martedì 1 marzo 2016

aspro e ligure



Ho iniziato a  leggere l'ultima opera di Maurizio Maggiani: "il romanzo della nazione".
Nonostante sia un racconto, fattispecie letteraria con la quale vado perdendo dimestichezza a vantaggio soprattutto della saggistica, mi sta catturando: vuoi per la scrittura, vuoi perché è un'autobiografia riadattata a racconto, vuoi perché negli angoli della trama si celano riflessioni continue sulla nostra storia recente e, soprattutto, sulla nostra identità, mancata e carente.
Conoscevo già l'autore, tipo di intellettuale che oggi si definirebbe demodé. 
Anni fa, almeno un decennio fa, conduceva un programma televisivo di nicchia, dove si parlava di argomenti vari, dall'attualità alla letteratura e via discorrendo. 
Mi colpì fin da allora il suo essere fuori moda, nel senso migliore del termine, nell'aspetto fisico  e nel modo di vestire; il suo non nascondere mai il suo sentire profondo, tanto da risultare a volte ombroso, per non dire intimamente risentito. Uno, per dire, che non ci prova neanche a mentire sé stesso in pubblico.
Durante una di queste trasmissioni arrivò quasi ad arrabbiarsi, ma dovrei dire offendersi con dignità, offendersi personalmente, per un motivo che non ricordo, ma che, ne sono certa, non lo riguardava in misura strettamente personale...per fare un esempio: potrebbe essersi incazzato per il sottovalutante giudizio dato da qualche ospite o spettatore in studio su un argomento di valore civile, tipo la resistenza...ho reso l'idea del tipo?  Senza espressioni o gestacci alla Sgarbi si mostrò offeso come se avessero insultato sua madre. E io mi chiedo: dove le trovi più le persone così, incapaci di accomodarsi al pensiero comune quando intacca valori fondanti?
Una volta lo incontrai mentre usciva dalla metro vicino piazza Mazzini, zona RAI. Beh, vedendolo di persona, mi colpì la sovrapposizione perfetta tra il suo aspetto fisico e il suo sentire: magro e allampanato, quasi fratello di Fassino, mi ricordò Cesare Pavese. Indossava un cappotto spinato e una sciarpa messa al collo di corsa. Pareva triste anche, con l'espressione in viso di chi porta in sé il ricordo di tanta vita vissuta e un senso di dignità ferita, che però non è mai solo la sua. 
Nella foto in alto c'è lui com'era qualche anno fa, all'epoca in cui lo incontrai: Maurizio Maggiani, persino il suo nome sembra tagliato ad arte, ché sa di Liguria, dell'entroterra, di asprezza del vivere e di campagna.

11 commenti:

  1. Davvero un bel ritratto! Amo questi personaggi fuori moda, un po' all'antica, lontani anni luce dai falsi modelli televisivi. Di questo autore ho letto "Il coraggio del pettirosso": direi che lui scrive come parla. E infatti ricordo di averlo ascoltato e visto per la prima volta durante una trasmissione televisiva: rimasi colpito per il suo modo pacato di raccontare, per quelle sue caratteristiche di grande affabulatore capace di incantare e affascinare. Persone così sono piacevoli da ascoltare, anche se leggono la lista della spesa.

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    1. Sì, anche a me piace la sua pacatezza, mai sottomessa e così carica di fiera identità

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  2. Mai letto Maggiani. Forse potrei rimediare.

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  3. Maggiani lo trovo un autore affascinante ma tutt'altro che facile, bisogna essere determinati nel seguirlo nei sentieri che prende a volte che sembra abbia perso la strada e solo dopo tanto girare la ritrova.
    il romanzo della nazione m'è piaciuto solo dopo che ho assimilato il suo ritmo stralunato.
    più bello, a mio parere, "il viaggiatore notturno"
    massimolegnani

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    1. ...ritmo stralunato, dici proprio bene, Carlo. Lo "stralunamento è del libro così come del personaggio, un aspetto che avevo incamerato, ma trascurato di descrivere: tu me lo hai fatto riaffiorare.
      Devo leggere qualcos'altro di Maggiani per capirlo meglio, anche se su di me l'effetto stralunante,dopo una prima fase di sbalestramento, ha prodotto un effetto seduttivo.

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    2. ti consiglio caldamente "il viaggiatore notturno". Anzi se ritrovo una recensione (stralunata pure quella) che avevo fatto anni fa,le do una spolverata e tra qualche giorno la metto sul blog :)
      ml

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    3. avvisami quando la pubblicherai!

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    4. dammi qualche giorno, che sono stato via :)
      ml

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  4. Non ho mai letto Maggiani, anzi sono così ignorante da non averne sospettato nemmeno l'esistenza. Forse proverò in libreria.

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(tranne che in qualche rara occasione, perché occorre lasciare che ogni tanto Quel Mostro si mostri pubblicamente per quel .......che è)