Alla fine, lo sappiamo, a noi basterebbe davvero poco: basterebbe salire in macchina e arrivare in un paese alla fine di tutte le strade, affacciato sulle nuvole e sugli orti lontani.
Basterebbe arrivare lì, ritrovare il respiro silenzioso degli alberi, sistemarsi in una casa antica di mattoni, con un giardino ingenuo, curato tutto l'anno.
Basterebbe acchiappare un paio di chiavi da sotto al tappetino, apparire davanti ad un camino acceso dal vicino di sempre.
Oppure basterebbe una padrona d'albergo senza arie, una che vive lì da sempre tutto il suo tempo, una diventata anche lei un po' eterna, esattamente come tutto ciò che la circonda.
Ci basterebbe il suo sorriso consapevole nel porgerci le chiavi della stanza, mentre tutt'intorno gli odori della cucina iniziano appena a levarsi.
Ci basterebbe metterci al riparo di un bel maglione grosso, da abbracciare con le ginocchia strette attorno ad un sorriso nascosto.
E poi, dopo, sarebbe subito ora di cena, ora di raccontare sottovoce quanto è grande il mondo quand'è così piccolo e così nostro.
