giovedì 2 novembre 2017

nudità oneste

Si può riuscire a sembrare migliori di quel che si è realmente. Riesce spesso e a  molti, persino ai meno dotati.
Si può camuffare la povertà dei termini e dell'umanità con quella certa carineria che svapora nel nulla.
Si può barare con una ripassatina di scadente zucchero a velo, e rivendersela come  tenerezza e bontà d'animo.
Si può dar fuoco alle polveri e credersi grandi piromani di ogni aspetto dell'esistenza solo perché si riesce a fare tanto rumore.
Si può passare la vita ad inseguire obiettivi piccoli-piccoli e credersi grandi-grandi nel farlo.
Certo, in una cerchia di poco o nulla dotati dell'anima si può riuscire a fare una figura discreta, a patto però di non svelarsi mai. Oppure ci si può anche svelare, di corpo e di animo, rimanendo nudi ed evidenti nella propria pochezza e confidando nella cecità dei più.
Ma, così credo, sarebbe comunque prudente non  procedere mai con eccessiva sicumera, perché potrebbe sempre capitare, magari una sola volta nella vita, di imbattersi in un occhio vero e realmente pensante con il quale trovarsi a fare i conti.
E' decisamente meglio allora tenersi l'onestà  dell'innocenza, di quella tessuta a doppio strato di coraggio e di incoscienza e lasciar viaggiare l'anima negli anni, anche a costo di fare la figura ridicola dello sprovveduto. Solo in una condizione di nuda onestà si potranno nominare a voce piena anche gli incubi più neri e, magari, addirittura condividerli. 

13 commenti:

  1. Osservazioni assolutamente giuste e pertinenti le tue. Considerazioni che anche io ho fatto verso la metà del secolo scorso. Da ragazzo, alla fine del mio liceo classico ci tenevo da matti all'impressione che davo agli altri di me. Retaggio certo di una educazione simil ottocentesca avuta da mia madre soprattutto che giustamente sosteneva "non sei quello che sei ma quello che gli altri pensano di te". Aveva ragione? In quel periodo storico e dal suo punto di vista , certamente.Ma io non potevo sottostare alle sue idee seguendo pedissequamente i suoi insegnamenti, me lo impediva il mio orgoglioso carattere, il mio impellente bisogno di indipendenza e di libertà, la mia voglia di essere quello che ero per me innanzitutto, e poi per gli altri, i coprotagonisti della mia vicenda umana. Ho scelto questa strada e mi sono subito trovato a mio agio. Ho provocato molte amicizie -di chi era come me, di chi se ne strafotteva del giudizio altrui- e molte di più, moltissime di più, inimicizie ma di quella gente non me ne fregava nulla, anche se -vedi caso- erano tutte persone "arrivate", e se capiss, camaleonti di se stessi, pronti a genuflessioni plateali e segni di croce plurimi, e altrettanto pronti a bestemmie orripilanti sol che il vento cambiasse direzione.
    Non cambierei nulla del mio percorso, tornando indietro, nulla di nulla. Mi piaccio così.

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    1. Aggiungo di mio: io non so se mi piaccio così e forse non mi voglio neanche porre il problema, so che solo così mi sento di essere quel che sono...che gente terribile siamo, eh?!?

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    2. Non mi pare. Siamo gente libera che vuole vivere la propria vita secondo i propri canoni; soprattutto siamo onesti con noi stessi. E qui faccio riferimento a quello che tu rispondi al commento di Daniele. Il problema sono i voltagabbana, quelli che cambiano opinione col cambiar del vento.
      Chi come noi va avanti sia che il vento gli sbatta in faccia sia che gli spinga le terga certamente ce l'avrà sempre dura. Ma ci si fa l'abitudine, nicht Wahr? Man geht weiter noch besser und noch schneller.
      Tschüss.

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    3. Infatti, ci si fa l'abitudine, per necessità aggiungo io, perché non sei capace di fare diversamente

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  2. Essere se stessi senza sovrastrutture credo sia fondamentale. Forse, oggi, questo principio sembra essere leggermente fuori moda, ma resto convinto che sia un principio essenziale per vivere bene almeno con se stessi.

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    1. Sai, @Daniele, io credo che molti, tutti noi siamo prima o poi costretti a fare una parte che non ci appartiene, ma l'importante è farlo giusto se costretti dalla necessità. Il vero problema sta nelle persone che dicono una cosa oggi e ne fanno un'altra domani; che adulano qualcuno adesso e ne sparlano subito dopo; che mentono spudoratamente pur di"convertire" le ragioni del mondo alle proprie menzogne e vanità.
      Ce ne sono, tanti e tante, alcuni/e si ritrovano pure a "menzognare" allegramente insieme, sputtanandosi così l'uno/a con l'altro/a...uno spettacolo da vietare ai minori...

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  3. d'accordissimo, l'importante è essere limpidi. Credo che pur con tutte le nostre imperfezioni si faccia comunque una figura migliore che essere finti :)
    massimolegnani

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    1. Limpidi ma non scemi, @Carlo, come ho cercato di chiarire con mia Euridice.

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  4. Non mi fido più di chi si professa limpido, innocente e candido.

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    1. Quella di cui parli è un'altra cosa.
      Conosco bene quel genere di persone, anche loro fanno parte dei finti, a pieno diritto.
      Sai, non mi sembrava d'aver dipinto un'immagine da finto/a sprovveduto/a e io stessa mai crederei a chi si professasse "limpido, innocente e candido", perché, minimo, (con le migliori attenuanti direi) sarebbe uno/a che non ha mai vissuto.

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  6. Infatti il problema è sempre con chi decidi o scegli di confrontarti.
    Io sono inesorabilmente attratta da chi fa luce, dispostissima a starmene in ombra, pur di nutrirmi. Altri mal tollerano luci diverse da quelle che credono di emanare...

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    1. Quant'è vero, cara Gioia!
      In effetti non ha senso confrontarsi con le personalità border-line, (più border che line...), o con soggetti in preda al cronico delirio egotico.
      E di esempi c'è ne sono...ah se ce ne sono...!

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