispetto per i sogni, il dare loro il necessario ascolto o il perdersi in loro, rovinosamente, vuoi per eccesso di inconcretezza, vuoi per svogliata attitudine al futuro, c’è di mezzo un mare. E' il mare fatto della capacità di guardare oltre il piccolo sé dei giorni senza perdere il senso del presente, della capacità di guardarsi dentro senza distrarsi da quanto di importante va accadendo fuori, della capacità di prendere il volo senza schiantarsi a terra, per troppa superficialità o per troppa pesantezza: che poi, andando a ben vedere, sono la stessa cosa.
I sogni valgono e sono ben altra e distinta cosa da certa attitudine ad addomesticare la realtà: una caratteristica, questa, che unisce paradossalmente la patologia (perdita della realtà) e quella consapevole e deprecabile voglia di padroneggiare dispoticamente la realtà stessa, cucendosela addosso come più conviene...e pazienza se i punti dati con l'ago finiscono sulla pelle degli altri...  

“...esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca...”
da Italo Calvino- Lezioni americane

4 commenti:

  1. I miei migliori sogni sono sempre quelli che non ricordo...:-)

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  2. ma i sogni, quelli notturni, raramente esprimono, per quel che mi riguarda, un'"aspirazione ad essere". Più spesso mi svelano ansie ed inquietudini che di giorno probabilmente nascondo sotto il tappeto. Ed è possibile che costituiscano, nella costruzione drammatica, un'utile valvola di sfogo, quindi alla fine posso essere d'accordo con te, sognare non intossica (anche se tu, penso, lo intendessi in altro modo)
    massimolegnani

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  3. @Remigio,
    a te l'Oscar della miglior battuta!
    ;-))

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  4. @Carlo,
    condivido quel che scrivi: sognare serve, come valvola di sfogo e, aggiungo io, come luogo dei desideri covati e inespressi.
    Pur conoscendo bene la pesantezza degli incubi, devo confessarti d'aver avuto molti bei sogni, sogni colorati e dalla scenografia ricca, eccentrica..."trasognata!"; sogni di atmosfere piacevoli nelle quali continuavo a cullarmi anche al risveglio.
    Nel post, in verità, ho messo dentro un po' di tutto: sogni propriamente detti e aspirazioni, ma questo tu lo hai già intuito.
    :-)

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(tranne che in qualche rara occasione, perché occorre lasciare che ogni tanto Quel Mostro si mostri pubblicamente per quel .......che è)