mercoledì 24 gennaio 2018

questioni di gusto



Mi piace l'intelligenza di gusto amaro, perché il gusto amaro traduce la consapevolezza e l'esperienza, anzi: ne è la traccia più evidente.
Mi piace l'intelligenza di gusto fondente, capace, all'occorrenza, di dotarsi di comprensione e riservatezza.
Mi piace il disincanto senza superbia, capace, all'occorrenza, di viaggiare con la fantasia come se fosse verità, una cosa che sa di gioco, un po' come fanno i bambini quando dicono: "facciamo che io ero..." e ci credono fino in fondo,
Mi piace la dignità senza prezzo e senza ostentazione, ché la dignità o c'è o non c'è, non la puoi barattare con l'assoluto orgoglio, perché non sono affatto la stessa cosa.
Mi piace tutto ciò che è saldo sulle radici, che è filtrato dall'esperienza e che, nonostante tutto quel che accade, conserva il candore e la poesia della scoperta del mondo.

16 commenti:

  1. è proprio l'esperienza, se usata bene, a conservarti il candore e a farti stupire di ogni scoperta.
    massimolegnani

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  2. Io ho scritto un post su quel che non voglio, tu su quello che ti piace.
    In generale, il cioccolato lo voglio fondente. Almeno 72% se no che cioccolato è?!

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    1. Non dovrebbe esserci differenza tra ciò che si vuole/desidera e ciò che piace...che ne dici?
      Sul cioccolato poi voto anch'io fondente for President!

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  3. Mi piace l'intelligenza almeno al 72% se non che intelligenza è?!

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    1. io direi pura, visto che ci siamo!
      troppo carina questa, @Pier!

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  4. Io sono spuria. Cioccolato bianco, in cui il cacao è praticamente assente e i grassi di ogni tipo abbondano lietamente.
    Chissà come posso trasporre questo, parlando di umanità...

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    1. no, cioccolato bianco no, Gioia mia!
      E il cacao dove lo metti?
      Io, da bambina, lo mangiavo persino in polvere, appena annacquato e con un po' di zucchero!

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    2. No: polvere di cacao con un tantino di latte freddo. Da piccolo ce n'era sempre mentre di cioccolato nada de nada. Lo nascondeva ben bene mamma perché io avevo problemi intestinali. Non era vero, ma lei se l'era messo in testa e non glielo levavi nemmeno con le pinze.
      Col latte freddo era buonissimo. Nonna aveva capito che il sorcio fossi io, ma non ha mai fatto la spia a mamma e a me non è mai venuto il mal di pancia.

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  5. Il cioccolato non c'entra niente, tanto mi piace tutto, fondente e no, liquefatto e solido, con nocciole e con mandorle. Io mi interesso di intelligenze. Quelle disincantate, spontanee, che non si fabbricano paraventi per diventare misteriose, che lasciano buchi qua e là per dare all'individuo che le possiede la sensazione di non essere der beste, e dato che lo abbiamo definito intelligente se ne renderà conto senza sforzo. Quelle intelligenze volte a creare qualcosa di diversamente visibile a seconda di chi guarda, intelligenze che siano orgogliose e competenti delle loro potenzialità che siano in grado di mettere a disposizione di tutti. Intelligenze che accettino il confronto con tutti anche con quelli non al loro livello, perché essere intelligenti significa anche essere umili. Forse sono andato fuori tema e non me ne frega niente perché era l'argomento di cui volevo parlare e perché non rileggo mai quello che scrivo. Questo avviene perché sono superbo -forse è qui il mio manco- e penso, avendone abbondantissime prove, che mai mi sia capitato nel parlare e nello scrivere di rimanere col naso alto per non saper concludere una frase o un concetto.
    Possiamo annoverarla fra le pagine del "tinello web" Sabina? Occorre un interlocutore. Una ci sarebbe, ma con me non dialoga più. Forse Remigio, chi sa?
    Tschüß Sabina.

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    1. Visto che mi hai chiamato in causa, o meglio nel tinello di Sabina, caro Vincenzo, eccomi qua. Vedi, parlare di intelligenza, per me, è come parlare di donne: entrambi i casi mi mettono in difficoltà per la loro complessità e mi fanno sentire incompetente e inadeguato. Le donne non sai mai come prenderle e ti scivolano via: sono come una valigia senza manico. La stessa cosa si verifica con l'intelligenza: è difficile trovare un modo per definirla. Con certezza, però, posso dirti una sola cosa: se vuoi sapere quanto sia stupido un uomo, basta metterlo a confronto con una donna bella: perde tutta la sua dignità e la sua intelligenza. :-) Un caro saluto e spero che Sabina non si stanchi della nostra invadenza :-)

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    2. A Vincenzo:
      ma certo che puoi! il tinello-web sta qui per questo!
      Sulle intelligenze condivido tutto, soprattutto la capacità di lasciare ad ognuno lo spazio nell'interpretazione del "visibile" come lo hai definito tu, soprattutto la capacità nel mettersi a disposizione di tutti, (magari lasciando da parte i rompi-rompi, eh!).

      A Remigio:
      perché dovrei stancarmi?
      se venite qui a parlare vuol dire che vi trovate bene, cosa c'è di meglio?
      ;-))

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    3. @ A Renigio. Adesso faccio lo sborone, Remigio. Sarà che io ho avuto la fortuna di avere una madre bellissima e una zia, la sua gemella, altrettanto bella che mi coccolava come fossi figlio suo (dicono che questa di avere un figlio in due sia una caratteristica delle gemelle. Per quel che mi risulta è vero), sarà che casa mia era piena delle loro amiche anche troppo belle, io non ho mai avuto problemi con donne belle, che con me -ero un bamboccetto- erano prodighe di carezze e baci e mi lasciavano infilare le mani nei loro seni (mi piaceva da matti e mi è rimasto sempre anche da adulto e lo farei anche adesso da vecchietto), dico sarà per questo che non ho mai avuto soggezione delle belle donne, al punto che mi andavo a cercare le più belle e le più difficili, altrimenti non mi davano soddisfazione.
      Punto primo: le donne sono tutte diverse le une dalle altre. Chi si vanta di avere un metodo per conquistare TUTTE dice una boiata. Quindi bisogna innanzitutto studiare il soggetto per formulare una tattica. Però se la tipa è molto bella sarà anche molto ricercata ed omaggiata. Io, che solo da tipe del genere venivo attratto, usavo un metodo. Posto che se ha tanti spasimanti MAI mettersi in fila, perché diventi un numero. Allora in quel caso devi prenderla a pesci in faccia, insomma detto alla romana "nun te la devi propio cacà", anzi le devi far capire che nemmeno esiste per te. Per lo più funziona immediatamente, perché cercherà di provocarti, e tu niente.
      Succede che la sera nel suo letto si farà venire il magone. "Guarda quello stronzo...ma domani glielo faccio vedere io con chi ha a che fare". Morale: farà i suoi piani, ti odierà, ma penserà solo a te ed a nessun altro.
      L'indomani tu devi lasciare a lei l'iniziativa. Nel frattempo, se già non lo sapeva, si sarà informata e saprà tutto di te (ogni donna sa come fare, noi uomini no, facciamo solo casini), quindi verrà lei a cercarti sapendo dove trovarti. Attaccherà discorso pensando di avere a che fare con lo stronzo della sera prima e lì tu puoi metterla col culo a terra: cambi totalmente atteggiamento, facendo la persona seria, facendole magari -ma larvatamente- intendere che ti sei accorto di quanto lei sia bella e affascinante, e lei non ci capirà più una mazza. Non potrà più conciarti come voleva lei, perché tu sei un altro e non capirà -questo è il sugo di tutto- chi cavolo sei. A quel punto con calma ma determinazione premi pian piano l'acceleratore e la macchina parte. Senza paura, provare per credere, funziona.

      @ A Sabina. Grazie della condivisione. Ne ero convinto. A mio giudizio tu appartieni alla categoria delle donne molto intelligenti. Nel tuo atelier web...no, nel tuo bazar web...nemmeno, ma com'era...ah già, nel tuo tinello web mi ci trovo benissimo.

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    4. Questo tuo racconto di seduzione è un vero pezzo da teatro, Vincenzì, di quello dei bei tempi andati!
      Mi ci sono divertita da morire, nel senso migliore del termine, eh!
      Tschüß e a-ri-Tschüß!

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  6. Crescendo si acquista consapevolezza, ecco perché dal cioccolato al latte ora preferisco solo quello fondente, più è amaro e più mi piace ;)

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    1. perché è essenziale, "cacao essenziale"

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