martedì 16 gennaio 2018

da sola


Una giovane donna piange silenziosa sulla metropolitana.
Ha un viso biondo, come i suoi capelli, una bocca sufficientemente carnosa da riempire un broncio, ma il suo è un broncio slabbrato di una tristezza che non si trattiene, che non si cura di dissimularsi tra la gente.
La guardo e mi sento inopportuna a starle di fronte, e sento  anche di potermi ritrovare tra lacrime uguali alle sue, forse perché oggi è una giornata no, di quelle un po' tristi, per tanti motivi e per nessun motivo e io, come in tutte le giornate no, mi sento di vivere controvento. Perché in giornate così ti capita di cogliere ogni minimo movimento di foglie, pure di quelle che se ne stanno sperdute a tremare negli angoli delle strade, pronte per essere spazzate via, ma ancora vive.
E' incredibile come la pena, scorrendo, riesca a contagiare. Accade soprattutto quando la pena è sottile, più vicina alla malinconia, ma persistente, e  pungente anche: una lama che ti riga silenziosamente, quanto basta per farti bruciare la pelle.
La donna bionda rimane per lunghissimi momenti con gli occhi chiusi e il capo leggermente rovesciato, sembra cercare concentrazione nella sofferenza, sembra dedicare attenzione e studio al suo dolore, sembra prendersene cura. E' persino languida: si abbandona alla sua tristezza e, insieme, la guida e la trattiene, la fa stare tra la folla. 
Di quando in quando scuote la testa e subito si rimette racchiusa, lo fa con lentezza, poi, sempre di quando in quando, con precisione di gesti, raccoglie l’umido dal viso con delicate mosse delle dita.
Penso a quando sarà sola, a casa sua, e potrà svestirsi di tutta la tristezza o gridarla contro i muri.
Mi chiedo se si sentirà più libera allora.
Io, intanto, devo scendere: è la mia fermata, la devo lasciare alla sua storia.

p.s.: qui sotto Dolores O' Riordan,
scomparsa ieri, a 46 anni.

venerdì 12 gennaio 2018

la concretezza non ha paura

Oprah Winfrey, un personaggio fatto di luci ed ombre, un discorso, quello pronunciato in occasione del premio Golden Globes,  che ha lasciato il segno e che merita d'essere letto e visto, perché è un esempio di concretezza ed efficacia comunicativa giocata anche sulla sentimentalità del profilo e della storia personale, senza scadere nel sentimentalismo.
Così l'ho letto e ascoltato io quel discorso e, per la verità, l'ho anche molto apprezzato, perché mi ha suscitato diverse riflessioni e domande, soprattutto in merito alle differenze culturali, e non solo, che governano la comunicazione e, quindi, anche la politica, da noi e altrove, in questo caso in America. 
Da noi vince sempre, o quasi, la retorica e/o l'astrazione.
La caduta nella retorica fine a sé stessa dipende dal fatto che qui da noi la comunicazione , anzi i comunicatori non sono quasi mai capaci di usare "il personale" in senso politico e, quando, assai di rado,si avventurano su questa strada, finiscono per scadere nel sentimentalismo, annullando il valore della "messa in comune" del racconto biografico, relegandolo in una frequenza tragicamente individualista, che con la politica e la dimensione sociale non ha nulla a che vedere.
Altrettanto, la nostra capacità comunicativa pecca troppo spesso di astrazione: ciò avviene sia per il timore diffuso di cadere nel sentimentalismo ricorrendo a riferimenti troppo personali, sia per una propensione un po' deviata alla rappresentazione teorica puramente descrittiva.
Qui di seguito inserisco il video in lingua originale e consiglio di leggere la  traduzione integrale, presente su molti siti, di gran lunga preferibile alle frasi tradotte e sottotitolate passaggio per passaggio, perché questo tipo di traduzione è, a mio parere, "approssimativa" in alcuni tratti fondamentali del discorso.



Lo so, a volte, la concretezza e l'ottimismo a tutti i costi, elementi tipici della cultura americana, degenerano in una forma interpretativa del reale e della politica piuttosto superficiale, ma qui, nel discorso della Winfrey, io ho avvertito un realismo storico e biografico coraggioso,mostrato senza pudori, neanche di ordine sentimentale.



Metto qui in coda un video, precisando che è tutto vero, avveniva ieri sera in via Condotti:

l'ho ascoltata in diretta: la potenza della voce era impressionante.