mercoledì 25 ottobre 2017

dolciastro? no, grazie!


" ricordi quel che t'ho raccontato per iscritto su mia madre? sai, volevo riversarlo con le dovute modifiche in un post e mi piacerebbe sapere da te se, per caso, lo hai trovato melenso...puoi dirmelo sinceramente, lo sai, apprezzerò sicuramente il tuo giudizio, lo sai
Questo chiedevo anni fa ad un blogger di lingua smerigliata, ritoccata ogni mattina con carta-vetro della più fine, tanto fine da portar via ogni scaglietta superflua e lasciar andare in onda solo il necessariamente vero.  
Non lo chiedevo a lui per caso: sapevo della sua onestissima schiettezza, della sensibilità senza ipocrisie del suo animo. Lo stimavo moltissimo per questo e posso affermare di non aver mai ascoltato da lui una filippica gratuita, contro nessuno. Per dirla banalmente: il mio amico aveva un animo francescano, senza essere frate e senza neanche aspirare a diventarlo.
Infatti, l'amico smeriglio, interpellato su quel dubbio spinoso, così mi rispose:
"...se è vero quello che hai scritto, non può essere troppo dolce, quindi non è come hai paura che possa essere....è semplicemente vero e bello..."
Non era quella una domanda che avrei posto a chiunque, a lui sì, però, perché sapevo che mi avrebbe detto la verità senza volermi accontentare. Così, dopo aver letto il suo parere, mi risollevai, afferrai il peso del dubbio d'essere melensa e lo buttai di sotto. 
Poi gli scrissi:
"Veramente, è un po' meno del vero, solo un po' meno, e quel po' lo è per una mia scelta di riserbo...non racconto mai cose non vere o travisate, ma attenuate talvolta sì ed è per riserbo appunto, o per il timore di mettere in scena un melodramma da strapazzo...quest’è un’ossessione per me...perchè, vedi, io lo credo davvero: la vita spesso è molto più del melodramma, ma talvolta può risultare difficile distinguere l’una dall’altro al primo colpo.
Mia madre era così, come l’ho raccontata in quel post. E quella storia della notte di san Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, una data che coincideva con il suo compleanno,  ce l’ho dentro da sempre, da che lei non c’è più, quindi neanche quella è pur una suggestione puramente letteraria, al massimo si tratta di letteratura fatta in casa da me, con le mie mani ed i miei ingredienti, quelli della mia vita vera. Grazie, però, so che mi hai detto il vero".
Il mio amico, lingua-scarna-e-smerigliata, mi rispose al suo modo netto, preciso e senza giravolte: 
"Senti, non star lì sempre a ringraziare e, però,  smetti anche di farti  troppe seghe mentali..."
E io:
“Sai che c’è? ora prendo penna e taccuino e, siccome hai proprio ragione sul fatto delle seghe mentali, me lo appunto per la prossima volta, e spero di ricordarmene. Grazie comunque... grazie del consiglio..ops! ho detto due volte grazie!"


8 commenti:

  1. Non conosco il tipo, conosco te. Deduco. Anche io non sono tenero e NON ho la lingua smerigliata, non riguardo mai quello che scrivo, e quando dico mai, intendo MAI.
    Adesso ti rivelo un segreto ma non dirlo a nessuno por favor. Io mi comporto così perché ho una fiducia illimitata nelle mie qualità: non so fare altro, solo scrivere e dipingere. Io mi comporto così perché sono un superbo, e sarebbe una tremenda offesa al mio EGO riguardare un testo. Significherebbe dubitare della mia grammatica, della mia sintassi, della mia capacità di esporre idee in successione ed anche accavallarle tra loro. Punto. Capito? Non andare adesso a dirlo altrimenti i miei tanti nemici gongolerebbero ed io non voglio che si compiacciano mai, ma che navighino nella propria merda.
    A capo. Io quindi non ho la lingua smerigliata e dico semper e dovunque quello che penso, che poi è esattamente quello che mi va di dire. Il tuo è un bel carattere, che dio te lo conservi anche in vecchiaia. Sei docile, forse anche troppo e chiedi scusa quando devi, quande senti di essere entrata dove non dovevi, e ringrazi. Sono due cose MAI TROPPE. Si tratta anche di buona educazione e di mitezza d'animo. Anche io ringrazio, il dovuto perché qualcuno ha fatto qualcosa gradita a me; e soprattutto io chiedo scusa quando so di avere sbagliato o ecceduto, ma anche le scuse sono una forma di superbia sottile e raffinata, nel senso che sono una dichiarazione di superiorità: io posso farlo perché il mio animo è nobile, voi che non lo fate avete l'animo vile e infimo dei traditori e dei saccenti.
    In complesso io ti do un sette e mezzo pieno per le tue qualità interiori, che esterni con soave nonchalance.
    D'altra parte se tu non fossi così come sei mi sarei ben guardato dal creare un rapporto letterario con te.
    Nicht vergessen: blaib immer ehrlich nach dein Bewußtsein. Es ist das wichtigste in dem Leben. Tschüß.

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  2. Una piccola precisazione: "lingua smerigliata" sta qui per persona schietta, senza peli sulla lingua, eppure sensibile quando e quanto serve.
    Sta qui il nocciolo della mia stima per quella persona e per tutte quelle come lei. Soltanto a persone così io chiedo un parere sulle mie cose, perché confido nel fatto che me lo diano con lo stesso spirito con cui io lo darei a loro, ovvero: schiettezza e sincerità, pure quando si tratta di cose delicate.
    Schiettezza e sincerità sono il sale dell'amicizia, così credo da sempre.
    L'amicizia, se vera, sa trovare la strada della sincerità anche quando ci sono passaggi/verità difficili da dire, delicate anche.
    Io cerco di essere così, sempre.
    Però, ed ecco un'altra precisazione, non sono affatto docile: chi mi conosce te ne potrebbe dire tante sull'aspetto ribelle del mio carattere, che mi accompagna sin da bambina e che è stato anche fonte di molti casus belli...
    Ribelle per nascita dico io, ma so quando devo dire grazie e quando devo dire scusa, perché tengo talmente tanto alle mie cose private e personali da pretendere da me stessa altrettanta attenzione nei confronti degli altri, purché si tratti di persone "per bene", non necessariamente amiche, ma "per bene", questo sì.
    Du bist ein guter Mann, Ich glaube, magari giusto un po' difficile, "spinosetto" direi...del resto, anch'io non sono mica una Ferrarelle, vale a dire una moderatamente effervescente"...e mò ridi! te lo ordino!
    Tschüß,
    S

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    1. Rido perché ti sei fermata al guter Mann e non hai continuato col tedesco. Nicht so einfach, nicht Wahr?
      Non avevo afferrato il senso della lingua smerigliata, pensavo ad un fine dicitore che cerca le parole e sottolinea in rosso e blu le ripetizioni gratuite ed eccessive...pensavo.
      Sottoscrivo il tuo testo parola per parola, tutte esatte, giuste e non troppe.
      Bis Bald.

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    2. E come avrei potuto tradurre la battuta dello spinosetto e della Ferrarelle?

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    3. Io l'avrei buttata in caciara: "heikelich und gar keine Stillwasser aber mit prickelnde Geschmack". Non sei d'accordo?

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    4. Ma così l'avremmo capita solo noi!
      Dai, quando si fa teatrino è carino avere un po' di pubblico, o no?
      Firmato: keine Ferrarelle Mädchen

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    5. Lo senti? Arriva dal fondo della profondissima sala: ...Applaus...Applaus...Applaus...

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