venerdì 2 ottobre 2020

finale

a quanti mi hanno seguita fin qui:

confermo la mia volontà di chiudere quest'esperimento blog.

Ho pubblicato un ultimo post dedicato a Vincenzo perché non potevo sottrarmi, no davvero.

Ho pubblicato un post per spiegare cosa può accadere di brutto, sgradevole e, vorrei aggiungere, maleodorante a chi scrive su di un blog: è stato più che altro un modo per mettere in comune con altri un'esperienza negativa e aiutare (forse) chi legge a prevenirne di simili. 

Non so se riaprirò mai un altro blog: in verità questa formula mi appare ormai fin troppo superata, ridotta a rappresentare una sorta di circolo di quartiere, nel quale ci si scambia sempre meno in termini di opinioni e sempre più in termini di veloce saluto di passaggio. 

Ma, tranquilli, non voglio fare una predica in stile "o tempora, o mores!" anche perché c'è già più di un santone in circolazione  a predicare su questi argomenti e, sinceramente, i discorsi di questi profeti del giorno del Giudizio Universale (le maiuscole ci vogliono proprio, servono a dare consistenza alla cupezza dei soggetti appena citati)  mi appaiono più una difesa dei propri "territori intellettuali oltraggiati" che una vera riflessione. 

Per riflettere sul serio occorre mettersi dentro alla discussione, cioè mettersi in discussione, accettando anche i cambiamenti (accettare, non subire!), nel web più veloci che in qualunque altro posto. Con questo non voglio affermare che ogni cambiamento in questo ambito della comunicazione è sicuramente peggiorativo o migliorativo rispetto al "prima": non amo i nostalgici del minuto immediatamente precedente, mi è più congeniale mettermi semplicemente fuori, ad osservare, accettando, ma soprattutto scegliendo, di non stare più dentro ad un sistema che non mi attrae più.

Sì, preferisco uscire e attendere, cercare altrove, perché la guerra con le parole al mondo che cambia è una cosa che sa di vecchio e, prima o poi, anche di morte.    

Un saluto a tutti, lascio qui una melagrana, un frutto sempre pieno di sorprese, la cui immagine mi piace particolarmente, 

Sabina

mercoledì 30 settembre 2020

istruzioni per arginare molestatori seriali, odiatori seriali & soprattutto perditempo senza speranza

Provate a mettere in atto quest'esperimento seguendo la serie di indicazioni che vi spiego qui di seguito.

1) dotatevi di un rilevatore di accessi al vostro blog e consultatelo di frequente (senza, beninteso, farne un motivo di vita, eh! ché ce ne sono di passatempi più interessanti nella vita!).

2) per caso notate degli accessi ripetuti, compulsivi, "immotivati" al vostro blog, magari provenienti sempre dallo stesso IP e località geografica? 

3) per caso questo tipo di accessi si verificano soprattutto di notte? 

4) per caso i suddetti "sconclusionati" accessi avvengono in un periodo in cui pubblicate poco e/o raramente e, dunque, senza elargire una quantità decente&attraente di materiale ai lettori?

5) ancora, di seguito al punto 4: per caso, componendo un'onesta equazione tra il materiale che avete pubblicato recentemente (poco o nulla, per esempio, nel mio caso) e gli inspiegabili accessi ed eccessi di qualche lettore ossessionato, (magari prevalentemente notturno, simil-Nosferatu, privo di qualcosa di più proficuo cui dedicarsi nottetempo) vi risulta evidente una sproporzione a dir poco mirabolante tra il non-senso del numero di accessi del Nosferatu in questione e la modesta quantità di spunti di lettura presenti sul vostro blog? 

4) per caso, in aggiunta a tutte queste visite eccentricamente anomale, Google inizia ad inviarvi messaggi di allerta, perché qualcuno tenta di accedere al vostro account e, magari, guarda caso, lo fa segnalandovi un IP che corrisponde pari-pari a quello degli accessi ossessivi che avete già rilevato da soli?

5) per caso l'IP in questione è da voi ben conosciuto, magari anche da parecchio tempo, e riconducibile a persona a voi già ben nota?

Bene, carissimi, se si verificano tutte queste schifose condizioni sappiate di essere nel mirino di un pirata senza dignità, un soggetto molesto, con la vocazione, forse, dell'odiatore seriale, un misero perditempo. 

La miglior cosa da fare, dopo aver prontamente cambiato la password del vostro account, è accendere una candela a santa Rita, che, da santa degli impossibili qual'è, potrebbe trovare un'occupazione migliore al Nosferatu di turno e, forse, convincerlo a ritirarsi a vita saggiamente monastica...oppure procedere con una denuncia...  

Ecco, anche se non ho più voglia di scrivere sul blog, volevo regalare a quanti passano e leggono questo piccolo manualetto anti-pirateria, nato da un'esperienza personale, diretta, un' esperienza che ho voluto mettere a disposizione di tutti: a volte, sapete, non c'è insetticida che tenga o mazzata verbale che basti e tocca aprire, anzi no! spalancare gli occhi!

Un saluto a tutti,

Sabina K.

giovedì 24 settembre 2020

DEDICATO A VINCENZO IACOPONI

SU DI UN'IDEA DELLA BLOGGER MARIELLA, IN RICORDO DI VINCENZO IACOPONI, CHE CI HA LASCIATO UN ANNO FA, PUBBLICO UNA SUA POESIA, CHE LUI STESSO INSERì A COMMENTO DEL MIO POST INTITOLATO "Come Charles Aznavour".


PER TUTTI NOI VINCENZO RIMARRà PER SEMPRE UNA GRANDISSIMA LEZIONE DI CORAGGIO E DI AMORE PER LA VITA, CON IL SUO MODO INSUPERABILE, PROFONDO E MERAVIGLIOSAMENTE UMANO DI ESSERE E SAPER STARE AL MONDO.

Quello che mi è mancato

Quello che mi è mancato:

una voce sgusciata, ferruginosa,

rimbombante nelle caverne

delle tonsille a foderar di suoni

sfaccendati versi disincanti o diritti

come squilli, una voce

raschio di sputo, un ceffone al vento,

un vaticinio

Vincenzo Iacoponi


altri link che lo ricordano:




E QUESTO ERA IL MIO POST, IN CODA ANCHE IL SUO COMMENTO E LA POESIA:

"Come Charles Aznavour".

"Sono un istrione", cantava il buon vecchio Aznavour e io con lui: mai canzone mi si annidò dentro più profondamente.
Sappiatelo, non vi salverete: vi reciterò il mio rosario di addii fino all'ultimo giorno del mondo.
Indosserò il chitone e l'himation per essere più vero, sarò degno della Tragedia, di quella greca, di quella cosmica  e della mia personale.
Ai piedi calzerò i coturni, come si conviene ad un vero attore tragico: la perfezione è sempre stata la mia meta e, aggiungo io,  anche la mia metà.
Mi guarderete meravigliati ed interdetti, chiedendovi da dove vengo,  se dal resto del mondo, come tutti voi, o da qualche pianeta lontano e stupefacente. 
Come Charles Aznavour declamerò la mia grandezza e come lui avrò sullo sfondo il magnifico monte Ararat, montagna dell'Arca e simbolo dell'Armenia perduta...e io sarò l'Arca e sarò l'Armenia.
Io sarò lì, di fronte ai vostri occhi, quale mistero dell'umanità e manifestazione del trascendente...e che nessuno si azzardi a fischiarmi, altrimenti canterò la mia ira e vi seppellirò sotto di lei.


Cantami, o Diva, del pelide Achille
l'ira funesta che infiniti addusse lutti
agli Achei, molte anzi tempo all'Orco
generose travolse alme d'eroi,
e di cani e d'augelli orrido pasto
lor salme abbandonò ...


Sono io, sì, il discendente di Aksentij Ivanovič Popriščin, il pronipote di Nikolaj Vasil'evič Gogol', rendetemi dunque gli onori che mi spettano!