venerdì 12 gennaio 2018

la concretezza non ha paura

Oprah Winfrey, un personaggio fatto di luci ed ombre, un discorso, quello pronunciato in occasione del premio Golden Globes,  che ha lasciato il segno e che merita d'essere letto e visto, perché è un esempio di concretezza ed efficacia comunicativa giocata anche sulla sentimentalità del profilo e della storia personale, senza scadere nel sentimentalismo.
Così l'ho letto e ascoltato io quel discorso e, per la verità, l'ho anche molto apprezzato, perché mi ha suscitato diverse riflessioni e domande, soprattutto in merito alle differenze culturali, e non solo, che governano la comunicazione e, quindi, anche la politica, da noi e altrove, in questo caso in America. 
Da noi vince sempre, o quasi, la retorica e/o l'astrazione.
La caduta nella retorica fine a sé stessa dipende dal fatto che qui da noi la comunicazione , anzi i comunicatori non sono quasi mai capaci di usare "il personale" in senso politico e, quando, assai di rado,si avventurano su questa strada, finiscono per scadere nel sentimentalismo, annullando il valore della "messa in comune" del racconto biografico, relegandolo in una frequenza tragicamente individualista, che con la politica e la dimensione sociale non ha nulla a che vedere.
Altrettanto, la nostra capacità comunicativa pecca troppo spesso di astrazione: ciò avviene sia per il timore diffuso di cadere nel sentimentalismo ricorrendo a riferimenti troppo personali, sia per una propensione un po' deviata alla rappresentazione teorica puramente descrittiva.
Qui di seguito inserisco il video in lingua originale e consiglio di leggere la  traduzione integrale, presente su molti siti, di gran lunga preferibile alle frasi tradotte e sottotitolate passaggio per passaggio, perché questo tipo di traduzione è, a mio parere, "approssimativa" in alcuni tratti fondamentali del discorso.



Lo so, a volte, la concretezza e l'ottimismo a tutti i costi, elementi tipici della cultura americana, degenerano in una forma interpretativa del reale e della politica piuttosto superficiale, ma qui, nel discorso della Winfrey, io ho avvertito un realismo storico e biografico coraggioso,mostrato senza pudori, neanche di ordine sentimentale.



Metto qui in coda un video, precisando che è tutto vero, avveniva ieri sera in via Condotti:

l'ho ascoltata in diretta: la potenza della voce era impressionante.

7 commenti:

  1. Ignoro di quale discorso della Winfrey tu stia parlando. Io la conosco come una grande conduttrice americana, Se me ne fai un accenno potrò dirti la mia, sempre che ti piaccia conoscerla. Sulla nota della mancanza di molte cose nel rapporto cogli elettori dei politicanti nostrani ti dirò che mancano soprattutto l'empatia e la sincerità. È ormai noto. Trattasi di una casta che da tale si comporta.
    Invece la fanciulla cantante credo -ripeto credo- si tratti della figlia di Mara Zampieri, famoso soprano lirico dei miei anni teatrali, che io ho conosciuto personalmente a Karlsruhe negli anni 80. Aveva il ruolo di protagonista nella Francesca da Rimini, diretta da Marcello Del Monaco amico mio perché interista sfegatato, il figlio del grandissimo Mario, interista e tenore di fama mondiale. Le ragazza di via Condotti non era ancora nata, ma la voce è quella di sua madre dal volume fortissimo e gli acuti altissimi.
    Penso fosse una Camera nascosta, perché non credo abbisogni di oboli stradali. Deve però fare attenzione: potrebbe fregare la voce cantando in una strada all'aperto in una sera invernale.
    Posso sbagliare ma per me quella è la figlia di Mara Zampieri.

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  2. Mi scuso con te e con gli altri che hanno letto, @Vincenzo, perché ho dato tutto per scontato e mi sono limitata ad inserire il solo link del video del discorso, senza precisare nulla, neanche l'occasione in cui è stato pronunciato.
    Se rileggerai ora il post troverai tutto più chiaro.

    p.s.: la tua osservazione in merito ai pericoli per la voce di chi canta per strada in inverno è stata subito anche mia...un eccesso di arte che è sgorgato irrefrenabile?...chissà!
    Bella la tua ipotesi sulla Zampieri, mi piacerebbe sapere se ci hai preso!

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  3. Confesso che piu del discorso della Oprah, intenso si' ma ad uso delle dinamiche interne americane (gia si parla di lei come della prossima candidata democratica alle presidenziali e questa loro facilita al travaso da una qualunque professione alla politica non mi piace, preferisco la nostra classe politica per quanto difettosa sia) mi ha affascinato la cantante sconosciuta dalla voce cristallina. Bellissima l'ipotesi di Vincenzo che trova connessioni incredibili, ancora piu bella se non risultasse reale (a me sembra, dall'inflessione, una cantante di origine rumena) perche ci coinvolgiorebbe tutti in una minima follia (mi perdoni Vincenzo, quel "minima follia" vuol essere un omaggio, non certo un'offesa)
    massimolegnani

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    1. Caro Carlo, io non mi inalbero mai con chi è educato e civile come te.
      E poi casomai avrei da ridire per la "minima". Io convivo da sempre con la "massima" follia. Tutti gli artisti sono matti, chi più chi meno, ma il minimo comune multiplo è un valore assai elevato.
      Ho ipotizzato che la fanciulla canterina potesse essere la figlia di Mara Zampieri proprio per quel suo accento strano, per gli acuti che partono dal basso ventre e per la potenza e l'estensione della voce, nonché -dulcis in fundo- del colore, somigliantissimo a quello di Mara.
      Lei era padovana, ma sembrava una slava. Alta sopra la media delle alte, rossa naturale di capelli, un po' pienotta ma non cicciona, solo gradevolmente abbondante. L'ho conosciuta molto bene per la Francesca da Rimini di Zandonai a Karlsruhe, dove oltre due fondali dovetti dipingere un suo ritratto 200 x 130 centimetri. Volevano darmi una fotografia sua e una di uno dei sontuosi costumi di scena. Non ero tenuto a farlo, ma accettai a patto che posasse di persona.
      Era una splendida donna di 34 anni, che rideva come una matta appena io attaccavo col romanesco, perché lei a Roma ci stava una meraviglia, e le piaceva il mio dialetto, come a tutte le venete. Così avevo fatto la prima breccia nelle difese di Anna Maria, friulana DOC. Con un romanesco antico al limite della pornografia e della parolaccia.
      Oramai avevo finito le pose, ma lei continuò a venire ancora un paio di volte per "farsi quattro risate".
      Le rifeci un ritratto un anno dopo -più piccolo, mi pare un 170 x 120-
      sempre dal vivo per l'Adriana Lecouvreur di Cilea.
      Non conosceva troppo bene la parte mi disse, perchè Adriana non era ancora nel suo repertorio, e allora mentre posava se la ripassava, cantando a mezza voce, qualche volta a piena voce, i suoi pezzi ed i recitativi. Ho studiato la sua tecnica di inspirazione e di dominio del diaframma; ho sentito la voce nei minimi dettagli, da due metri distante dalla sua ugola.
      A me la marmocchia sembrava sua figlia. Potrei sbagliare, ma aveva tutto di lei.
      Ciao Carlo.

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    2. Ciao Vincenzo, mi fa piacere che hai inteso nel verso giusto le mie parole.
      l'episodio che racconti è suggestivo e ancor più suggestivo sarebbe se "la marmocchia" fosse davvero sua figlia. chissà!
      buona serata

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    3. Sono molto felice per questo vostro scambio, davvero!
      A Carlo rispondo che l'intensità comunicativa del discorso di Oprah mi ha colpito anche perché, come ha scritto Vincenzo, "...nel rapporto cogli elettori dei politicanti nostrani ti dirò che mancano soprattutto l'empatia e la sincerità...". E' giusto quel che dici sulle dinamiche politiche interne americane, ma a me è rimasto il gusto di un discorso senza orpelli e senza sbavature sentimentaloidi.

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  4. .e mi scuso per gli strafalcioni da analfabeta, ma blogspot non mi permette correzioni

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