giovedì 16 giugno 2016

mente, ville e stanze in elegante equilibrio


E' strano, è incredibile, eppure accade: parole scritte, immagini e molto altro si assemblano naturalmente insieme a costituire un sistema composito di richiami, di concetti tanto elaborati e complessi quanto sottintesi, anzi, così mi verrebbe da dire, appena sussurrati.
Capita soprattutto con le immagini: basta pensare a quante simbologie sono state messe a riposare nei grandi dipinti del passato.
Tempo fa, mi è capitato di fermarmi ad osservare questa vetrina in un negozio antico, una libreria tematica, in quel di Bassano del Grappa. 
Mi ha colpito la vicinanza dei tre titoli che si vedono nella foto: "Ville Venete", "la difficile eleganza dell'equilibrio" e "Stanze della mente": si va dall'architettura e dalla ricerca dell'eleganza formale alle parole in poesia. E che dire del titolo Stanze della mente? stanze che immagini eleganti tanto come le stanze delle Ville Venete. 
Cento, mille possibili intrecci di idee in questo accostamento di titoli, ravvicinati in uno spazio d'esposizione piuttosto contenuto: la vetrina fotografata corrisponde a poco più di una finestra.
Quante stanze avrà la mente che ha creato quest'accostamento? 
Potrebbe essere mai definito casuale questo "assemblaggio"? 
Quante e quali interpretazioni e collegamenti ha voluto suscitare già nel semplice passante? 
Aveva idea quella mente dell'infinità di agganci e di suggestioni che quei tre titoli insieme possono scatenare? 
Riusciva a percepire l'innumerevole serie di versanti tra loro apparentemente lontani che i tre titoli sembrano voler incrociare?
Mi piace immaginare la mano che posa questi tre titoli: mi piace immaginare la sensuale intelligenza che sta dietro quest'accostamento. Questa vetrina parla di chi l'ha composta, descrivendo una sensibilità e sensualità intellettuale non comune.



4 commenti:

  1. Veritiero e doloroso quanto tu affermi. Escludo che il libraio abbia azzeccato a caso -a colpo di deretano- questo accostamento felice che tu subito hai notato e addirittura fotografato, intendendo eternarlo per quanto ti fosse possibile. Sensibilità sua, sensibilità tua e di quanti altri? Notato un assemblamento di osservatori illuminati da quelle tre posizioni fatali? A bivaccarci davanti a quella libreria avresti potuto imbroccare un altro paio di sensibili menti come la tua e quella del libraio, sono pronto a scommettere, perché purtroppo so quanto poco la gente sia interessata alle vetrine così ben composte dei librai nostri conterranei, e anche a quelle meno ben costrutte. A meno che il libraio furbacchione, che sa, non metta in bella vista un bel lato B di una delle tante stellazze a buon mercato, magari sopra la copertina di un romanzo si successONE.
    Ma in questo caso l'alibi si potrebbe anche trovare: trattasi di una strada di passaggio e la gente, si sa, tira dritto perché ha cose più importanti da fare che soffermarsi per un paio di titoli ed una foto, come andare a comperare rapanelli freschi, o formaggini, oppure andare ad acquistare un gratta e vinci e grattarselo con gusto e la punta della lingua fuor dai denti. La dolce attesa del gratta gratta.
    Ma in una galleria degli Uffizi, dico devi pure pagare per introdurre dentro le tue chiappe dunque sfrutta italicamente il prezzo del biglietto, dico io, invece di fronte alla "Primavera" di Botticelli -che ci devi passare davanti per forza- una guardata per dritto, per sbieco e via di corsa. Ma cosa hai visto in un attimo, troglodita? Almeno venti secondi per il lato B delle tre Grazie, venti secondi per una e fanno un minuto. niente? Non dico soffermarsi per vedere da vicino il senso delle pennellate, quello interessa me che sono pittore, ma la delicatezza dei colori, la composizione delle immagini, quel soffio di vita che traspare e che pure un imbecille dovrebbe riconoscere, perché un'opera si definisce capolavoro anche perché tanti deficienti inchioda a terra con la boccuccia aperta a cul di gallina dopo che ha partorito l'ovetto quotidiano. Niente. Nada de nada. Nichts von nichts, o nix von nix alla bavarese.
    Quanto tempo sono rimasto davanto al Botticelli più famoso nel mondo? Un'ora credo. Volavano via come passerotti. Solo due coppie di turisti merrecani, hanno soggiornato per oltre dieci minuti parlottando tra loro. Non voglio nemmeno pensare a quel che si saranno detti.

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  2. Ti do mille volte ragione, anche se le tue considerazioni, assolutamente condivisibili, mi rattristano: proprio vero, manca la capacità di "guardare", i più si limitano a vedere, cioè ad esercitare il senso della vista.
    Ciao, passa un buon fine settimana,
    Sabina

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  3. Bello.
    Solo che son stanca di "vedere" adesso. Vorrei qualche volta, anche solo guardare...
    Bacino

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    1. Ogni tanto non succede nulla, il problema c'è per chi non si sa mai soffermare su nulla...
      A breve, scriverò un post prendendo spunto da una riflessione recente espressa da Sermonti sui nuovi modelli di apprendimento, che, in qualche modo, si può riallacciare a questo post...immodesta che sono!me la canto e me la suono!e uso pure Sermonti!
      Ciao, bellezza, salutami Sauris quando ci vai.
      :)

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(tranne che in qualche rara occasione, perché occorre lasciare che ogni tanto Quel Mostro si mostri pubblicamente per quel .......che è)