martedì 29 agosto 2017

il suono della fontanella

Amo sognare i rumori che non ci sono, soprattutto quelli che non ho, perché son quelli che mi piacciono di più,
spesso sono rumori che appartengono ad altri luoghi, sperduti paesi di montagna per esempio,
o rumori di fontanelle che regnano sovrane in assenza di traffico...



Una volta mi svegliai d'inverno, in albergo, in un paesottoo d'Abruzzo. La mia finestra dava sulla piazza principale, grande e piena di bar ma, alle sette di una domenica d'inverno, era deserta.
La fontanella era regina del suo cortile- era all'interno di una scuola elementare- ma era regina anche di tutto quanto aveva intorno: s'era sposata con il silenzio del primo mattino e cantava con voce di ragazzina.
Mi venne da piangere pensando a quanto perdevo ogni volta che quel miracolo accadeva ed io non lo potevo ascoltare dalla finestra-fortezza della mia abitazione di città.
Perché in ogni bel silenzio riposano mille e più vite da ascoltare.

Io credo che nell'essere e nell'esserci, presenti cioè a noi stessi e attraversati dalla vita, anche violentemente attraversati, a volte consegnati anzi ad essa, alle sue braccia, così come ci consegneremmo al più appassionato degli amanti, si realizzi l'unione d'ogni nostro momento, sia esso eros o amore o ogni altro istinto emozionale.
L'unicità e la sovrapponibilità di sentimento, pensiero ed emozione riconducono ogni nostro moto alla passione connaturata all'istinto vitale, un valore che non può essere vissuto nel chiuso del proprio piccolissimo universo o, men che mai, contro il resto del mondo.
Perché la passione di vivere è una sola, anche e persino nel dolore, per quanto ciò sia difficile da accettare sul momento e, spesso, anche dopo, anche molto tempo dopo da che quel dolore ci ha colpito e affondato.


C'è una frase che mi uscì una volta:
"la mia profonda malinconia, strascico e pulviscolo dei miei dolori antichi e mai del tutto consumati ed esauriti, persino quella, quando ci ripenso, mi appare come una forma di passione, quasi che la passione sia il tutto, il sentimento, la dimensione capace di riassorbire ogni cosa, persino il dolore e la malinconia più estenuanti: passione come sentire di molte facce e di un'unica anima".

Perché le diverse emozioni sono solo un mutare di segno di un unico fuoco.
Che la passione vi sia sempre accanto e vi tenga in  vita, per davvero.

8 commenti:

  1. Noto una sincronia di movimenti e di suoni, esistenti o immaginati, e l'idea di passione che tutto sublima. mescola, rimescola e filtra rigenerandolo. Più che un post sembra trattarsi di poesia, che scaturisce spontanea senza solleccitazioni. C'è un'ondata di poesia nuova che sta sommergendo il web, almeno quello da me frequentato, che non può che farmi piacere, come se finalmente tutto il fango accumulato al fondo abbia trasumato i suoi intenti grossolani tracimando la parte migliore di sé e di noi. Forse è la rivalsa della natura nostra, di origine divina, che si ribella all'orrore di tanta bassura.
    Un respiro di libertà troppo a lungo represso e trattenuto, che sbocca finalmente fuori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tra poesia e passione non c'è confine, amico mio

      Elimina
    2. Insomma: "sconfinatamente tuo...tua...nostro".
      Così?

      Elimina
  2. Vorrei però a volte "sentire" di meno...

    RispondiElimina
  3. Lo comprendo, Gioia, lo comprendo bene...

    RispondiElimina
  4. la malinconia è passione che si finge assopita.
    ml

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo, tempo fa ne diedi una definizione molto simile...se la ripesco te la mandò in un prossimo commento/ post.

      Elimina

Da amministratrice unica del mio blog mi riservo di decidere il destino dei commenti "inopportuni", offensivi e/o minacciosi. Sempre.