sabato 22 luglio 2017

l'otto rovesciato, il simbolo dell'infinito

(∞)
 “Ci sono due famosi labirinti in cui la nostra ragione spesso si perde: problema della libertà e necessità da un lato, dall’altro continuità e infinito” (G.W. Leibniz)


E' caratteristica dell'infinito  l'assenza di fondo,
ed è immensamente attraente andare alla ricerca dell'infinito
e del suo mancato fondo.
Alcuni amori, a volte,  somigliano all'infinito.
Capita raramente, ma quando accade non puoi resistere dal cercarne
l'inesistente fondo. 

mercoledì 19 luglio 2017

l'amore gli diede la penna



In quale arrondissement mi porterai oggi, grande amore mio,
mia guida e compagna d'anima?
forse a Parigi abiteremo insieme
spicchi di mondo saremo, tra caleidoscopi di umanità.
Ce ne andremo visitando lavanderie, negozi di scarpe
e mercati rionali
comprando scarpette rosse e frutti di ogni colore.
Voglio camminare con te abitando il mondo
prendendo in giro gli stolti che non capiscono
illuminati soltanto dalle persone belle
che benediranno il nostro cammino e ci seguiranno con lo sguardo
fino al loro ultimo, sorridente angolo di visuale.
(anonimo, poeta per amore)

venerdì 14 luglio 2017

la lettera V

La Verità ci è dovuta, ma  non riusciamo ad imparare a pretenderla, la Verità.
La Verità ci è dovuta e solo la superficialità può indurci a ritenerla non Necessaria.
E’ di pochi giorni fa la notizia della richiesta di archiviazione per l’uccisione di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, un altro capitolo che si vuole chiudere senza verità e, quindi, facendo a meno anche della giustizia.

Parlando dei misteri-schifezza d’Italia, Michele Serra così scriveva qualche anno nella sua rubrica L’amaca” “…è tutto confuso in un viluppo che sarebbe perfino vitale, perfino espressivo (la decadenza è sempre un kolossal), se non avessimo l’odiosa percezione che tutto questo ha come unico scopo la manomissione della verità".
Troppo spesso la verità in Italia è stata e rimane inconfessabile: "troppo dura perfino per un popolo cinico come il nostro", scrive Serra, che conclude: “non siamo pronti per la democrazia perché non siamo pronti per la verità”.
E’, quest’ultima,  un’affermazione terribile, senza via d’uscita, ma dolorosamente vera: è la fotografia del nostro convivere, all’insegna di uno "svezzamento civile" e di una presa di consapevolezza da parte di ciascuno che non si realizza mai e, anzi, sembra farsi sempre più irraggiungibile: il senso del riscatto e della dignità perennemente mancati.
Ma, nonostante quest’amara coscienza,  sento di volere lo stesso credere che qualunque verità è migliore della mancata verità, perché dopo aver saputo occorre, per forza di cose, decidere che fare.
E da fare, dopo aver saputo, ci sono solo due cose: soccombere o ricominciare.
Io credo, voglio continuare a credere, nella forza determinante che il dramma della mancata verità imprime sulle vite comuni, quando il confine, l’alternativa, è tra  lasciarsi morire o ricostruire.

Inserisco a fine post un video con Erri De Luca, perché in qualche modo c'entra con l'argomento, anche se potrebbe sembrare non strettamente collegato.
Le parole di De Luca  mettono dei punti, riportando al concetto di valore le cose apparentemente  scontate, sistemandole nella giusta luce, ridando loro visibilità.