lunedì 20 novembre 2017

treni solo apparentemente diversi

Henry Cartier Bresson
Sai, solo con te posso comunicare questi pensieri, sia perché so che li comprendi, sia perché so di raccontare qualcosa che conosci bene: in questo senso tu rappresenti per me un tesoro assoluto e spero sempre di esserlo anch'io per te. 
Tu sei la scialuppa, l'unica, con la quale so di poter approdare sempre ad un'isola di comunicazione senza timori...e questo vorrei essere anch'io per te, sempre...
La mia isola per te è sempre ferma in quel punto di mare che conosci bene, e spero che tu ti senta sempre padrone di portarci ogni tua emozione.
Sai, io ci credo, ci credo davvero, perché è bello crederci e perché credo all'impossibile: credo che in una prossima vita saremo sicuramente insieme, lo saremo da subito, da giovanissimi.
Ci comunicheremo le esperienze e attraverseremo i cambiamenti che verranno, mettendo tutti i pezzi in comune, talvolta buttando tutta all'aria e un minuto dopo ricomponendo, e chi se ne importa della fatica.
In questo percorso, ci sembrerà talvolta di prendere treni diversi, ma una volta saliti, magari non subito, ci ritroveremo nello stesso scompartimento. Allora faremo finta di meravigliarci, perché ci piace far teatro come due ragazzini, ma poi ci prenderemo in giro, ci diremo un sacco di fesserie e rideremo come scemi senza bisogno di bere vino. 
E ogni cosa troverà il suo posto.
Ciao, amore, e ricordati sempre anche tu di quando mi hai scritto:

Il peccato più grave che puoi commettere è perdere il contatto con te stessa, dimenticarti qual'è il tuo valore e permettere a qualcuno di mancarti di rispetto.
Se mi vuoi bene e mi ami, non farlo, non farlo mai. E se ti accorgi di averlo fatto, ravvediti subito! Così permetterai anche a me di essere di nuovo felice,
G.


14 commenti:

  1. ridere come scemi, da sobri, è il massimo della sintonia
    massimolegnani

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    1. Dio mio com'è vero, Carlo!
      Il riso come espressione di gioia senza scopo e senza motivazione ha qualcosa di divino!

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  2. Cose del genere me le scriveva un mio ex. Salvo poi rimangiarsele a parole poche ore più tardi... Ora mi viene da ridere, una volta ci stavo male.

    P.S. Qual è: senza apostrofo.

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    1. Io, per mia fortuna, non mi sono ancora dovuta ricredere e una caduta del genere la vedo difficile ormai, sai com'è...

      p.s.: Qual è: hai ragione, perché non è un'elisione, ma ormai lo scrivo così da anni e mi sembrerebbe di fare torto al povero signor Quale...pazienza, dai...

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  3. I casi sono due, per parafrasare mio padre: o ti inventi tutto, amore poetico e uomo della tua vita, oppure no, è realtà trascritta.
    In questo caso non credi di esporre la tua privacy agli attacchi di certi sacripanti?

    PS. fai attenzione agli apostrofi, ci sono in giro maestre assai pignole e un po' monotone.....

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    1. È tutto vero, la prima parte, la mia, e la seconda, di G.
      Per la pubblicazione chiedo sempre il permesso, trattandosi di "bene comune", ma non ho mai avuto rifiuti fin qui.
      Quanto ai Sacripanti...problemi loro che sia invidia o altro, per me possono impiccarsi dove si trovano più comodi: io non li disturberò di certo!
      Infine, io alle pignolerie preferisco le licenze poetiche, se così si può dire, se non altro sanno più di matto e a me i matti sani piacciono molto, da sempre.
      E poi mi viene in mente la pignolata, dolce del profondo sud...quello sì che merita!

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  4. E' rarissimo trovar 'rifugio' in un'altra persona. Qualsiasi tipo di rapporto vi sia con un'altra persona è difficilissimo arrivare ad esser l'isola dell'altro.

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    1. @ Boh , non è detto, in alcune relazioni cosiddette clandestine, " il bello ed il gioco" è tutto lì...
      @ Sabina K, bello scritto, anche se trovo l'amore sopravalutato, ma tantè, sarà l'età, mia, il fatto che sia risolta sentimentalmente...comunque come diceva qualcuno " nessun uomo è un isola " ...figuriamoci l'amore .
      ciao!

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    2. @S. Io non ho specificato ma. per esperienza personale, concordo con te al 100%.

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  5. Rispondo a Boh, ma la risposta vale anche, in parte, per S.:
    sai perché questo tipo di incontro è così raro? Perché troppo spesso si scambia l'isola con l'isolamento e si dà vita ad un amore malato.
    In questo senso, cara S., certo che nessun uomo è un'isola, e neanche nessuna donna, io per prima...
    Quanto alla sopravvalutazione, mi viene di dire che nessun esperienza, soprattutto in tema di sentimenti, è misurabile con un criterio "esterno", perché nessuno di noi può conoscere profondamente le dinamiche e le alchimie che sono alla base di ogni singola relazione;anche in questo caso io per prima non sarei in grado di farlo
    Un saluto caro ad entrambi

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    1. Isola e non isola.. è sempre raro ma allo stesso tempo un piacere, riuscir ad esser se stessi con un'altra persona.

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  6. Bene,carissimi, io rimango serenamente del mio parere, anche se né io, né G., abbiamo 15 anni!

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  7. SE come credo racconti di vita vissuta sei un essere fortunato: l'isola cui approdare come l'hai descritta è un evento raro, per molti di noi resta un'utopia per tutta la vita. Non penso che tale fortuna debba avere per forza un'età anagraficamente definita, penso che l'intuito e la comprensione precisa e perfetta di chi hai di fronte nel momento preciso in cui lo incontri sia fondamentale. Se quella intuizione ti attraversa e si organizza dentro di voi il miracolo si compie ed è per sempre. Fai bene a scrivere di questi argomenti e non credo ai sacripanti, il testo è troppo levato per tali individui; noto solo che l'appunto grammaticale di Mia Euridice su un mio blog avrebbe scatenato un inferno destabilizzante. Io avrei evitato quell'appunto.

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    1. Un inferno destabilizzante? addirittura?
      Beh, bisogna avere tempo e testa ('a capa freska, dicono a Napoli) per sperperare così le energie. A me mancano sia il tempo, sia la testa.
      E poi io non ho MAI voglia di amministrare controversie del tutto superflue: c'è ben altro nella vita, nel bene e nel male, di cui occuparsi.
      L'appunto in sé è assolutamente corretto e si vede che Euridice ci teneva proprio a ricordare la giusta regola.
      Io, di solito, anzi direi sempre, non correggo mai né la grammatica, né l'ortografia di nessuno, ma io sono io (ed è la prima volta dopo non so quanti decenni che metto tre volte io in una frase).
      Delle eventuali intenzioni inespresse e/o retropensieri di chiunque non mi occupo più da troppo tempo: mi interessa la realtà. Soltanto.

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