lunedì 5 febbraio 2018

zuffe di parole


Mi prende a volte il desiderio (lo sghiribizzo si sarebbe detto in un italiano desueto, ma pur sempre bello da leggere e da scrivere) di scrivere un post incomprensibile, pieno di suoni privi di qualunque accettabile senso.
Mi verrebbe, a volte, questa voglia per imitare certi  personaggi e/o commedianti, che se vanno a spasso per luoghi reali e virtuali, convinti di spargere preziosità altisonanti, semplicemente mettendo in croce le parole.
Mi riferisco a  discorsi letti o ascoltati qui e là, spesso  spopolati di concetti finiti,  discorsi che, nel senso tanto profondo  quanto vago che vorrebbero rappresentare, finiscono per somigliare più che altro a "zuffe di parole".
L'istinto cabarettistico, che da sempre mi accompagna, mi spingerebbe a produrmi una volta in una sorta di imitazione, un grammelot concettuale ispirato ad uno di questi sproloqui senza fondo, dove si mescolano perversamente  l'istinto dell'esibizione con l’alterigia, la contorsione mentale con dosi massicce di follia…chissà, forse un giorno mi ci cimenterò.
Ma, tuttavia, sento di dover fare una distinzione netta tra il parlare inutile e disarticolato (e, sottolineo, volutamente disarticolato) e i discorsi dei veri pazzi, perché nei discorsi di questi ultimi il più delle volte si avverte un disegno/ percorso di sofferenze e di sentimenti  profondi, magari difficile da districare, ma intuibile. Perché la vena sproloquiante  dei pazzi è, di fatto, spesso impastata di poesia, è un discorso poetico che sgorga da un disagio profondo, mentre quella dei guitti senz'anima è solo una zuffa di pensieri che si traduce in una zuffa di parole e di concetti, esplicitazione di un’attitudine vanesia a mostrarsi ostentatamente contorti  per di poter dire al resto del mondo: voi non mi potete capire (in soldoni: il problema è del mondo-stupido e incapace- non mio).

12 commenti:

  1. zuffe di parole... si ora che mi ci fai pensare mi è capitato di incontrarle in giro, molto più frequentemente di quanto pensavo... ma ne riparleremo presto :)

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    1. caspita, quante se ne incrociano!
      ;-)

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  2. Sabina che bella idea vincitora. Stamattina il gorgoglio del platano silente mentiva agli zufolanti dell'opificio analogo sopravvalutati come le scarpe di camoscio fino che portava mia moglia la sera della mangiata globale dai grechi. Ah quali mutevoli assemblaggi di volenterosi in cerca di serramanici volanti,avviluppati tutti quanti alla passera notturna che cinguetta belando.
    Il nostro furore fluorescente mentre che si avvita alle scale ancora non interamente pulite come si converrebbe se fossimo tutti alberelli appena fioriti, mentre invece no.
    Capita, accidenti se capita che certa immaginazione ricorrente si ammorbidisca al pensiero di dover sottostare ad una camicia appena stirata, che poi chi se ne frega se al giorno di poi la si dovesse rimettere ad una cagna incinta prossima al partorimento dei suoi cuccioli. Pensateci bene: sono cuccioli e rimangano cuccioli per sempre.
    La madre dei sordomuti non è scritto da nessuna parte che debba essere lei la cieca di Sorrento, magari la maga di Benevento, chi lo sa. Adesso pappati la colazione imbrigliata alle ortiche del palazzo di fronte sempre più verdi e pizzicose di quelle del palazzotto nostro gagliardo e tosto, e salutami con la mano dai tuoi lidi ai miei, senza riflessione congenita.
    Come faccio io spolverazzando giulivo il tegame desueto e mal digerito di coccinelle poco lucenti per mancanza di opicina e di profumo di biada.
    Ognuno vada per la tua strada ma si prega di non portare cani a spasso spiscianti ad ogni cantone svizzero afflatato e comunque amputato dei suoi pidocchi arguti e silenzianti. Ti saluto fiochevolmente luce lontana e gabbiadosa, pensami questa notte e anche la prossima che io penso a te quando che mi giro a sinistra, chi lo sa perché.

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    1. E' carinissima!!!
      Io però pensavo più ad una cosa fluttuante tra lo sfoggio storico-filosofico-vattelapesca e la malinconia esistenzialista francese in salsa di zafferano.
      Ci dovrò lavorare un po', mica facile...

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    2. Mollala, ché mi inserisco in simultanea, ti sopravanzo e dopo mi lascio risucchiare. Chissà che non diventi un eccellente diversivo alla monotonia di questi ultimi anni di blogghismo di massa.

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    3. Grande Vincenzo! Sabina, hai innescato Vinc ed ora la faccenda si fa molto interessante!

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    4. Ma che bello!
      quasi quasi lancio una catena: il delirio in scrittura!
      Nel prossimo post proporrò una mia versione di delirio e, a seguire, riporterò quella di Vincenzo, ma vi invito tutti a dare pane e parole al delirio!
      Quanto mi piacciono ste cose!

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  3. Ecco perchè alla fine parolo più volentieri con i matti che non con le persone che altre persone considerano normali.

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    1. Ehi, tu, signor Boh, dai, partecipa alla catena del delirio di scrittura, hai già almeno un pezzo perfetto da proporre, quello del post sui dialoghi con tua cugina! Hai sicuramente i numeri per farlo!

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  4. Anche l'anelito cabarettistico abbiamo in comune!!!
    E il musical? Che mi dici del musical?

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