venerdì 17 novembre 2017

fuori e dentro le piazze

L'amore è un'arma a doppio taglio, ma  è anche un passe-partout: apre le porte al mondo intero, perché annienta le questioni inutili, annienta il non-senso e diventa il senso d’ogni non senso.
L'amore è un mantello volante: ti si mette sulle spalle e ti fa salire oltre, oltre ogni volta che è utile, necessario e sensato farlo.
L'amore sa farsi tenda sul tetto del mondo, che si chiami Everest o chissà come, diventa tenda chiusa al rumore inutile e molesto, quello che ci terrebbe tanto a divenire fastidio senza rimedio.
L'amore guida l'equilibrio e la quiete, senza dimenticare mai il
senso del sentimento e della passione, senza smettere mai d'entrare nel profondo d’ogni azione.
L'amore non ha bisogno di chiacchiere esibizioniste o di proclami.
L'amore per esistere non ha  necessità d'essere gridato sulle piazze.
L’amore non ha bisogno di farsi partito, clan o che so io, perché l'amore, per essere vero, non ha bisogno di diventare opposizione a qualcuno o a qualcosa, né, tanto meno, di essere esibito ed agitato in aria come una scimitarra, salvo poi colpire malamente persino il suo oggetto.
Legarsi in un'intesa d'amore e d'amicizia non è obbligarsi ad un patto accecato da furore ideologico, della serie "o con me o contro di me", perché l'amore ama e preserva con lo stesso naturale istinto affinità e diversità.
L'amore ama le piazze piene di gente e ci si trova bene, perché l’amore vive dentro al mondo.
Ma l'amore sa farsi bastare anche soltanto una piccola piazza tutta sua, dove si riconosce e riesce a ridere persino delle più piccole scemenze.

mercoledì 15 novembre 2017

onomatopee


Questi raffigurati qui sopra sono alcuni esempi di onomatopee, (dal greco νοματοποιία), termini convenzionali correlati al suono o rumore dell'oggetto o soggetto, suoni d'immagine, se così si può dire, molto usati nella letteratura fumettistica, frutto di una sintesi non solo sonora, ma anche, a mio parere, concettuale riguardo ai sentimenti e, soprattutto, agli "sbotti" di carattere.
A volte mi capita di incontrare persone che sarebbe divertente e assolutamente efficace descrivere solo con le onomatopee, raffigurandole insomma " a suon di suoni e fumetti".
I tipi cui penso di più sono gli 'ncazzosi a prescindere, (detto di uomini e donne in ugual misura, senza ricorrere alla distinzione tanto cara ad alcuni dell'isteria femminile, che attinge ad un'idea riduttiva e intrinsecamente razzista di un sentire uterino). Gli 'ncazzosi a prescindere sono quanti digrignano i denti contro il mondo tutto, inteso come entità/destino costantemente impegnato ad accanirsi contro di loro. 
E una descrizione a botte di onomatopee riuscirebbe efficace anche per certi tipi vezzosi, tutti garbo e malizia, che, a prescindere dall'età anagrafica e dal loro reale sentimento/pensiero/giudizio, spandono con sospetta generosità complimenti generici, spacciandoli per affabilità e saper vivere, mescolate senza troppa attenzione a giudizi che vorrebbero essere taglienti, ma che si rivelano per meschinerie profonde.
Un romanzo dei caratteri costruito a fumetti ed onomatopee...potrebbe essere un'idea...