venerdì 25 novembre 2016

due valigie rosse


L'estate della perplessa donna occidentale iniziò con uno scambio di valigie in una delle stazioni più affollate d'Italia, nel fiume di uno dei più importanti nodi di smistamento ferroviario.
La donna occidentale incappò nello scambio con un ragazzo salentino, che si trovava ad un passo, massimo due, dalla laurea: entrambi con la valigia di colore rosso, se la scambiarono involontariamente davanti ad un'edicola della stazione. 
Ore dopo, accadde che  l'una aprì la valigia e trovò tutto quanto serviva per una tesi di laurea, computer e appunti ancora su carta compresi, mentre l'altro, il salentino, aprì la valigia e si ritrovò con un pugno non di mosche ma di altrettanto inutili abiti e scarpe da donna. 
La donna occidentale seppe solo dopo che la scoperta dello scambio era stata devastante: il ragazzo salentino s'era preso il più forte dei coccoloni, perché della tesi e degli appunti non aveva altre copie. 
Nello sfortunato scambio, il signor Fato volle però che il ragazzo salentino incappasse in una donna veramente testarda, con  spirito e tenacia da segugio-poliziotto.
Insomma, la donna occidentale, pur volendo tanto bene ai suoi sandali a fibbiette color canna di fucile, al suo vestito bianco spennellato di ondate di brillanti colori a tempera, all'altro abito con le spalline sottili, color cacao a piccoli pois beige, e alla borsa a listarelle scamosciate di mille colori, intuì subito il dramma dello sconosciuto e, impegnando tutta la sua leonina volontà, riuscì a rintracciare lo studente mutilato della tesi con miracolosa speditezza, unendo insieme i dati delle carte e degli appunti. Ovvio che, alla fine del dramma, la tipa si sentì un fenomeno poliziesco, dotato di un invincibile talento in tema di ostinazione.
Certo, quando la mancata commissaria tornò in possesso della sua valigia e l'aprì, trovò  i suoi vestiti tutti sconvolti: impresso sul disordine vivace degli abiti e delle scarpe c‘era la fotografia dello spavento passato nelle vene  e negli arti tesi dal terrore del ragazzo salentino, che, tornandosene al suo mare, aveva smarrito la valigia della della sua laurea e, per lo meno in quel momento, anche della sua vita.



12 commenti:

  1. secondo me è il prequel del dottore in bicicletta...

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    1. esatto, sto trovando riferimenti incrociati... Teacher sei la mia preferita ;) pure se vai a ballare il liscio

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    2. No, non vi seguo, non capisco a cosa vi state riferendo.
      In ogni caso non è il prequel di nulla, solo un fatto realmente accaduto!

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    3. in effetti il collegamento è improbabile, ma io e Gioia siamo degli inguaribili romantici e il tuo studentello una volta laureato inizierà il tirocinio e succederà questo (click) ;D

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    4. Sono andata a leggere il post, ma, dal mio punto di vista, fatico molto a "ritrovarci" un collegamento. E poi un salentino biondo è piuttosto improbabile, lo dico senza aver mai visto il padrone della valigia con laurea all'interno.

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  2. mi diverte questo brano, ha un linguaggio da favola surreale e un ritmo che mi ricorda una ballata leggera di Degfregori
    massimolegnani

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    1. Favola surreale-ma-vera...
      Accolgo lo spunto su De Gregori e lo metto in coda al post!
      :)

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  3. Sai, mi hai fatto ridere. Ho pensato se per caso aprendo la sua rossa non sua il giovane universitario vi avesse trovato dentro le lettere d'amore tra una signora della buona società ed il migliore amico del marito; se nel frattempo la signora della buona società avesse trovato dentro la rossa creduta sua la refurtiva del colpo di cui avevano parlato tutti i giornali e le TV nelle ultime tre settimane che cosa avrebbe fatto la signora della buona società, trasformatasi in detective, per recuperare le preziosissime lettere, e se una volta trovato lo studente non gli avesse proposto di dividere il malloppo.
    E io sono certo che lui avrebbe accettato, dopo aver fotocopiato ogni lettera onde ricavarne molto più denaro della metà perduta del suo malloppo.
    Carina no?

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    1. Hai viaggiato di fantasia, caro Enzo, e così facendo hai descritto almeno altre due "possibilità possibili" di evoluzione della storia.
      Comunque, il fatto è realmente accaduto.
      A me.
      In ogni caso, credimi, mi riempie di soddisfazione averlo trasformato e spacciato per una favoletta surreale, come ha scritto Carlo.

      p.s.: "signora della buona società" dici?...non mi ci ritrovo, ma ne rido alla grande!
      ;-)

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    2. Avevo intuito che il fatto fosse realmente accaduto. Meno che ti riguardasse, piuttosto una tua amica. Perché? Non so, così a pelle. Quindi mi sono ricordato di avere scritto qualcosa di nero -racconti per lo più- e me ne è scaturita un'ideuzza. Ho messo la "signora della buona società", cioè ricca e dalla posizione invidiabile, m non intendevo te, che forse sei di più di una "signora della buona società".
      Tschüß

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  4. Sorrido e, un pochettino-ino-ino, mi sento pure lusingata...dopo però espio, keine Sorge, mein Freund...

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