sabato 22 luglio 2017

l'otto rovesciato, il simbolo dell'infinito

(∞)
 “Ci sono due famosi labirinti in cui la nostra ragione spesso si perde: problema della libertà e necessità da un lato, dall’altro continuità e infinito” (G.W. Leibniz)


E' caratteristica dell'infinito  l'assenza di fondo,
ed è immensamente attraente andare alla ricerca dell'infinito
e del suo mancato fondo.
Alcuni amori, a volte,  somigliano all'infinito.
Capita raramente, ma quando accade non puoi resistere dal cercarne
l'inesistente fondo. 

9 commenti:

  1. Stiamo diventando romantica, Sabi? Gli ultimi due post annunciano una nuova fase della tua vita? Sarebbe bello.
    Mi è sempre piaciuto -fin dal liceo- quell'otto supino a simboleggire l'infinito.
    Due sono le cose che mi sono rimaste impresse nella mente: sto segno che il prof di matematica fece sulla lavagna. Bello, pensammo, un otto a panzetta. E poi la prima frase di latino al secondo mese del quarto ginnasio. Era una famosissima favoletta di Fedro: "In aquitrino pullus gallinaceus, dum quaerit escam, margheritam repperit". Non si mangiò la perla, la sputazzò via disgustato.
    Eh sì, carissima, è l'assenza di fondo, come dici tu, di un limite che caratterizza l'infinito. Ma gli amori, anche i più sentiti un "fondo" lo hanno sempre: è là dove il grande amore è iniziato. Gira, gira e lì ritorna. È una cosa umana, concreta -sembra assurdo che un amore possa essere concreto, ma è così- e quindi cerca il fondo dove ha avuto inizio l'amore. Lo troverai di sicuro. Allora, per favore, non prenderne spavento.

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    1. Bello,sì, il simbolo dell'infinito: ha dalla sua, come accade spesso per i simboli matematici, la semplicità della sintesi e la complessità di un concetto anche filosofico, l'infinito, appunto.
      Sai, mi ha sempre affascinato la vicinanza tra il concetto matematico e quello filosofico.
      Quanto al fondo, dico che va letto come complessità da conquistare. Più un amore è complesso, più il suo fondo è complesso e interessante da conoscere. Ma questo, almeno per me, non rappresenta un pericolo, una preoccupazione, anzi...
      E poi, così credo, la profonda complessità facilmente coincide con la profonda istintività...o nno?

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    2. Parto dalla domanda finale: certamente no. L'istinto è l'istinto, la complessità -soprattutto quella mathephilosophica- prevarica, precede e conclude ciò che l'istinto non può cogliere, perché non ci si sofferma mai sopra. Io istintivamente sento il feeling con una persona, ma poi ho bisogno della valutazione complessiva che mi avvalori e dia forza all'istinto. Mai sottovalutarlo, mai sopravalutarlo.
      Nell'amore la complessità è garanzia di oculatezza, intelligenza e sensibilità, quindi garanzia di durata, che poi è quel che più conta.

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    3. Non sono d'accordo, perché io credo nel binomio complessità-unità, che equivale a dire che l'istinto è il punto di partenza, sì, ma non è separato dal resto.
      Vedi, io tendo a pensare alla complessità come risultato della storia individuale, originale ed irripetibile di ognuno.
      Una delle tante volte in cui non siamo d'accordo, checché ne pensi "qualcuno"...
      ;-)

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  2. L'attrattiva dell'infinito è anche la magia del mistero

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    1. Sì, è l'infinito incarna anche la tensione, ideale ed emozionale.

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  3. è quasi una condanna, a mio parere, questo istinto che raramente è toccare il cielo con un dito, godere dell'infinito assoluto, più spesso è un avvitamento al basso, un contorsionismo diffidente come a chiedersi..ma sono davvero felice? (lo so, ho travisato le tue parole, ma questo pensiero mi hanno ispirato :))
    ml

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    1. Anch'io ho dato questo senso. O meglio, l'uomo tende a riportare gli assoluti verso terra, perdendone inesorabilmete lo slancio.
      Accade quasi sempre, è accaduto a me.

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    2. A Carlo:
      vorresti forse dire che sei andato fuori tema? io preferirei dire che hai dato un altro tema,che hai aggiunto...
      A Gioia:
      non so, non so rispondere, forse la chiave di volta può essere nell'accettare l'infinito in quanto tale, qualcosa nel quale siamo ricompresi, ma che non si esaurisce nel perimetro del singolo individuo...oddio! mi sa che sto esagerando di brutto con queste divagazioni!

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