giovedì 24 agosto 2017

un letto di anima e carta

Nel tempo, gli aveva passato da leggere i libri che aveva amato di più, e questo avveniva soprattutto all'inizio.
Le piaceva consegnarglieli usati, nella copia già maneggiata e amata dalle sue dita.
Gli aveva regalato anche i suoi vecchi fogli a quadretti, quelli dove si era raccontata a vent'anni, scritti a mano e ingialliti: glieli aveva affidati da conservare qualunque cosa accadesse, a lei e a loro, anche l’imprevedibile. 
In un anno, da che si conoscevano, lo aveva colmato di carte, di parole, di racconti, versandoci dentro tutta la vita possibile, che aveva avuto prima di lui: era la sua scommessa, fiera e  impossibile, sugli anni perduti.



Forse fu per questo, per la sensazione di essersi reciprocamente percorsi attraverso le loro vite passate,  ma anche, straordinariamente, attraverso le esperienze che avevano mutuato dai libri letti e amati, che lui, una sera, le scrisse così:

sai, ieri immaginavo di comprare una copia di tutti i libri che io e te abbiamo più amato, i più importanti nella nostra vita, di strapparne tutte le pagine più rilevanti, di appallottolarle e ammonticchiarle sul nostro letto fino a riempirlo completamente, poi di sdraiarmi tra le palline di carta con te, sprofondandoci dentro fino ad esserne ricoperto interamente e fare l'amore con te senza fine: sepolti, covati e cullati da loro, i nostri libri,
nel nostro letto fatto di
anima e carta.
(dedicato a G.)

10 commenti:

  1. Ho letto e riletto un paio di volte questo tuo post per capirne il senso recondito. Ma ce l'ha? Un'immagine anche bella quella dell'amore fatto tutta notte in un letto ammantato di palline di carta, formate da pagine di libro appallottolate, di tutti i libri fondamentali delle vite di costoro, ma fine a se stessa. Dove sfocia sto fiume
    dove sbocca sto flusso di palline di carta? Che senso ha? O forse il senso è solo quello della immagine, bella certamente, ma un tantino psichedelica dei due amanti che galleggiano in un'isola di carta? Potrebbe darsi che io sia ancora un po' intronato dal narcotico della mia operazione, per cui aiutami, amica mia. Conosco la profondità dei tuoi ragionamenti. Non piantarmi in mezzo al guado. Fammi capire bitte.

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    1. In un certo qual senso, amico mio, ti ha risposto per me Carlo.
      Non chiedermi il senso, il fine o lo scopo di un'immagine immaginaria.
      Potrei risponderti con due parole: una, usata con finezza da Carlo, è azzardo, l'altra è percorsi, e questa la ritrovi nel testo del post.
      Conoscersi e riconoscersi, anche, sottolineo "anche", attraverso i libri piú amati non toglie nulla alla profondità e alla concretezza dell'amore, anzi.
      Ripercorrere l'uno la storia dell'altra anche, risottolineo "anche", è un modo, non facile ma non illusorio, per capire chi siamo e come lo siamo diventati.
      Spero d'essere riuscita a dire...un abbraccio

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  2. per una volta l'azzardo è stato premiato.
    perchè azzardo è stato, affidare ad altre mani i libri amati e le proprie carte.
    Un gesto intimo a cui lui ha saputo rispondere con un'intimità ancora maggiore, quel letto di carta, di vostre carte, anche solo immaginato, è sublime.
    ml

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    1. Devo dirlo: la tua finezza di interpretazione mi tocca.
      Te ne sono grata.
      Ti ho citato nella risposta data a Vincenzo.
      Ti abbraccio.

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  3. Una lettera d'amore che racchiude l'essenza stessa del loro modo d'amarsi. L'ho trovata un'idea strabiliante.

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  4. Se un uomo ti ha scritto parole del genere, deve essere l'uomo della vita.

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    1. Sì, lo penso, anzi, ne sono consapevole, @Euridice

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  5. Ah bè. Allora G è lui.
    E io che non ci arrivavo.

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