giovedì 22 giugno 2017

piattaforme primordiali


Il mio primo blog fu su Splinder: c'era un altro titolo e un altro nome.
Splinder era uno spazio un po' più spiccatamente giovanilista di altri, anche se non tutti gli iscritti della piattaforma erano propriamente cuccioli. A quell'epoca, distante ormai anni luce dal'attuale in termini di modalità di comunicazione, si sarebbe potuto dire che Splinder somigliava ad un pub o, meglio, ad una raccolta di pub, dedicati ai diversi generi, e di blogger, e di scrittura. La piattaforma chiuse nel 2011, lasciando una folla di orfani, dopo aver prodotto un vero e proprio fenomeno mediatico e persino un paio (?) di serate a tema, denominate "Splinder night", alle quali parteciparono in massa gli adepti e i seguaci (no, io non c'ero), assecondando il brivido di conoscersi di persona (leggi curiosità seduttive), forse piacersi, oppure odiarsi e via discorrendo. Alle serate seguirono post, articoli e sfilate fotografiche che non vi sto a dire (no, io non c'ero).
Alla piattaforma di Splinder era abbinata una chat, che si chiamava pvt. Veniva inserita automaticamente quando creavi un blog o anche, più semplicemente, un profilo. 
Mi sono chiesta spesso cosa significasse quella sigla (pvt)  e sono anche andata a cercare notizie su internet: beh,  è venuto giù un elenco di definizioni improbabili e distanti tra loro com'acché. Alla fine ne ho scelto una di mia invenzione, questa: persone velocemente transitanti...e ora cercherò di spiegare perché.
Quando ci si connetteva al proprio profilo sulla piattaforma di Splinder, la pagina del pvt era la prima ad aprirsi. Potevi leggere o anche ignorare i messaggi, ma, di certo, rimanendo su quella pagina, potevi cogliere tutti i transiti degli utenti splinderiani sul tuo profilo/blog. Ad ogni transito, infatti, vedevi apparire l'icona del transitante, che passava e scompariva velocissima. La velocità rendeva quel passaggio simile ad una strizzatina d'occhi o, in alcuni casi, alle manovre di destrezza di un borseggiatore. C'era chi passava per leggere un post, chi ti lasciava un messaggio o rispondeva al tuo, ma, soprattutto, c'era sempre una pletora di iconcine transitanti,  figurette occhieggianti e rapide rapide, di persone che verificavano il tuo stato di connessione, così, tanto per decidere poi cosa fare
E' ovvio che quel sistema serviva magnificamente alla torma di maschi a vocazione  predatoria, che popolava la piattaforma e vedeva in Splinder e nella sua chat un bacino di pesca che lévete...  
Facile immaginare quanti scocciatori e perditempo, talvolta discretamente aggressivi e/o con velleità seduttive da torelli allo sbaraglio, capitava di incontrare; però, dopo un po', imparata la lezione, sapevi di avere solo due alternative sulle quali spalmarti:  o decidevi di "oscurare" la tua presenza on-line, o mettevi una transenna chiodata per i più molesti, li mandavi cioè "a bannare". 
Tuttavia, seduttori non richiesti, molestie e molesti a parte, su quella pagina di chat ho incontrato persone davvero speciali, con le quali ho scambiato idee ed emozioni, visto anche che sul pvt non c'erano limiti nella lunghezza dei messaggi.
Ho conservato alcune pagine di quegli scambi, pagine bellissime, che ancor oggi mi piace rileggere.
Gran parte di quelle persone le ho perse di vista per diverse casualità, ma i loro messaggi sono rimasti a testimoniare momenti di vera comunicazione, avvenuti al di fuori dei commenti e senza spettatori. Con alcuni messaggi ho costruito a suo tempo dei post e, forse, ve li riproporrò qui, a breve.
In chiusura, vorrei ringraziare ancora chi, attraverso quella forma di corrispondenza, mi ha permesso di instaurare  uno scambio nel quale cultura del dialogo e del sentire riuscivano a convivere, senza porsi obiettivi stretti di guadagno personale in qualsivoglia direzione. 
Sono stati pochi, pochissimi, tanto che le dita di una mano bastano ed avanzano, ma voglio dire loro grazie, ovunque voi siate.

12 commenti:

  1. Di Solinder ignoravo l'esistenza prima di leggerti. Curioso questo pvt, nonché le tua nomenclatura in merito. Ti dico subito che a me non sarebbe piaciuto come mai mi è piaciuta na botta e via. Io non potrei sopravvivere due minuti in un ambiente che non mi dà il tempo di orientarmi. Strano: io leggo da Myrtilla's house una sua breve poesia e al volo le scrivo la mia; io ho un'idea di un quadro e zac lo faccio velocemente, ma la gente voglio soppesarla, annusarla, toccarla qua e là, sopra e sotto la cintola per decidere se mi piace oppure no.
    Questo tuo blog mi piace, lo dico chiaro e tondo, altrimenti non ci perderei il mio tempo. Il merito è tuo e anche mio: il tuo modus scribendi mi sollecita, la tua onestà intellettuale mi capta. Provoca la mia intellettuale onestà. Bello no?
    Rimaniamo così che mi piace proprio.
    Ich hätte gern dich unarmt, aber es ist zu warm und nass. Entweder warten wir heute nacht oder morgen früh um sech Hur. Schlaf gut. Bis bald.

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    1. Sai che c'è, @Vincenzo? c'è che quella era un'altra epoca, mediaticamente parlando, anche se "dista" da noi di pochi anni. E Splinder era un vero calderone, piuttosto confusionario volendo, un pozzo di roba insomma, se mi passi l'espressione.
      Il pvt era una chat, né più e né meno, e io non le ho mai frequentate, tranne che su Splinder, dove riuscivi comunque, scremando moltissimo e "diserbando" ancor di più, a trovare persone con cui scambiare messaggi che erano in realtà mail, niente a che vedere con le porcate mordi e fuggi. Certo, magari dipendeva dalle persone, come sempre, dal loro modo di rapportarsi con gli altri e così via. Ovvio, come ho scritto nel post, che c'era gente molto fuori, (non di testa soltanto...), che dovevi mandare a quel paese prima di subito, a volte anche brutalmente.
      Tieni presente però che io avevo un blog, non un semplice profilo, e che, di conseguenza, gran parte delle persone che arrivavano su pvt erano per lo più lettori e commentatori, gente cioè con cui si era instaurato già uno scambio di idee: ecco, credo che questo facesse la vera differenza.
      Bis bald, mein Freund.

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  2. Immagino stesse per "privato" :)
    Splinder: ci bazzicavo per via del blog di un paio di amici, che scelsero quella piattaforma. E ricordo che fu un trauma per loro, quando chiuse. Non si è nemmeno mai capito il motivo.

    Peccato che Blogspot non abbia iniziative di questo tipo, e nemmeno la Blogger Night :)

    Moz-

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    1. Ma sì, @Moz, certo che stava per privato, ma mi piaceva giocare con la sigla per rendere più folcloristica la descrizione del sistema dei messaggi, capisc'ammé...
      Quanto al motivo della chiusura, che dire? misteri della fede!

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  3. Anche io, non su splinder, ma in un altrove, ho intessuto corrispondenze pienissime e profonde, belle davvero.
    Nella vita reale, come in quella "virtuale", ci si perde di vista, si fanno strade diverse.
    Ma il tratto di strada percorsa insieme resta.
    E il ricordo talora si fa nostalgia. A me succede così. :)

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    1. Hai ragione, Alea, è proprio come nella vita reale: ci si perde di vista, ma il tratto di strada percorsa insieme resta, con tutta la sua intensità intellettuale e sentimentale (detto nel senso generico di sentimento, di sentire, non in senso necessariamente romantico).
      Certo, la nostalgia rimane sempre, ma, secondo me, nessuna nostalgia varrà mai più del piacere di essersi incontrati e capiti...e anche questo vale pure nella vita reale.
      E' un piacere trovarti qui,
      S.

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  4. Moz, in realtà sta ai blogger agire: Recentemente io e Cavaliere Oscuro del Web coinvolgemmo molti altri blogger in questo progetto http://agoradelrockpoeta.blogspot.it/2017/02/langolo-del-rockpoeta-no-signal.html ed inoltre alcuni anni fa quando i blog erano più forti e numerosi di ora, ci furono tante iniziative alcune anche molto concrete come quella per una blogger Acquilana che aveva perso quasi tutto e che aiutammo.

    SABINA, io avevo all'epoca solo alcuni blogger che erano su splender e trovavo la piattaforma incasinata ma c'erano blogger interessanti.

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    1. @Daniele, condivido il tuo giudizio sul calderone Splinder: era come entrare in un suq medio-orientale, dovevi cercare, scegliere e creare temi di confronto.

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  5. Ero su anobii...stessa intensità di scambi. Belli, profondi.
    Ecco, adesso non so perchè, ma non riuscirei più.
    Ho bisogno di mani da toccare e voci da sentire.

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    1. A te, spunto essenziale, e un po' a tutti, ho risposto nel nuovo post
      :-)

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